{"id":10429,"date":"2024-01-25T02:40:00","date_gmt":"2024-01-25T01:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=10429"},"modified":"2024-01-25T09:23:30","modified_gmt":"2024-01-25T08:23:30","slug":"citta-30","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/01\/25\/citta-30\/","title":{"rendered":"Citt\u00e0 30"},"content":{"rendered":"\n<p>La recente decisione della citt\u00e0 di Bologna di istituire il limite di velocit\u00e0 generalizzato di 30 km sta facendo molto discutere.<br>Giova ricordare che tale limite fa riferimento, in realt\u00e0, a un nuovo modello di citt\u00e0 denominato \u201cCitt\u00e0 30\u201d e che ha gi\u00e0 preso piede in molte citt\u00e0 del mondo e dell\u2019Europa. Alla base delle critiche rispetto a questo nuovo modello c\u2019\u00e8 l\u2019idea che tale limite \u201cblocchi\u201d la citt\u00e0, peggiorando la vita delle persone e limitando la loro \u201clibert\u00e0\u201d di muoversi rapidamente. Niente di pi\u00f9 sbagliato, dicono le indagini che le varie Citt\u00e0 30 hanno commissionato, prima di scegliere di cambiare progressivamente paradigma. Il comune di Bologna, nello specifico, ha calcolato che i nuovi limiti comportano un ritardo di 12 secondi per ogni viaggio, a fronte di benefici molto grandi. Quali sono? Molti e significativi. Innanzitutto si aumenta la sicurezza stradale. Bruxelles nei primi mesi di sperimentazione ha visto un calo degli incidenti del 22% e delle vittime del 50%, con grandi miglioramenti anche per quanto riguarda l\u2019inquinamento acustico. A Barcellona \u00e8 stato calcolato che sono pi\u00f9 di 600 le morti premature che sono state scongiurate attraverso la diminuzione dell\u2019inquinamento atmosferico e che l\u2019aspettativa di vita di ogni persona \u00e8 aumentata in media di circa 200 giorni. La diminuzione della velocit\u00e0 massima consentita permette di promuovere la mobilit\u00e0 sostenibile, perch\u00e9 in definitiva le persone sono incentivate a lasciare a casa la macchina e utilizzare i mezzi pubblici, la bicicletta o andare a piedi. Il risultato di tutto ci\u00f2 \u00e8 una citt\u00e0 \u201cdiversa\u201d in cui finalmente lo spazio pubblico torna ad essere di tutti e non solo delle auto. Non tutti sanno, infatti, che le strade, nelle nostre citt\u00e0, rappresentano ben l\u201980% dello spazio pubblico. Uno spazio spesso occupato dalle auto, ferme o in movimento.<br>La Citt\u00e0 30 dunque non \u00e8 solo un limite di velocit\u00e0 ma un modello che punta a rivoluzionare la nostra concezione degli spazi urbani, riorganizzandoli. Un modello che agisce anche attraverso \u201curbanisimo tattico\u201d all\u2019insegna di una sostenibilit\u00e0 \u201ccivica\u201d.<br>In Italia il percorso delle Citt\u00e0 30 \u00e8 appena all\u2019inizio. Dobbiamo ricordare che si tratta in primis di un discorso culturale. Un tema di dibattito pubblico, prima ancora che amministrativo. Ci sono citt\u00e0 che stanno gi\u00e0 nella fase del \u201ccome\u201d, e ben altre 60 dove la fase \u00e8 quella del \u201cquando\u201d.<br>Sul sito fiabitalia.it \u00e8 stato pubblicato un vademecum, che spiega bene di cosa si tratta. Chi \u00e8 interessato pu\u00f2 andare a sfogliarlo, magari cercando di capire se i vantaggi previsti sono \u201cdesiderabili\u201d anche nelle nostre piccole citt\u00e0, incastrate nei fondovalle tra i monti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Luca Sticcotti<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La recente decisione della citt\u00e0 di Bologna di istituire il limite di velocit\u00e0 generalizzato di 30 km sta facendo molto discutere.Giova ricordare che tale limite fa riferimento, in realt\u00e0, a un nuovo modello di citt\u00e0 denominato \u201cCitt\u00e0 30\u201d e che ha gi\u00e0 preso piede in molte citt\u00e0 del mondo e dell\u2019Europa. 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