{"id":10370,"date":"2024-01-11T02:29:00","date_gmt":"2024-01-11T01:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=10370"},"modified":"2024-01-10T10:44:49","modified_gmt":"2024-01-10T09:44:49","slug":"via-matteotti-il-centro-di-maia-bassa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/01\/11\/via-matteotti-il-centro-di-maia-bassa\/","title":{"rendered":"Via Matteotti: il \u201ccentro\u201d di Maia Bassa"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>C\u2019\u00e8 stato un tempo in cui Merano citt\u00e0, Maia Bassa, Maia Alta e Quarazze erano quattro comuni distinti, ciascuno con il proprio Municipio. Di questi sono rimasti i segni evidenti soprattutto a Maia Alta e Maia Bassa, dove i due edifici municipali ancora esistono e sono attivi. Quello di Maia Bassa era ed \u00e8 in via Matteotti, una via storica, oggi un po\u2019 meno vivace, ma un tempo in grado di rappresentare un\u2019epoca, oseremmo dire un\u2019epopea.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\/\/ Di Enzo Coco<\/p>\n\n\n\n<p>Nel periodo post-bellico e perlomeno fino agli anni Ottanta del secolo scorso, via Matteotti era dal punto di vista dei servizi il centro di tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Attorno al Municipio e lungo la sua strada c\u2019erano alberghi, ristoranti e bar, negozi di alimentari, fruttivendoli, macellai, panettieri, tabaccai, la farmacia, l\u2019ambulatorio medico, una rosticceria, il cinema, il pulisecco, il gelataio, il calzolaio, barbiere e parrucchiere, la cartolibreria, la merceria, un bazar, il meccanico, il gommista, la ferramenta, il materassaio, i Carabinieri, la Guardia Forestale e, ultima ma non ultima, la banca.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma: chi viveva a Maia Bassa non aveva bisogno di arrivare in centro citt\u00e0 quasi per nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa specie di villaggio e in un clima ancora di paesone, dove tutti conoscono tutti, \u00e8 nato o ha trascorso parte della sua infanzia e adolescenza, un gran bel numero di persone in un clima davvero irripetiile.<\/p>\n\n\n\n<p>La \u201cvia pal\u201d di merano<\/p>\n\n\n\n<p>Ma dietro alle case che si affacciano su via Matteotti c\u2019erano due strade, che ancora ci sono, ovvero la via Magazzini e la via Armonia. Erano la via Pal \u201cde noantri\u201d, il \u201ccortile\u201d dei bambini e dei ragazzi di allora.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tornava da scuola, dalla vicina via Vigneti, si mangiava al volo e poi gi\u00f9 tutti in cortile e non si tornava a casa fino a quando faceva buio e le mamme si sgolavano dalle finestre per richiamare i propri figli che dovevano fare ancora i compiti e soprattutto lavarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Enormi piste con muretti e curve alla Vigorelli, salite e discese, venivano costruite per giocare al \u201cGiro d\u2019Italia\u201d con vere e proprie tappe che si sviluppavano di giorno in giorno. I ciclisti? Tappi a corona delle bottiglie con dentro una figurina ritagliata, magari da un giornale, del proprio ciclista preferito. Anquetil, Van Looy, Coppi, Bahamontes, Tacconi, Gaul, Baldini, Altig, Poulidor e poi Motta, Gimondi, Baronchelli, Merckx, Battaglin, Maertens: erano tutti l\u00ec nei tappini delle bottiglie.<\/p>\n\n\n\n<p>Stiamo parlando di battaglie epiche di ore e ore, precedute da sonori litigi perch\u00e9 se uno aveva Anquetil, non poteva essere che l\u2019avesse un altro: \u201cNo Anquetil \u00e8 mio e tu prenditi Gaul\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi le scorribande, quelle tra cowboys e indiani, armati di improbabili pistole di legno, archi e frecce posticci. Anche qualche fionda, ma l\u2019elastico era quasi sempre sfilacciato.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019era poi lo scontro vero e proprio tra via Magazzini e via Armonia: la battaglia tra \u201craber e poli\u201d come si diceva allora, mutuandolo dall\u2019inglese \u201crubber and poly\u201d, il nostro guardie e ladri. Si attraversavano gli androni dei palazzi per passare da un cortile all\u2019altro (da via Magazzini attraverso via Matteotti, in via Armonia e viceversa) all\u2019inseguimento dell\u2019avversario per catturarlo, e con le urla e proteste immancabili degli inquilini che volevano la loro quiete.<\/p>\n\n\n\n<p>E spesso andava a finire che i ragazzi si prendevano delle secchiate d\u2019acqua dalle finestre delle esasperate famiglie alle quali impedivamo il sonnellino pomeridiano. C\u2019era anche il burbero grossista di profumi che stava in via Magazzini, il Signor Niederwieser, che veniva fuori a cacciarci perch\u00e9 non riusciva a lavorare, ma quando arrivava Natale ci faceva i regalini: tra questi un campioncino di profumi, una saponetta, un detersivo da dare alla mamma.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2 era bello e nessun genitore andava a protestare col vicino che ci aveva sgridato o ci aveva bagnati, anzi era pi\u00f9 facile che ti arrivasse uno scappellotto perch\u00e8 \u201cnon lo dovevi fare\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>I nomi dei protagonisti<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordare i nomi di tutti \u00e8 impossibile, ma molti sono ancora nella nostra mente, alcuni purtroppo gi\u00e0 andati avanti, altri non pi\u00f9 a Merano, ma ognuno sicuramente si riconoscer\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019era Mario con suo fratello Umberto e la piccola sorellina Silvana, c\u2019era Gabriella col fratello Roberto, c\u2019era Ferruccio. E ancora Emanuela col fratello Gianni e il piccolo Mario, Renatino che chiamavamo cos\u00ec perch\u00e9 era secco secco, c\u2019erano Luizio ed Ezio, c\u2019era Uta (una pertica che non a caso divenne una forte saltatrice in alto), c\u2019era Edy e c\u2019erano i fratelli Di Liello.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi altri nomi persi nelle nebbie della memoria ma presenti ancora nelle immagini stampate nella mente.<\/p>\n\n\n\n<p>E c\u2019era lei, quella di cui tutti eravamo un po\u2019 innamorati e, forse, \u00e8 proprio l\u00ec che abbiamo sentito le prime pulsioni di innocenti ragazzini attorno ai 10 anni o gi\u00f9 di li. Si chiamava Laura e veniva da Milano, che per noi era la metropoli lontana. Veniva a passare le vacanze scolastiche a casa di certi parenti. Con quel suo accento dalle \u201ce\u201d aperte talvolta ci raccontava di cosa c\u2019era a Milano che qui da noi non c\u2019era.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma soprattutto giocava con noi e a sera andava a casa tutta scalmanata e impolverata, perch\u00e9 in via Magazzini non c\u2019era l\u2019asfalto come oggi, ma solo la nuda terra.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi capivamo che lei si divertiva un mondo perch\u00e8 l\u00e0, nella metropoli dove viveva, un cortile dove giocare non ce l\u2019aveva, perch\u00e9&#8230; \u201cl\u00e0 dove c\u2019era l\u2019erba ora c\u2019\u00e8 una citt\u00e0\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 stato un tempo in cui Merano citt\u00e0, Maia Bassa, Maia Alta e Quarazze erano quattro comuni distinti, ciascuno con il proprio Municipio. Di questi sono rimasti i segni evidenti soprattutto a Maia Alta e Maia Bassa, dove i due edifici municipali ancora esistono e sono attivi. 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