{"id":10127,"date":"2023-11-16T02:00:00","date_gmt":"2023-11-16T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=10127"},"modified":"2023-11-15T12:06:53","modified_gmt":"2023-11-15T11:06:53","slug":"la-creativita-di-mike-fedrizzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/11\/16\/la-creativita-di-mike-fedrizzi\/","title":{"rendered":"La creativit\u00e0 di Mike Fedrizzi"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Creativit\u00e0 senza regole. O, per meglio dire: dettata dalle regole emozionali della musica nel trasmettere messaggi concreti sulla base di un lavoro improvvisato e in continuo divenire. Si tratta di un concetto forse complesso, ma in grado di rispecchiare l\u2019essenza di Mike Fedrizzi e dei messaggi contenuti nella mostra d\u2019arte \u201cGif &#8211; Generic Identity Format\u201d, recentemente allestita a Vadena.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In questi ultimi anni Gif \u00e8 stata portata in diversi comuni sudtirolesi. \u201cL\u2019essenza pi\u00f9 profonda sembra non interessare poi molto, il nostro Essere sostituito dal nostro Avere, con un Formato di Identit\u00e0 Generica\u201d \u00e8 stata l\u2019affermazione dell\u2019artista, durante la presentazione a Vadena, nell\u2019ottobre scorso con il Kuka Museum di Lukas Zanotti, con cui si pone di avvisare lo spettatore a guardare meno all\u2019apparenza dettata dal mondo moderno e pi\u00f9 alla sostanza.<br>\u201cUna serie di tavole su carta, in cui le figure rappresentate racchiudono una sagoma umana, prigioniera di un\u2019estetica insostenibile, che immobilizza, appiattisce e rende tutto simile\u201d, \u00e8 la definizione scelta dall\u2019artista per quei fogli realizzati con pennarello e rapidograph durante un viaggio in Vietnam. Opere che a Vadena hanno riscosso un ottimo successo: \u201cLa prima volta ho presentato questa mostra a Laives in occasione dell\u2019Identiti Motion Festival &#8211; rivela Fedrizzi &#8211; poi alla mediateca multilingue di Merano nel 2021, entrambe grazie all\u2019associazione lasecondaluna di Laives\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mike Fedrizzi, parlava d\u2019un viaggio in Vietnam, ma da dove sono arrivati gli stimoli per realizzare queste particolari opere?<\/strong><br>Su questo genere lavoravo gi\u00e0 da diversi anni: il viaggio \u00e8 stato un caso, si \u00e8 rotto il mio e-book e ho scelto di tenermi in esercizio cominciando a disegnare dei primi piani, ma sono lavori fatti nei ritagli di tempo del viaggio e poi conclusi a casa. Poi ho iniziato a fotografarli e a farne delle Gif, delle Grafic Interchange Format. Ho visto che potevano funzionare, cos\u00ec mi sono messo al computer sviluppando l\u2019animazione, che \u00e8 il cuore della mostra. Considerata la stagione, mi piaceva l\u2019idea di appendere le opere, anche per dare un senso di precariet\u00e0, come nella poesia di Ungaretti \u201csi sta come d\u2019autunno sugli alberi le foglie\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Da quanti anni si occupa di arte?<\/strong><br>Ho la passione del disegno fin da bambino, ma d\u2019altronde l\u2019artista \u00e8 un bambino sopravvissuto all\u2019et\u00e0. Ho frequentato l\u2019istituto d\u2019arte di Trento e dopo la qualifica dei tre anni ho iniziato a lavorare in uno studio grafico. Allora si usava il fotolito, le camere oscure, il rapidograph (strumento per il disegno tecnico) e via dicendo. Mi sono sempre occupato di grafica, ma l\u2019avvento delle nuove tecnologie ha stravolto il mio lavoro, portandomi nella decorazione pubblicitaria, imparando varie tecniche con l\u2019aerografo. Ma la musica \u00e8 cambiata anche qui: il digitale consente di stampare un adesivo da progetto grafico e anch\u2019io mi sono dovuto adattare, nonostante ami molto pi\u00f9 lavorare a mano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ha fatto altri lavori?<\/strong><br>Nel 2001 ho iniziato ad appassionarmi alla video arte e sono arrivato a formarmi digitalmente nello sviluppo di video-scenografie. Con una piccola videocamera riprendevo ci\u00f2 che mi era intorno: usavo la telecamera come occhio digitale per un gioco con liquidi, cristalli, sabbie. Si tratta di un\u2019idea che ho portato avanti per quattro o cinque anni assieme ad un gruppo musicale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quando, e come, ha capito che l\u2019arte era la sua vocazione?<\/strong><br>Da bambino sognavo di fare l\u2019artista. L\u2019arte \u00e8 un linguaggio e io cerco di usare il mio per comunicare il mio punto di vista sulle cose.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quanto serve, o \u00e8 servito, per creare un\u2019opera?<\/strong><br>Un disegno equivale a mezz\u2019ora, quaranta minuti di lavoro, al massimo un\u2019ora. In esposizione ne porto settantadue, i pi\u00f9 belli. In tutto sarebbero centocinquanta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sta lavorando a qualcosa di nuovo?<\/strong><br>Sempre: ho abbandonato il rapidograph, molto pratico in viaggio, per l\u2019inchiostro e quindi pennino e china, che danno possibilit\u00e0 diverse. Sto lavorando ad una serie di disegni che porter\u00f2 in mostra. La musica \u00e8 l\u2019elemento trainante del mio lavoro, soprattutto il jazz sperimentale: mi piace combinare pi\u00f9 discipline artistiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Daniele Bebber<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Creativit\u00e0 senza regole. 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