{"id":10468,"date":"2024-01-25T02:00:00","date_gmt":"2024-01-25T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=10468"},"modified":"2024-01-24T17:45:16","modified_gmt":"2024-01-24T16:45:16","slug":"la-citta-di-merano-fra-antisemitismo-e-deportazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/01\/25\/la-citta-di-merano-fra-antisemitismo-e-deportazione\/","title":{"rendered":"La citt\u00e0 di Merano\u00a0fra antisemitismo e deportazione"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>La \u201cGiornata della Memoria\u201d \u00e8 un evento di grande rilevanza e un atto di civilt\u00e0. A maggior ragione lo \u00e8 per una citt\u00e0 come Merano che fin dall\u2019Ottocento ha tratto sviluppo e fama dai suoi concittadini ebrei, ma poi ne ha permesso la persecuzione, i soprusi e la deportazione.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019indomani della Prima Guerra Mondiale il Tirolo del Nord e i territori di quello che era stato il Tirolo del Sud, furono percorsi da una veemente ondata di antisemitismo. Non ci furono fatti di sangue ma una propaganda denigratoria di stampo cattolico serpeggiava a pi\u00f9 livelli e in numerosi ambienti. Spesso le teorie antisemite venivano veicolate dalle associazioni sportive, come ad esempio l\u2019Alpenverein, e da quelle studentesche che, a partire dal 1921 introdussero l\u2019Arierparagraph, ossia una clausola che impediva agli ebrei iscriversi e far parte dell\u2019associazione. La Comunit\u00e0 ebraica cittadina contava all\u2019epoca centoventi famiglie iscritte per un totale di circa trecento persone. Con l\u2019avvento del fascismo la Comunit\u00e0 visse un breve periodo di crescita numerica e imprenditoriale, ma a partire dal 1936 le cose iniziarono ad aggravarsi per precipitare nell\u2019ottobre del 1938, con l\u2019emanazione delle Leggi razziali.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dopo le leggi razziali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Su tutto il territorio nazionale, esse vietavano agli ebrei le attivit\u00e0 professionali, ma anche che i nomi degli ebrei comparissero nell\u2019elenco telefonico e i necrologi sui quotidiani. Le pubblicazioni di autori ebrei furono tolte dalle biblioteche, dalle scuole e universit\u00e0. I bambini ebrei furono allontanati dalle scuole, dai parchi, dalle piscine. Alle famiglie bree fu vietato di frequentare luoghi di villeggiatura, i teatri, i caff\u00e8, possedere una radio, un\u2019autovettura o una bicicletta. Il 12 marzo 1939 fu la data fissata per gli ebrei stranieri per lasciare l\u2019Italia. Degli ebrei censiti a Merano nel 1938 solo 113 risultarono essere di nazionalit\u00e0 italiana mentre la maggior parte possedevano cittadinanze straniere e provenivano ad esempio da Germania, Austria, Polonia, Cecoslovacchia, Lituania, Lettonia, Olanda, Spagna, Turchia, Francia, Stati Uniti, Nicaragua. Espulsi dalla provincia di Bolzano cercarono rifugio in vari luoghi fra cui Francia, Svizzera, Palestina e negli Stati Uniti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Degli ebrei rimasti in citt\u00e0 molti erano anziani, malati o invalidi, ci\u00f2 nondimeno furono chiamati al lavoro coatto e sottoposti a pesanti mansioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dopo l\u20198 settembre 1943<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019indomani della Dichiarazione di Armistizio annunciata dal Generale Pietro Badoglio, Himmler invi\u00f2 in Alto Adige il Brigadenf\u00fchrer delle SS Karl Brunner. Egli attiv\u00f2 tutte le locali organizzazioni naziste e ordin\u00f2 loro di arrestare tutti gli ebrei. A Merano arriv\u00f2 il feroce gruppo al comando di Luis Schintlholzer con il compito di organizzare la deportazione. Gli ebrei furono denunciati da vicini, conoscenti, concorrenti, ed arrestati dagli uomini della Gestapo e della SOD, condotti poi nei sotterranei dell\u2019allora \u201cCasa del Balilla\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Qui furono tenuti senza cibo n\u00e9 acqua, interrogati e schedati, quindi condotti al lager di Reichenau presso Innsbruck. Qui furono raggiunti da altri ebrei catturati a Bolzano e in altre localit\u00e0 della provincia. Questa del 16 settembre 1943 fu la prima deportazione degli ebrei in Italia. Altri ebrei meranesi furono catturati nelle localit\u00e0 dove si erano rifugiati e deportati. Reichenau, Mauthausen, Auschwitz i luoghi della loro morte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Solo la Baronessa Walli Hoffmann, cittadina del Lichtenstein, deportata dietro denuncia del suo panettiere, riusc\u00ec a fare ritorno a Merano. Parte delle sue propriet\u00e0 le ritrov\u00f2 in casa dei suoi concittadini. Di regola infatti i beni degli ebrei andavano incamerati dai nazisti e dai loro collaboratori.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il lager di Bolzano<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dieci mesi rimase attivo il Lager di Bolzano costituito dai Nazisti nel luglio del 1944 col trasferimento in riva al Talvera del Campo di transito di Fossoli di Carpi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quello di Bolzano doveva essere un campo di transito, ma fu un campo di concentramento a tutti gli effetti dove violenza gratuita, punizioni esemplari, uccisioni, erano la quotidianit\u00e0 per quei 11.116 reclusi che vi transitarono. Si trattava di oppositori politici, ebrei, zingari, militari italiani, disertori e i famigliari dei disertori. Il campo era una stazione intermedia, prima dell\u2019inferno dei campi di sterminio cui tutti erano destinati.\u00a0 Il lager era in mano ai violenti criminali ucraini Otto Sein e Misha Seifert e ai due feroci comandanti Titho e Haage. Inesorabili furono anche le guardiane soprannominate \u201cle belve\u201d per le orribili cose di cui erano capaci, Else Lechert, Anne Schmidt, Lydia Heise. Tredici furono gli ebrei qui torturati ed uccisi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La parola &#8220;Shoah&#8221;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La parola Shoah proviene dalla Bibbia e significa \u201ctempesta devastante\u201d, e la si pu\u00f2 leggere ad esempio in Isaia 47, 11. Con questo termine si indica lo sterminio del popolo ebraico durante il Secondo conflitto mondiale. Questo vocabolo \u00e8 preferito a olocausto che, seppur ancora molto diffuso, \u00e8 errato poich\u00e8 allude all\u2019idea sacrificio al Signore. La Shoah \u00e8 piuttosto un genocidio, ovvero un\u2019azione criminale che, attraverso un complesso e preordinato insieme di azioni, \u00e8 finalizzata alla distruzione di un gruppo etnico, nazionale, razziale o religioso. Ben sei milioni furono gli ebrei giovani, vecchi, neonati e adulti, che furono uccisi dalla violenza nazista. La parola Shoah venne usata per la prima volta nel 1938 durante una riunione del Comitato Centrale del Partito Socialista nella Palestina sottoposta al Mandato britannico, riferendosi al pogrom della cosiddetta \u201cNotte dei Cristalli\u201d. La Shoah si svilupp\u00f2 in cinque diverse fasi:<br>la privazione dei diritti civili dei cittadini ebrei; la loro espulsione dai territori della Germania; la creazione di ghetti circondati da filo spinato, muri e guardie armate nei territori conquistati a est dal Terzo Reich, dove gli ebrei furono costretti a vivere separati dalla societ\u00e0 e in precarie condizioni sanitarie ed economiche; i massacri delle Einsatzgruppen (squadre di riservisti incaricate di eliminare ogni oppositore del nazismo nei territori conquistati dell\u2019Ucraina e della Russia) durante le azioni di rastrellamento; la deportazione nei campi di sterminio in Polonia dove, dopo un\u2019immediata selezione, gli ebrei venivano o uccisi subito con il gas o inviati nei campi di lavoro e sfruttati fino all\u2019esaurimento delle forze, per essere poi comunque eliminati.<br>Queste tappe possono essere suddivise in due periodi storici: dal 1933 al 1940, quando il nazismo vide la soluzione della questione ebraica nell\u2019emigrazione; &#8211; dal 1941 al 1945, quando venne attuato lo sterminio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La giornata<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il 27 gennaio \u00e8 la Giornata della Memoria, una ricorrenza istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano che ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, della Shoah e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati. La data \u00e8 stata scelta perch\u00e9 ricorda il 27 gennaio 1945, quando le truppe dell\u2019Armata Rossa, nel corso dell\u2019offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la citt\u00e0 polacca di O\u015bwi\u0119cim, scoprendo il campo di concentramento e liberandone i pochi superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l\u2019orrore del genocidio nazista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Rosanna Pruccoli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La \u201cGiornata della Memoria\u201d \u00e8 un evento di grande rilevanza e un atto di civilt\u00e0. 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