{"id":10296,"date":"2023-12-14T02:05:00","date_gmt":"2023-12-14T01:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=10296"},"modified":"2023-12-13T11:40:54","modified_gmt":"2023-12-13T10:40:54","slug":"stary-mostdal-passato-con-furore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/12\/14\/stary-mostdal-passato-con-furore\/","title":{"rendered":"Stary Most:dal passato con furore!"},"content":{"rendered":"\n<p>Quando nel 1980 nei negozi di dischi fece la sua comparsa No More Words, LP dei bolzanini Stary Most, non erano decisamente in molti gli artisti della nostra zona che riuscivano a farsi pubblicare un disco, soprattutto con l\u2019ambizione di poterlo anche portare in giro dal vivo in altre regioni. La storia degli Stary Most e del loro disco, deve molto all\u2019intraprendenza del vulcanico Peter Ghirardini, che registr\u00f2 il disco nel suo studio di Via Palermo e lo pubblic\u00f2 sulla sua piccola etichetta, riuscendo a farlo uscire dagli stretti confini regionali. In realt\u00e0, nonostante la determinazione, soprattutto da parte del chitarrista e autore Werner Bauhofer e del cantante Heinz Madder, la storia degli Stary Most non dur\u00f2 moltissimo, ma l\u2019interesse per il loro disco ha continuato a rimanere alto, un po\u2019 per il gusto della riscoperta da parte del pubblico del classic rock, un po\u2019 per il collezionismo: sta di fatto che se voleste cercare una copia di quello storico lavoro vi trovereste a sborsare oggi cifre oscillanti tra i duecento e i quattrocentocinquanta euro!<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuando l\u2019ho scoperto \u2013 ci racconta Werner Bauhofer \u2013 sono rimasto di stucco, nel 1980, quando lo abbiamo registrato, credevamo s\u00ec nel nostro disco, ma che potesse avere una storia cos\u00ec era una cosa assolutamente non prevedibile. In particolare pare ci sia molta richiesta in estremo oriente! La cosa divertente \u00e8 che la possibilit\u00e0 di ristamparlo si \u00e8 materializzata grazie ad una piccola etichetta friulana che ci ha contattati per fare una pubblicazione come si deve: e il proprietario dell\u2019etichetta \u00e8 un vicino di casa di Peter Ghirardini, che ora vive a Udine ed \u00e8 un vicino di casa del produttore della ristampa!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1980, Bauhofer, dopo una breve militanza nella Hard Time Blues Band di Micheletti, suonava con una cover band che si esibiva regolarmente nei locali, dal lago di Caldaro alla Val Badia. Erano tempi in cui i DJ non avevano ancora preso cos\u00ec piede e i gestori preferivano un gruppo che suonasse le canzoni del momento. Nella band, che si chiamava Abraxas come il secondo disco di Santana, c\u2019erano anche il batterista polacco Benny Zemmler, il chitarrista Jack Telser e il bassista meranese Hubi Weiss; contemporaneamente per\u00f2, Werner, che suonava anche jazz rock col Quartetto Angolista Sferico, aveva anche cominciato a lavorare su del materiale originale con Madder, suonando in particolare come spalla per i gruppi in voga come Enigma, Otho Mollis e Artificial Joy.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa vita degli Stary Most \u2013 prosegue il chitarrista \u2013 \u00e8 stata breve, ma credo sia stata molto importante per tutti, personalmente credo di aver deciso proprio allora che la musica sarebbe diventata la mia professione, e avevo appena diciott\u2019anni. Era entusiasmante venir chiamati a suonare fuori regione, in televisione, fare la spalla ai New Trolls: ci credevamo davvero che fosse possibile fare il salto, tra le altre cose avevamo inciso un demo per un contest per nuovi talenti bandito in Giappone dalla Yamaha. Quella canzone, che non figurava sul disco, \u00e8 ora inclusa come bonus track nella ristampa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ristampa che al momento in cui ci leggete dovrebbe gi\u00e0 essere disponibile sulle piattaforme online e con i primi mesi del 2024 sar\u00e0 anche presente nei negozi in formato solido su CD, solamente con una nuova copertina, conditio sine qua non imposta da Werner a cui la copertina originale non era mai piaciuta. E non si pu\u00f2 dargli torto, visto che il disegno non aveva nulla a che vedere col rock virato hard che suonavano gli Stary Most.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuando Gianluca Sinicco, il nuovo produttore, ci ha contattati \u2013 spiega Bauhofer \u2013 avevamo temuto che fosse una di quelle operazioni in cui ti propongono la ristampa a spese tue, una volta capito che non era cos\u00ec, l\u2019idea ci \u00e8 piaciuta e ci siamo buttati a capofitto nel progetto. Il vecchio master \u00e8 stato rimasterizzato e ora siamo pronti per la distribuzione. Tra l\u2019altro riascoltando i miei vecchi brani col senno di poi, trovo che ci fosse del buono anche nei testi, No More Words \u00e8 una storia di solitudine e degrado sociale che trovo molto attuale, On My Own \u00e8 invece dedicata a Enrico Micheletti, Overload Question era invece dettata dall\u2019allora diffusissima passione per l\u2019ufologia, Metropolitan Blues contrapponeva la Bolzano dormiente dell\u2019epoca alle grandi citt\u00e0 mentre Sunrise si riferiva ad un\u2019alba vista da Heinz e me al lago di Carezza dove avevamo dormito in macchina dopo un concerto in zona!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Questo per quanto riguarda la ristampa, ma in casa Stary Most si sta muovendo anche dell\u2019altro, rimanete sintonizzati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Paolo Crazy Carnevale<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando nel 1980 nei negozi di dischi fece la sua comparsa No More Words, LP dei bolzanini Stary Most, non erano decisamente in molti gli artisti della nostra zona che riuscivano a farsi pubblicare un disco, soprattutto con l\u2019ambizione di poterlo anche portare in giro dal vivo in altre regioni. 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