{"id":10434,"date":"2024-01-25T02:15:00","date_gmt":"2024-01-25T01:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=10434"},"modified":"2024-01-24T17:10:23","modified_gmt":"2024-01-24T16:10:23","slug":"aldo-mazza-cinquantanni-fra-libri-e-intercultura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/01\/25\/aldo-mazza-cinquantanni-fra-libri-e-intercultura\/","title":{"rendered":"Aldo Mazza: cinquant\u2019anni fra libri e intercultura"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Si chiude un\u2019epoca per quell\u2019 \u201calieno\u201d venuto dal Sud a insegnarci cosa vuol dire stare insieme. Lo ha fatto cos\u00ec bene che pu\u00f2 vantare di aver ricevuto dal Land Tirol la Croce al Merito per il suo impegno concreto per la convivenza tra gruppi linguistici in Alto Adige. Edizioni Alpha Beta confluisce in Edition Raetia, ma lui sar\u00e0 ancora l\u00ec sulla tolda a seguire la sua nave che va.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cArriv\u00f2 in Alto Adige\/S\u00fcdtirol da Salerno oltre cinquant\u2019anni fa poco pi\u00f9 che ragazzo. Di questa terra sapeva poco o nulla e certamente non immaginava che proprio la sua particolarit\u00e0 di terra di frontiera, di incontro e scontro tra culture, sarebbe diventata il centro del suo impegno\u201d. Cos\u00ec il risvolto di copertina di \u201cImpegno miteinander\u201d curato da Toni Colleselli e Lucio Giudiceandrea per i tipi di Edizioni Alpha Beta Verlag, introduce il personaggio Aldo Mazza \u201cun illuminista pragmatico che \u00e8 andato a cercare e a provare sul campo le soluzioni a questo problema: come creare confidenza con l\u2019altra lingua e cultura, come favorire la comunicazione e l\u2019incontro\u201d. Il volume racconta l\u2019impegno e il percorso di Aldo Mazza in questi cinquant\u2019anni ed \u00e8 stato pubblicato nel 2023, in occasione del suo 75esimo compleanno, mentre si stava compiendo il percorso di cessione o forse meglio dire fusione, tra la casa editrice da lui fondata e diretta fino ad oggi, e le Edizioni Raetia. Finita anche questa fatica, incontriamo Aldo Mazza all\u2019inizio di un anno in cui potr\u00e0 cominciare a godersi la pensione anche se l\u2019impegno per la sua creatura non verr\u00e0 meno, anche se lo eserciter\u00e0 in altra forma.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Aldo, cominciamo dalle origini. A Merano ci sei arrivato per amore. Giusto?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Eh s\u00ec, era il 1968 quando sulla spiaggia di Salerno conobbi Ulli (Zipperle ndr) quella che sarebbe diventata mia moglie, una di quelle tipiche conoscenze estive che di solito si esauriscono ben presto. Nel nostro caso non fu cos\u00ec, il nostro incontro era destinato a durare nel tempo e cos\u00ec decisi di seguirla a Merano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non facili gli inizi, vero?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ero piombato in una famiglia che seguiva le regole non scritte, non espresse, ma fortemente radicate che volevano che i \u201ctedeschi\u201d non dessero confidenza agli \u201citaliani\u201d se non per ragioni di lavoro. (una situazione descritta molto bene dalla stessa Ulli nel primo capitolo del libro ndr).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E poi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Cominciai a studiare il tedesco, ad approfondire la storia di questo posto per capire dove mi trovavo e le ragioni dell\u2019altro, ed insegnai italiano nelle scuole tedesche. Poi per due anni lo feci anche in Somalia, gi\u00e0 con Ulli assieme a me e divenni anche coordinatore didattico del programma di italiano \u201clingua veicolare\u201d presso l\u2019Universit\u00e0 di Mogadiscio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Al rientro a Merano sboccia poi l\u2019idea di Alpha Beta Piccadilly, una scuola di lingue.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec. Avevo maturato una certa esperienza nel settore e cos\u00ec nel 1987 con un gruppo di amici fondammo la Cooperativa Alpha&amp;Beta. Eravamo convinti che fosse necessaria un\u2019iniziativa concreta che cercasse di rompere il clima di separazione e fornire strumenti di conoscenza e comunicazione reciproca per favorire il contatto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E qui cominci\u00f2, in embrione, la fase della casa editrice\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio erano pubblicazioni per l\u2019apprendimento linguistico, testi di glottodidattica e sull\u2019interculturalit\u00e0 in stretto contatto con l\u2019attivit\u00e0 della scuola di lingue. Poi pensammo che la casa editrice andasse ulteriormente sviluppata come strumento che supportasse a tutto campo il lavoro (inter)culturale: promuovendo libri per creare conoscenza, curiosit\u00e0, e per passare dal vivere vicini quasi ignorandosi alla voglia di superare quel confine che c\u2019\u00e8 tra italiani e tedeschi. Contribuendo cos\u00ec alla realizzazione di una \u201ccasa comune\u201d che non abolisse le differenze, ma consentisse uno scambio reciproco consapevole.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Con quale spirito e obiettivo, si diede vita ad Alpha Beta?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Lo scopo, sia della scuola di lingue che della casa editrice, \u00e8 sempre stato quello di creare un ponte tra le due culture, il dialogo, la conoscenza reciproca. Per l\u2019editoria prima con i libri per la didattica e poi con narrativa e saggistica. Questo secondo aspetto, in ottica \u201cglocal\u201d, si \u00e8 sviluppato a partire dal 2008 con una casa editrice che non voleva essere n\u00e9 italiana n\u00e9 tedesca e con un desiderio di sconfinare continuamente tra una cultura e l\u2019altra. Ad esempio, partendo dalla convinzione che se non conosci la letteratura dell\u2019altro di fatto non lo conosci, abbiamo sviluppato con la Collana TravenBooks, il lavoro di trasporto di molta letteratura da una lingua all\u2019altra. Il tutto nella convinzione che l\u2019Alto Adige\/S\u00fcdtirol fosse il territorio ideale per l\u2019incontro di due grandi culture come quella tedesca e quella italiana.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quali sono le pietre miliari di questi anni di editoria?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In questi anni abbiamo pubblicato pi\u00f9 di 300 libri a cui sono molto legato. Se devo isolarne alcuni, mi viene in mente uno degli ultimi, quello dedicato alla trasposizione dell\u2019opera omnia di Willhelm Busch da parte di Giancarlo Mariani con il determinante contributo di Ulrike Kindl e Dominikus Andergassen, e poi la Collana \u201cZeitworte\/Parole del tempo\u201d, quella \u201cTerritorio\/Gesellschaft\u201d con ad esempio \u201cStella aliena\u201d di Lucio Giudiceandrea in coppia con \u201cDie Bluten der Macht\u201d di Hans Heiss che sono un modo di guardare la stessa realt\u00e0, quella della Volkspartei, con la prospettiva di un autore italiano e uno tedesco. Particolarmente orgoglioso sono anche della Collana 180 \u2013 Archivio critico della salute mentale, molto apprezzata a livello nazionale, che ha prodotto 26 titoli sul tema del disturbo mentale a partire dall\u2019esperienza dell\u2019approccio di Franco Basaglia, indagando un altro tipo di confine: quello tra salute e malattia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Della collana Territorio\/Gesellschaft fa parte il volumetto \u201cStare insieme \u00e8 un\u2019arte\u201d che hai scritto a quattro mani con Lucio Giudiceandrea.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 il tentativo di far capire come lo stare insieme tra persone di lingua e cultura diversa non sia naturale, ma sia un percorso a volte faticoso che richiede rinunce e compromessi, da parte di tutti, ma \u00e8 anche ricco di soddisfazioni per gli individui e le societ\u00e0 che intendono affrontarlo. Se ignoriamo la storia, la cultura, la sensibilit\u00e0 e la lingua dei nostri vicini, sar\u00e0 difficile superare le contrapposizioni. Il punto \u00e8 che bisogna volerlo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa lega tra loro tutte queste opere?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il filo rosso \u00e8 dato dal fatto che vogliono guardare alla complessit\u00e0 del nostro territorio e non chiudersi in uno dei due mondi che lo compongono. \u00c8 la teoria dello sconfinamento di cui dicevo prima, in un territorio dalla grande potenzialit\u00e0: il confine visto non come limite, ma come risorsa. Come il vino, le mele e il bel paesaggio, la nostra terra ha infatti da offrire una particolare competenza che \u00e8 quella del sapersi muovere dall\u2019interno di due grandi culture.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ci siete riusciti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Difficile dirlo. Se l\u2019obiettivo era quello di guardare le cose con una prospettiva che non fosse solo italiana o solo tedesca, ma vedesse il tutto cercando di fare sintesi, credo che abbiamo dato un contributo significativo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un rammarico?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo fatto il possibile per fornire strumenti di conoscenza, occasioni di dialogo e contatto, ma guardando alla realt\u00e0 di oggi, credo ci sia ancora molto da fare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E da oggi in poi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Seguir\u00f2 da dietro le quinte il percorso di Edizioni alphabeta Verlag in Raetia e spero di avere pi\u00f9 tempo per me, per trascorrerlo in seno alla famiglia e anche nella mia isola croata a leggere e\u2026 guardare il mare, come facevo a Salerno. Sono abbastanza sereno, ma anche curioso di vedere come reagir\u00f2 a questa mia nuova fase della vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Enzo Coco<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si chiude un\u2019epoca per quell\u2019 \u201calieno\u201d venuto dal Sud a insegnarci cosa vuol dire stare insieme. Lo ha fatto cos\u00ec bene che pu\u00f2 vantare di aver ricevuto dal Land Tirol la Croce al Merito per il suo impegno concreto per la convivenza tra gruppi linguistici in Alto Adige. 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