{"id":10379,"date":"2024-01-11T02:00:00","date_gmt":"2024-01-11T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=10379"},"modified":"2024-01-11T12:29:19","modified_gmt":"2024-01-11T11:29:19","slug":"la-lunga-strada-della-val-di-fiemme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/01\/11\/la-lunga-strada-della-val-di-fiemme\/","title":{"rendered":"La lunga strada della Val di Fiemme"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>La Bassa Atesina come la conosciamo oggi fu \u201cplasmata\u201d principalmente nel XIX secolo da parte dei governanti asburgici. Prima di allora, tolto il lungo periodo romano, che aveva apportato notevoli migliorie alla rete viaria e al sistema idrico, il territorio era sempre stato piuttosto inospitale e, quindi, difficile da percorrere e da abitare. La Bassa Atesina come la conosciamo oggi fu \u201cplasmata\u201d principalmente nel XIX secolo da parte dei governanti asburgici. Prima di allora, tolto il lungo periodo romano, che aveva apportato notevoli migliorie alla rete viaria e al sistema idrico, il territorio era sempre stato piuttosto inospitale e, quindi, difficile da percorrere e da abitare.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il problema principale del fondovalle era rappresentato dal fiume Adige che lo attraversava e, per cos\u00ec dire, dominava. Questo lungo corso d\u2019acqua, cos\u00ec irregolare e invadente nel suo flusso, ricco di ristagni e laghetti, ramificazioni e periodiche esondazioni, determinava la vita dei pochi abitanti concentrati quasi esclusivamente sui conoidi alluvionali ai margini orientali e occidentali della valle. Fu proprio la necessit\u00e0 di regolare definitivamente il corso del fiume per ridurne la pericolosit\u00e0 a dare il via ai grandi interventi strutturali che modificarono per sempre la fisionomia della valle. Fino ad allora, di vere e proprie strade come le intendiamo oggi non era neppure il caso di parlare e il trasporto di uomini e merci doveva seguire le antiche e impervie vie montane o avvenire sul fiume, quando questo lo permetteva. L\u2019avvento della ferrovia, progettata e poi realizzata a ridosso del fiume, costrinse gli amministratori dell\u2019epoca ad affrontare una volta per tutte il problema Adige e furono quindi avviati e poi conclusi in tempi relativamente celeri i lavori di sistemazione del letto del fiume. A quel punto la strada era aperta per la nuova ferrovia che cambi\u00f2 radicalmente la situazione viaria dell\u2019intera regione e della valli laterali, prima difficilmente accessibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Da secoli, se non da millenni, esistevano sentieri pi\u00f9 o meno ampi e battuti, che collegavano gli altipiani e le valli laterali alla Bassa Atesina, da sempre porta commerciale verso la Val Padana e l\u2019Austria e la Germania. Con l\u2019arrivo della ferrovia, la necessit\u00e0 di trasformare questi sentieri in vere e proprie strade si fece pi\u00f9 impellente e le vallate temevano per la loro sopravvivenza economica in caso di perdurante isolamento viario. Nacquero in quel periodo importanti collegamenti come la strada della Val d\u2019Ega, che sostitu\u00ec completamente il secolare percorso tra Laives e Nova Ponente lungo la Vallarsa, e quella che oggi chiamiamo strada delle Dolomiti, ossia il collegamento da Fontanefredde a Ora. La vecchia strada che da San Lugano, un valico gi\u00e0 noto nella notte dei tempi e citato per la prima volta in un documento del XIII secolo, portava a Trodena e Gleno per poi scendere verso Ora venne mantenuta ma perse del tutto il suo peso. Pi\u00f9 o meno sullo stesso tracciato venne poi realizzata, con l\u2019impiego prevalente di prigionieri di guerra russi e serbi, la linea ferroviaria Predazzo \u2013 Ora, in funzione dal 1917 al 1963.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu la Magnifica Comunit\u00e0 di Fiemme a volere la nuova strada per collegarsi meglio alla nuova linea ferroviaria e poter portare i propri prodotti, soprattutto legname, sui mercati. Il progetto fu affidato al geometra fiemmese Tomasi, che progett\u00f2 la strada tra Fontanefredde e Egna. Infatti il tratto tra Montagna e Ora avrebbe richiesto, data la conformazione rocciosa del terreno, interventi difficoltosi e molto costosi nel Monte Cislon. La Comunit\u00e0 avvi\u00f2 lunghe trattative con i comuni di Montagna e Egna per l\u2019acquisto dei terreni necessari alla costruzione della strada. I due comuni opposero strenua resistenza perch\u00e9 la nuova strada avrebbe tagliato in due molti terreni agricoli, rendendone difficoltosa la coltivazione. Un conigliere comunale di Egna arriv\u00f2 ad affermare che anzich\u00e9 una strada era meglio erigere un muro, in modo che nessun mendicante fiemmese avesse pi\u00f9 potuto mettere piede in Bassa Atesina. A quel punto alla Magnifica Comunit\u00e0 non rimase che realizzare la nuova strada fino a Ora e nel 1845 iniziarono i lavori, poi conclusi in concomitanza con l\u2019inaugurazione della ferrovia tra Bolzano a Verona. I lavori per realizzare i 47 km di strada durarono 15 anni, i costi si aggirarono su un milione di Gulden, sostenuti interamente dalla Comunit\u00e0 fiemmese. Quando a Egna si accorsero che tutto il traffico commerciale convogliava su Ora, compresero il grande errore commesso. Per non rimanere completamente isolati dalla Val di Fiemme, furono quindi costretti a realizzare a proprie spese il collegamento tra Montagna e Egna.<\/p>\n\n\n\n<p>Reinhard Christanell<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Bassa Atesina come la conosciamo oggi fu \u201cplasmata\u201d principalmente nel XIX secolo da parte dei governanti asburgici. Prima di allora, tolto il lungo periodo romano, che aveva apportato notevoli migliorie alla rete viaria e al sistema idrico, il territorio era sempre stato piuttosto inospitale e, quindi, difficile da percorrere e da abitare. 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