{"id":10341,"date":"2024-01-11T02:30:00","date_gmt":"2024-01-11T01:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=10341"},"modified":"2024-01-11T12:26:07","modified_gmt":"2024-01-11T11:26:07","slug":"uno-sguardo-sul-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/01\/11\/uno-sguardo-sul-2023\/","title":{"rendered":"Uno sguardo sul 2023"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>\/\/ Di Luca Sticcotti<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Con l\u2019inviato Rai Gianfranco Benincasa, a lungo attivo in provincia di Bolzano e da marzo scorso presidente regionale dell\u2019Ordine dei Giornalisti, ripercorriamo i fatti principali dell\u2019anno che si \u00e8 appena concluso.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come ogni anno anche in questi primi giorni del 2024 abbiamo pensato di gettare uno sguardo nel recente passato, focalizzando assieme ad un collega giornalista i temi pi\u00f9 importanti apparsi sui media. In questo frangente la scelta \u00e8 caduta su Gianfranco Benincasa, inviato della Rai e volto noto anche delle cronache sportive offerte dal servizio pubblico radio televisivo. Nato in Svizzera nel 1966, Benincasa ha lavorato a lungo a Bolzano prima di trasferirsi a Trento. Nel marzo 2023 \u00e8 divenuto il nuovo presidente regionale dell\u2019Ordine dei giornalisti. Con lui abbiamo dunque colto l\u2019occasione di parlare anche di come i principali fatti regionali sono stati visti dal vicino Trentino e di quali sono le prospettive per la professione giornalistica nella nostra terra, alla luce dei grandi cambiamenti in atto nel mondo dell\u2019informazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lo scorso anno uno dei temi pi\u00f9 presenti sia nelle cronache che nel dibattito pubblico \u00e8 stato quello della necessit\u00e0 di un ripensamento del turismo in un\u2019ottica pi\u00f9 sostenibile. Non \u00e8 una questione da poco, perch\u00e9 ogni passo indietro penalizza gli introiti economici. Ma tutti sono d\u2019accordo sul fatto che ci vuole davvero un nuovo equilibrio, ribilanciando le esigenze di ospiti e residenti, e offrendo ai turisti anche un modo diverso di vivere la montagna. Questo tema come viene visto in provincia di Trento?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In Trentino l\u2019assessora competente ha detto \u201ci turisti vanno dove ci sono i turisti\u201d. Questo vuol dire che si accalcano soprattutto in alcune zone, ovvero a seconda della stagione nello specifico ad esempio a Madonna di Campeggio o sul Garda. La discussione su un modello diverso di turismo in realt\u00e0 non \u00e8 nuova; in alcuni casi si era pensato addirittura smantellare gli impianti e sostituire il tutto con un turismo green. Poi nello specifico in quella zona, il passo Rolle, il progetto \u00e8 stato abortito e la Provincia ha fatto altre scelte. Ma il tema c\u2019\u00e8, e non solo in montagna. Anche la citt\u00e0 di Trento in 20 anni \u00e8 cambiata tantissimo e ora c\u2019\u00e8 molto pi\u00f9 turismo mordi e fuggi, non solo durante i mercatini, con pullman, auto e tanto inquinamento. Il centro storico spesso \u00e8 invaso: da un certo punto di vista \u00e8 bello, ma anche su questo si sta un po\u2019 ragionando, cercando magari di puntare di pi\u00f9 sulla qualit\u00e0 che non sulla quantit\u00e0, e venendo pi\u00f9 incontro alle esigenze dei residenti. A Campiglio ad esempio si sta facendo strada anche l\u2019idea del numero chiuso, perch\u00e9 gli sciatori sono davvero tantissimi, nonostante l\u2019aumento di prezzo degli skipass. Una tavolo regionale sarebbe davvero opportuno, su questo tema del turismo sostenibile, perch\u00e9 si tratta davvero di problemi comuni tra le due province autonome. Insomma: le problematiche del lago di Braies non sono diverse rispetto a quelle del Lago di Tovel, dove tra l\u2019altro ben prima avevano introdotto il traffico limitato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>C\u2019\u00e8 poi il tema dei grandi predatori, da una parte proprio collegato all\u2019idea di una natura da salvaguardare e in qualche modo da ripristinare. Mettendo per\u00f2 in difficolt\u00e0 gli allevatori e creando problemi di sicurezza.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec. In Trentino c\u2019\u00e8 stata purtroppo una vittima a causa dell\u2019orso e questo \u00e8 stato davvero un colpo al cuore per tutti. Mentre il problema del lupo in provincia di Trento \u00e8 presente soprattutto nella zona delle valli di Fiemme di Fassa. Al di l\u00e0 dei provvedimenti e dei ricorsi, il problema non \u00e8 certo di facile soluzione. Ma anche questo \u00e8 un problema che andrebbe affrontato a livello regionale, visto che gli animali si muovono, mica guardano ai confini provinciali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A proposito di province. Nello scorso autunno si sono svolte le elezioni e a Trento e Bolzano si sono avuti esiti solo in parte simili. Con alcune novit\u00e0 non da poco, soprattutto in Alto Adige.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In Trentino c\u2019\u00e8 stata una scelta di continuit\u00e0 per Fugatti, un po\u2019 perch\u00e9 non aveva veri avversari, va detto, e poi comunque perch\u00e9 gli elettori hanno deciso di premiare il lavoro fatto. In Alto Adige fa riflettere il calo della SVP, ma non mi stupisco per la realpolitik della Volkspartei che ha scelto di allearsi con il centrodestra. Tutto sommato non \u00e8 un grande cambiamento, perch\u00e9 negli ultimi 5 anni la Stella Alpina aveva gi\u00e0 governato con la Lega. Certo la SVP farebbe bene a impostare una profonda riflessione in merito a quanto sta avvenendo in Alto Adige ma ancor di pi\u00f9 al proprio interno, pi\u00f9 che cercare colpevoli all\u2019esterno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Venendo allo sport, il 2023 \u00e8 stato l\u2019anno della consacrazione per Jannik Sinner. Poi c\u2019\u00e8 stata la stagione straordinaria del FC S\u00fcdtirol in serie B di calcio, mentre gli atleti regionali dello sci alpino sono apparsi un po\u2019 in affanno.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Di Sinner si \u00e8 detto tutto, la sua \u00e8 stata un\u2019affermazione davvero pazzesca. Tra l\u2019altro \u00e8 un personaggio con grandi qualit\u00e0, molto umano e disponibile. E non \u00e8 solo uno sportivo, riesce infatti a catalizzare l\u2019attenzione di molti, anche di chi non \u00e8 appassionato di sport. Quello del FC S\u00fcdtirol \u00e8 stato poi sicuramente una sorta di miracolo. Ora la squadra \u00e8 in difficolt\u00e0, ma ci sta. L\u2019anno scorso sono riusciti a fare molto di pi\u00f9 di quello che secondo me era il valore della squadra sulla carta. Molto del merito va dato all\u2019allenatore Bisoli, anche se poi qualcosa si \u00e8 incrinato. Si tratta senz\u2019altro di una bella societ\u00e0, impostata bene e con un bel futuro davanti. Quest\u2019anno ci sar\u00e0 un po\u2019 da soffrire ma possiamo dire che ormai il S\u00fcdtirol \u00e8 una realt\u00e0 consolidata, non pi\u00f9 una meteora. Basti guardare il centro sportivo, l\u2019organizzazione e il lavoro che viene fatto sui giovani. Per non parlare dello stadio che \u00e8 stato rifatto. La squadra altoatesina in qualche modo ha anche influenzato il vicino Trentino, con la squadra del capoluogo che da un paio d\u2019anni \u00e8 tornata in serie C. Va detto che anche il S\u00fcdtirol \u00e8 arrivato in serie B dopo un percorso durato anni, e in cui questo traguardo era stato pi\u00f9 volte sfiorato. E dobbiamo ricordare sempre che la serie B \u00e8 un campionato davvero difficilissimo. Per tutti. Lo sci \u00e8 un po\u2019 in affanno in tutta la regione, \u00e8 vero. Ma anche qui va detto che rispetto al calcio \u00e8 uno sport che ha senz\u2019altro meno praticanti. Io penso per\u00f2 che in questo caso ci sia qualcosa da cambiare anche a livello di federazione. Al momento occorre ancora puntare sulla vecchia guardia, ovvero su Paris. Alex Vinatzer \u00e8 l\u2019unico che in futuro potr\u00e0 davvero dire la sua ma per il momento \u00e8 piuttosto discontinuo nei risultati. Alla 3-Tre quest\u2019anno Vinatzer ha fatto veramente male, e al momento va quasi meglio in gigante che non \u00e8 la sua specialit\u00e0. Ma si tratta un ragazzo molto positivo e in gamba, molto educato. In Trentino c\u2019\u00e8 poi molto altro sport, con il volley maschile che ha vinto lo scudetto e quello femminile promosso in A1 anche se ora \u00e8 in difficolt\u00e0. Lo sport resta comunque una grande forza per tutta la regione, anche grazie alle capacit\u00e0 organizzativa delle nostre societ\u00e0 e del territorio. E non dobbiamo dimenticare che l\u2019anno si \u00e8 chiuso con la vittoria di Nadia Battocletti e il secondo posto di Yeman Crippa alla Boclassic nel capoluogo altoatesino.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quali sono le gioie e i dolori dell\u2019essere, da marzo 2023, il nuovo presidente dell\u2019Ordine dei Giornalisti del Trentino Alto Adige.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Avere sott\u2019occhio un po\u2019 tutto il panorama del giornalismo locale \u00e8 senz\u2019altro molto interessante. Per quanto riguarda i dolori e preoccupazioni sono sempre e soprattutto quelle occupazionali, anche se l\u2019Ordine che presiedo non \u00e8 il sindacato. Ci teniamo a che il nostro settore si florido, attivo e valido. Cosa che di fatto accade, anche in regione. Nell\u2019ultimo periodo c\u2019\u00e8 stata la mazzata della chiusura del quotidiano Il Trentino, anche se poi la cosa \u00e8 stata in parte riassorbita. E ci sono poi le preoccupazioni che riguardano le innovazioni tecnologiche, con l\u2019intelligenza artificiale che in futuro potrebbe portare alla perdita di posti di lavoro. A livello internazionale sta gi\u00e0 avvenendo, vedremo se la cosa avr\u00e0 ripercussioni anche da noi. C\u2019\u00e8 poi il tema eterno dell\u2019equo compenso per il lavoro giornalistico. Per quanto riguarda il rispetto della deontologia giornalistica devo dire che nel territorio regionale la situazione \u00e8 senz\u2019altro molto migliore rispetto a diverse altre zone del nostro paese.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il mondo del giornalismo \u00e8 in sofferenza, soprattutto per il calo dei lettori dei giornali, ma anche dei pochi sbocchi professionali per le nuove leve di questo mestiere.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per i giovani \u00e8 senz\u2019altro difficile, perch\u00e9 oggi si tratta spesso di lavoro non ben retribuito, rispetto ad altri lavori e rispetto al passato. Il mestiere ha meno appeal e i percorsi d\u2019accesso sono molto accidentati, nell\u2019ottica dell\u2019approdo al professionismo. Oggi si devono conoscere le lingue ed essere molto qualificati. Ma \u00e8 un lavoro che pu\u00f2 essere ancora molto interessante. Ci vuole creativit\u00e0, coraggio e come una volta occorrono sudore e impegno. Anche se il mestiere per molti versi \u00e8 cambiato rispetto al passato, resta comunque la necessit\u00e0 di offrire un\u2019informazione di qualit\u00e0, ovvero verificata, e questo oggi \u00e8 meno facile. Ma questo compito da svolgere, per il giornalismo, oggi \u00e8 ancora pi\u00f9 importante in un\u2019ottica di partecipazione alla vita pubblica. Spesso l\u2019emorragia di lettori si traduce anche in astensione nella partecipazione al voto. Dobbiamo impegnarci contribuire ad arginare questa potenziale emorragia democratica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\/\/ Di Luca Sticcotti Con l\u2019inviato Rai Gianfranco Benincasa, a lungo attivo in provincia di Bolzano e da marzo scorso presidente regionale dell\u2019Ordine dei Giornalisti, ripercorriamo i fatti principali dell\u2019anno che si \u00e8 appena concluso. 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