{"id":10373,"date":"2024-01-11T02:00:00","date_gmt":"2024-01-11T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=10373"},"modified":"2024-01-11T12:28:04","modified_gmt":"2024-01-11T11:28:04","slug":"alberto-giacometti-storia-di-un-direttore-dorchestra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/01\/11\/alberto-giacometti-storia-di-un-direttore-dorchestra\/","title":{"rendered":"Alberto Giacometti: storia di un direttore d\u2019orchestra"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>\u00c8 una storia fatta di musica e di affetti famigliari quella del Professor Alberto Giacometti, direttore dell\u2019Orchestra di cura di Merano: la storia di un veneziano che approd\u00f2 a Merano nel 1935 dopo aver vinto il concorso per far parte dell\u2019Orchestra di Cura allora diretta dal conte Gravina.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pianista, organista e violinista, Alberto Giacometti era stato violinista di spalla nell\u2019Orchestra del Teatro La Fenice, aveva suonato all\u2019Arena di Verona, al Carlo Felice di Genova, al Teatro Regio di Parma, ma anche in Germania e in Danimarca.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu fra gli orchestrali di Merano quando nel 1939 l\u2019Orchestra di Cura, composta di 42 elementi, si conged\u00f2 dal suo numeroso pubblico, licenzi\u00f2 i suoi musicisti e chiuse i battenti. Giacometti allora suon\u00f2 di tutto ed ovunque pur di assicurare un pasto alla sua famiglia. Dopo l\u20198 settembre 1943 per evitare la prigionia riusc\u00ec a farsi assumere alla Montecatini di Sinigo e vi rest\u00f2 fino al 1949 quando l\u2019Orchestra di Cura ricominci\u00f2 a suonare sulle passeggiate.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019agosto del 1957 il Consiglio direttivo dell\u2019Azienda di Cura e Soggiorno lo nomin\u00f2 direttore dell\u2019Orchestra. L\u2019annuncio fu dato entusiasticamente da tutti i giornali regionali e dal Gazzettino di Venezia. Gli articoli spiegavano come il maestro Giacometti, stimato ed apprezzato da tutti i colleghi, facendo parte da pi\u00f9 di vent\u2019anni dell\u2019Orchestra di Cura e conoscendone perfettamente le finalit\u00e0, le necessit\u00e0 e l\u2019ampio repertorio, era davvero la persona giusta per condurla e per portarla agli alti livelli di un tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Egli seppe lottare quotidianamente con le difficolt\u00e0 organizzative, i limiti economici, un pubblico difficile e variegato. Direttore stimato sapeva trarre il meglio da tutti i suoi orchestrali e alla fine del suo primo anno di dirigenza i giornali non poterono che registrare un notevole incremento di pubblico che fu sottolineato anche dall\u2019Alto Adige in un articolo dell\u201911 settembre 1957: \u201cLe Passeggiate, dove giornalmente si tengono i concerti dell\u2019Orchestra di Cura diretti dall\u2019ottimo maestro Giacometti, sono pi\u00f9 frequentati del solito da un pubblico colto ed elegante\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>In un articolo apparso sul Dolomiten nel 1966 un critico musicale che si firmava con la sigla SP di lui ebbe a scrivere: \u201cIl maestro Giacometti \u00e8 un musicista moderno nel miglior senso interpretativo che nell\u2019azione esecutiva nulla \u2018intromette\u2019 ma invece, grazie alla realizzazione dei vari rapporti musicali interiori, tutto sa ricavare di ci\u00f2 che un\u2019opera musicale contiene. Sulla base di questo vigore dinamico interiore egli mette in massimo rilievo tutte le frasi musicali con una interpretazione fulgida nei vari tempi, che esprimono sempre la proporzionata intensit\u00e0 in una unit\u00e0 architettonica di perfetto equilibrio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il consenso del pubblico e le sue doti fecero s\u00ec che di anno in anno egli fosse riconfermato nel suo ruolo fino al 1969, quando il 26 luglio, durante un concerto si accasci\u00f2, piegando il capo su quel pianoforte con il quale appassionatamente stava rievocando le atmosfere del Don Pasquale di Donizzetti, stroncato da un infarto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 una storia fatta di musica e di affetti famigliari quella del Professor Alberto Giacometti, direttore dell\u2019Orchestra di cura di Merano: la storia di un veneziano che approd\u00f2 a Merano nel 1935 dopo aver vinto il concorso per far parte dell\u2019Orchestra di Cura allora diretta dal conte Gravina. 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