{"id":10209,"date":"2023-11-30T02:00:00","date_gmt":"2023-11-30T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=10209"},"modified":"2023-11-29T12:09:09","modified_gmt":"2023-11-29T11:09:09","slug":"storia-della-posta-nella-valle-delladige","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/11\/30\/storia-della-posta-nella-valle-delladige\/","title":{"rendered":"Storia della posta nella valle dell\u2019Adige"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Accanto al fiorente servizio di trasporto fluviale sull\u2019Adige gestito da alcune famiglie di Sacco presso Rovereto, a partire dal XVI secolo il servizio postale tirolese era stato affidato dall\u2019amministrazione asburgica alla famiglia dei Taxis Bordogna. Questa famiglia lo gest\u00ec come autentico feudo per tre secoli, ricavandone enormi guadagni e titoli nobiliari a non finire: dalla baronia iniziale fino al principato del Sacro Romano Impero.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ma quali erano le origini della famiglia dei Taxis (pi\u00f9 tardi e fino ad oggi Thurn und Taxis) che svolse un ruolo fondamentale nell\u2019istituzione del sistema postale europeo in generale (erano stati membri della Compagnia dei corrieri della Serenissima di Venezia che gi\u00e0 prima dell\u2019anno 1000 percorreva le strade d\u2019Europa) e del Tirolo per quanto ci riguarda?<\/p>\n\n\n\n<p>Essi provenivano dalla Val Brembana e si chiamavano, prima di tedeschizzare il loro cognome, Tasso. Della famiglia facevano parte anche i poeti Bernardo e Torquato, quest\u2019ultimo autore della notissima Gerusalemme Liberata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un tale Jannetto de Tassis, discendente della famiglia bergamasca, fu nominato Kuriermeister, maestro corriere, da Massimiliano I d\u2019Asburgo. In breve tempo, i fratelli Tasso ottennero le gestione dei servizi postali di mezza Europa. Una sorella dei Tasso, Elisabetta, spos\u00f2 Bonus Bordogna, con il quale diede vita al ramo trentino-tirolese dei Postmeister o mastri di posta di Trento, Bolzano e Innbruck. Essi mantennero il feudo fino all\u2019incameramento decretato da Vienna nel novembre 1769, che trasform\u00f2 il redditizio servizio postale in servizio pubblico statale. Di fatto i Taxis-Bordogna continuarono a gestire le poste ma dovettero versare i redditi all\u2019erario camerale.<\/p>\n\n\n\n<p>Era dunque questa potentissima famiglia a gestire anche le stazioni di posta lungo la valle dell\u2019Adige, i vari corrieri e portalettere che le collegavano alle vallate e ai paesi pi\u00f9 remoti. La corrispondenza, soprattutto mercantile, poteva essere trasportata da staffette (pi\u00f9 veloci e onerose) o corrieri: prima a piedi, poi a cavallo e, infine, con l\u2019intensificarsi dell\u2019attiva commerciale, che richiedeva anche il trasporto di pacchi, per mezzo di diligenze.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nella valle dell\u2019Adige tra Bolzano e Trento operavano le stazioni postali di Bronzolo, Egna e San Michele, facenti parti dell\u2019ufficio centrale di Trento. Ad un certo punto, i dissidi tra fratelli portarono al distacco delle poste di Bolzano e Bronzolo da Trento, che mantenne il controllo su Egna e San Michele. Nel XVIII secolo, sia Bolzano che Trento furono sottoposte a Innsbruck.<\/p>\n\n\n\n<p>A Egna l\u2019albergo Posta era molto noto tra i viaggiatori e turisti tedeschi e inglesi che nel frattempo avevano iniziato a frequentare la zona dolomitica. Una diligenza postale percorreva la strada per Cavalese per due volte al giorno. Accanto alla posta viaggiavano i turisti, che pagavano 1 Gulden e 30 Kreuzer per un posto in coup\u00e9, 1 Gulden e 10 Kreuzer per un posto normale. La diligenza impiegava cinque ore per raggiungere Cavalese, per il ritorno erano sufficienti 3 ore e mezza. Un\u2019altra carrozza portava a Primiero per 40 Gulden. Dopo l\u2019apertura di Passo Carezza, questi viaggi terminarono e rimase solo il collegamento per la Val di Fiemme.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando verso gli anni cinquanta dell\u2019ottocento venne inaugurata la linea ferroviaria tra Bolzano e Verona, gli osti e artigiani delle stazioni postali della Val d\u2019Adige compresero che era terminato il loro periodo d\u2019oro. Molti di loro si erano arricchiti e tenevano fino a sessanta cavalli in stalla, ospitavano viaggiatori e corrieri, fornivano fieno e biada per i cavalli, impiegavano fabbri e maniscalchi. Ovviamente continuarono a sperare che l\u2019epopea del cavallo di ferro durasse poco e potesse presto ristabilirsi la situazione precedente ma alla fine si rassegnarono ai tempi e alla tecnologia moderni.\u00a0 Torn\u00f2 il silenzio nelle strade di Bronzolo e Egna e l\u2019ultima carrozza da Salorno a Lavis fu condotta da tale Peter Gerstgrasser, rigorosamente nella leggendaria\u00a0 livrea nera dai risvolti giallo-arancioni dei Taxis. Poi la vecchia stazione postale presso l\u2019albergo Engel chiuse definitivamente i battenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinahrd Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Accanto al fiorente servizio di trasporto fluviale sull\u2019Adige gestito da alcune famiglie di Sacco presso Rovereto, a partire dal XVI secolo il servizio postale tirolese era stato affidato dall\u2019amministrazione asburgica alla famiglia dei Taxis Bordogna. 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