{"id":10447,"date":"2024-01-25T02:00:00","date_gmt":"2024-01-25T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=10447"},"modified":"2024-01-24T17:18:07","modified_gmt":"2024-01-24T16:18:07","slug":"un-maestro-di-scacchiin-portineria-athesia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/01\/25\/un-maestro-di-scacchiin-portineria-athesia\/","title":{"rendered":"Un Maestro di scacchiin portineria Athesia"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Jo\u0161ko Muki\u0107 lavora da oltre quindici anni nella portineria dell\u2019azienda Athesia di Bolzano Sud. Nato in Croazia, \u00e8 un campione internazionale di scacchi e uno dei migliori giocatori dell\u2019Alto Adige. Ad oggi ha una scuola di scacchi, una memoria di ferro e una conoscenza perfetta di cinque lingue. Gli scacchi hanno cambiato il suo modo di vivere, oggi andremo a scoprire il perch\u00e9.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ciao Jo\u0161ko, raccontaci un po\u2019 chi sei\u2026\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sono Jo\u0161ko Mukic, sono nato nel 1962 nella ex Jugoslavia, sono qui in Alto Adige da pi\u00f9 di 27 anni, lavoro come portiere presso la sede di Athesia e ho una scuola di scacchi. Ogni venerd\u00ec scrivo per il giornale Dolomiten dove ho il mio angolo scacchistico che si chiama \u201cSchachecke\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come ti sei avvicinato al mondo degli scatti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 sempre stata una cosa di famiglia. Mio padre quando ero piccolo mi ha insegnato come si gioca, lui aveva imparato da mio nonno e mio nonno dal bisnonno. Solo che loro non erano cos\u00ec forti come me (ride n.d.r.).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Scacchi solo per passione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando ero giovane era la mia professione, per otto mesi l\u2019anno andavo in giro per tornei in tutto il mondo, ho vinto anche un titolo: \u201cMaestro Internazionale\u201d un titolo che si guadagna giocando bene contro i giocatori pi\u00f9 forti. Ho girato davvero tanto con gli scacchi.<br>Adesso tengo lezioni di scacchi, tanti giocatori che adesso sono maestri di scacchi erano miei allievi. Un mio allievo di 17 anni adesso ha il titolo di \u201cMaestro Italiano\u201d di scacchi, Casadio Niccol\u00f2, \u00e8 uno degli allievi di cui sono pi\u00f9 fiero.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ci giochi ancora?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Prima giocavo tanto, ultimamente invece ho tanti allievi e quindi principalmente insegno. Ogni tanto mi diverto a giocare agli scacchi giapponesi online, gli Shogi, ho imparato a giocarci qualche annetto fa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A Bolzano c\u2019\u00e8 una cultura degli scacchi?<\/strong>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec! Assolutamente. Cento anni fa i migliori giocatori di scacchi al mondo giocavano a Merano e negli anni 80 hanno addirittura giocato un match per il campionato del mondo proprio qui.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come sei arrivato qui in Alto Adige?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per caso\u2026 se esiste il caso. Tempo fa facevo l\u2019interprete per una ditta austriaca in lingua ungherese (parlo anche l\u2019ungherese oltre all\u2019italiano, il tedesco, il croato, il russo e lo spagnolo) e abbiamo fatto tappa a Bolzano per una cena, vicino a ponte Talvera. Ho sentito che si parlava anche in tedesco (all\u2019epoca non conoscevo la storia dell\u2019Alto Adige e nemmeno l\u2019italiano), questa cosa mi aveva incuriosito molto e allora ho detto al mio collega \u201csai che cosa? Io rimango qui\u201d. Se avessimo fatto la sosta cento chilometri pi\u00f9 avanti, sarebbe stata tutta un\u2019altra vita la mia (ride n.d.r.).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quali sono le caratteristiche per diventare un forte giocatore di scacchi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per prima cosa ci vuole il talento, poi ci vuole il carattere e avere la capacit\u00e0 di saper lavorare tanto. Gli scacchi si studiano, solo giocando si ripetono gli stessi errori e non ci si migliora, bisogna studiare molto. Il miglior giocatore del mondo studia otto ore al giorno.<br>Poi ci vuole la passione, grande passione, ma la passione c\u2019\u00e8 solo se c\u2019\u00e8 il talento.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Perch\u00e9 consiglieresti gli scacchi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gli scacchi fanno bene alla salute, si sviluppa la memoria, la fantasia, si migliorano le capacit\u00e0 di calcolo e di logica. Poi diversi studi hanno anche dimostrato che aiutano le persone a recuperare dopo un ictus o un infarto. Fanno bene alla memoria, non solo per i bambini, ma anche per gli anziani. Un po\u2019 di tempo fa mi \u00e8 stata consegnata una rubrica telefonica qui in portineria dove lavoro, circa una trentina di pagine piene di numeri. Alcuni giorni dopo la ho restituita, non mi serviva pi\u00f9, li sapevo tutti a memoria. A 62 anni, direi che la mia memoria &#8211; grazie agli scacchi &#8211; \u00e8 molto buona (ride ancora n.d.r.).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Niccol\u00f2 Dametto<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Jo\u0161ko Muki\u0107 lavora da oltre quindici anni nella portineria dell\u2019azienda Athesia di Bolzano Sud. Nato in Croazia, \u00e8 un campione internazionale di scacchi e uno dei migliori giocatori dell\u2019Alto Adige. Ad oggi ha una scuola di scacchi, una memoria di ferro e una conoscenza perfetta di cinque lingue. Gli scacchi hanno cambiato il suo modo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":10448,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-10447","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-bolzano-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10447","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10447"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10447\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10449,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10447\/revisions\/10449"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10448"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10447"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10447"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10447"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}