{"id":10528,"date":"2024-02-08T02:20:00","date_gmt":"2024-02-08T01:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=10528"},"modified":"2024-02-07T11:53:24","modified_gmt":"2024-02-07T10:53:24","slug":"alimentare-la-responsabilita-nei-confronti-dei-piu-deboli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/02\/08\/alimentare-la-responsabilita-nei-confronti-dei-piu-deboli\/","title":{"rendered":"Alimentare la responsabilit\u00e0 nei confronti dei pi\u00f9 deboli"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Dopo pi\u00f9 di 30 anni di lavoro in Alto Adige &#8211; spaziando dal giornalismo alle problematiche sociali in ambito ecclesiale, dalla narrativa alla ricerca storica e alla cooperazione allo sviluppo &#8211;\u00a0 il meranese Paolo Valente ha assunto nello scorso settembre l\u2019incarico di vicedirettore di Caritas Italiana.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019inizio della frequentazione di chi scrive con Paolo Valente risale alla fine dello scorso millennio. All\u2019epoca si lavorava entrambi per i media diocesani, svolgendo un compito per cos\u00ec dire pionieristico che aveva le sue radici nella testimonianza di don Giorgio Cristofolini, il \u201cprete in miniera\u201d fondatore del settimanale diocesano il Segno. Dopo quell\u2019esperienza Paolo Valente si \u00e8 occupato di molte cose, sempre mantenendo uno sguardo attento al tema che gli stava pi\u00f9 a cuore, ovvero la promozione di una convivenza che nella nostra terra fosse reale, non stereotipata, se soprattutto scevra dall\u2019ipocrisia che spesso si annida in maniera non troppo nascosta, nei tre principali ambiti da lui frequentati, ovvero la chiesa, la politica, il giornalismo. L\u2019ultima tappa in ordine di tempo del percorso di Paolo Valente in Alto Adige \u00e8 stato il compito &#8211; una mission impossible potremmo dire col senno di poi &#8211; di riportare la Caritas della Diocesi di Bolzano Bressanone al suo spirito originario, (anche) attraverso la riunificazione delle sue due sezioni italiana e tedesca. Da quell\u2019esperienza, all\u2019apparenza fallimentare, \u00e8 poi scaturito un nuovo e importante impegno, solo in parte inaspettato.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;INTERVISTA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Iniziamo dicendo di cosa si occupa Caritas Italiana. Qual \u00e8 il compito che si prefigge?<\/strong>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>La Caritas nazionale supporta le quasi 220 Caritas diocesane nel loro compito fondamentale, che \u00e8 quello di animare le persone e la comunit\u00e0 ad assumersi le proprie responsabilit\u00e0, soprattutto nei confronti di coloro che si trovano in situazioni di povert\u00e0 e di vulnerabilit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Qual \u00e8 l\u2019organizzazione di Caritas Italiana sul territorio nazionale?\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I servizi di Caritas Italiana sono a Roma. La rete che essa coordina si estende su tutto il territorio nazionale, suddivisa in 16 delegazioni regionali e quasi 220 Caritas diocesane. L\u2019organizzazione nazionale fa parte a sua volta di Caritas Europa e di Caritas Internationalis, la confederazione mondiale che fa capo direttamente alla Santa Sede.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Negli altri paesi europei Caritas ha mission e organizzazioni diverse?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono differenze di ordine culturale. In alcuni Paesi la Caritas \u00e8 pi\u00f9 strutturata e orientata all\u2019operativit\u00e0, in altri tende maggiormente a sviluppare una cultura della solidariet\u00e0 e dei diritti, con azioni di \u201cadvocacy\u201d (ovvero patrocinio, sostegno e promozione), di formazione e di informazione. Ovunque ha il compito di promuovere l\u2019impegno della comunit\u00e0 senza sostituirsi ad essa. L\u2019amore per il prossimo (questo significa \u201ccaritas\u201d) \u00e8 come l\u2019aria: non si pu\u00f2 delegare ad altri.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per quale motivo nel primo periodo sei stato chiamato a sviluppare la comunicazione, in Caritas Italiana?<\/strong>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Da due anni Caritas Italiana si trova in un processo di riorganizzazione. Nello sviluppo organizzativo la comunicazione \u00e8 un tema centrale, soprattutto quando si opera in una rete molto ampia. Una buona ed efficace comunicazione \u00e8 elemento strategico (tanto pi\u00f9 che la Caritas \u00e8 innanzitutto un messaggio) e difatti il nostro lavoro sta dando una mano forte alla nuova struttura, al centro e sui territori.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Annualmente la Caritas Italiana per qualche giorno conquista le prime pagine dei giornali con il suo Rapporto sulla povert\u00e0 ed esclusione sociale in Italia. Qual \u00e8 la situazione attuale nel nostro paese?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi 15 anni i poveri assoluti sono triplicati. Questo \u00e8 dipeso dalle crisi globali (finanziaria, sanitaria, le guerre) ma anche dalla debolezza delle politiche di contrasto alla povert\u00e0. Pi\u00f9 esposte all\u2019indigenza sono le persone che non dispongono di una rete sociale consolidata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per molti anni sei stato attivo in provincia di Bolzano, dove ti sei occupato di giornalismo, di problematiche sociali in ambito ecclesiale, di narrativa, ma sei stato anche in grado di gettare uno sguardo a livello internazionale lavorando nella cooperazione allo sviluppo. Cosa ha significato per te questo trasferimento a Roma? Come hai vissuto e vivi questo passaggio avvenuto tra la provincia di confine del profondo nord e la capitale italiana nonch\u00e9 cuore della chiesa cattolica?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La dinamica centro-periferia ci mostra che si pu\u00f2 trovare del provincialismo sul confine come anche nella capitale. Ogni realt\u00e0 \u00e8 centro ed \u00e8 confine, quando la prospettiva \u00e8 l\u2019essere umano nella sua integralit\u00e0. Roma \u00e8 una citt\u00e0 straordinaria e divertente. \u00c8 al tempo stesso centro e periferia, con i pregi e i difetti dell\u2019uno e dell\u2019altra.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il tuo periodo di lavoro prima come direttore della sezione italiana e poi dell\u2019intera Caritas della Diocesi di Bolzano-Bressanone si \u00e8 concluso in maniera piuttosto burrascosa. Ma a quanto pare la tua esperienza e le tue qualit\u00e0 professionali sono state considerate pi\u00f9 che preziose da parte della Caritas nazionale, visto che sei stato chiamato prima a dirigere e occuparti dello sviluppo della comunicazione della sede centrale, e poi anche a svolgere un ruolo direttivo a stretto contatto con il direttore don Marco Pagniello e con il presidente Carlo Roberto Maria Radaelli, arcivescovo di Gorizia. Per te \u00e8 stata una sorpresa o una conferma di quelle che erano le linee di sviluppo che avevi pensato di portare avanti nel tuo impegno nella Caritas della Diocesi di Bolzano-Bressanone?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quello che ha portato alla conclusione burrascosa \u00e8 un sistema di potere che non pu\u00f2 tollerare che in Alto Adige una persona libera stia alla guida di un\u2019organizzazione di un certo peso. Una persona di lingua italiana con un ruolo a livello provinciale che non sia quello di \u201cvice\u201d \u00e8 un fatto anomalo, non previsto. Il sistema non tollera nemmeno una realt\u00e0 che si sviluppi in senso autenticamente interlinguistico. Fa saltare il modello. Siccome tutto questo invece stava prendendo forma, si \u00e8 usato lo strumento della diffamazione, della manipolazione e delle pressioni indebite. Si dice che coloro che non possono manipolarci, cercano di manipolare gli altri contro di noi. Premesso che io sono pieno di difetti, la violenza irrazionale degli attacchi e la mia chiamata a Roma dimostrano solo che il progetto era buono (ma scomodo).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Da diversi anni sui nostri giornali ti occupi della rubrica \u201cSenza confini\u201d, nella quale rifletti spesso sui temi centrali dell\u2019attualit\u00e0 altoatesina. Alla luce delle tue recenti esperienze quali sono secondo te le principali sfide, vecchie e nuove, che dovremo affrontare? La provincia di Bolzano viene spesso dipinta come un esempio di benessere e di buona organizzazione. Ma \u2013 come avrai potuto sperimentare \u2013 non \u00e8 tutto oro quel che luccica\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mi pare che siamo nell\u2019epoca dell\u2019opportunismo miope. Dopo l\u2019idealismo etnico dell\u2019era Magnago, dopo il pragmatismo post-etnico degli anni di Durnwalder, l\u2019era Kompatscher era sbocciata con l\u2019idea di guardare \u201coltre i bordi del proprio piatto\u201d (\u201c\u00fcber den\u00a0Tellerrand hinaus\u201d). Ma forse era gi\u00e0 troppo tardi. L\u2019Autonomia si era gi\u00e0 trasformata in un sistema di potere. La convivenza, direbbe Piero Agostini, era stata \u201crinviata\u201d a data da destinarsi. Auguro alla nostra terra la capacit\u00e0 di valorizzare il suo essere sul confine, inteso come il luogo in cui si impara ogni giorno a guardare lontano. Si pu\u00f2 fare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Luca Sticcotti<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo pi\u00f9 di 30 anni di lavoro in Alto Adige &#8211; spaziando dal giornalismo alle problematiche sociali in ambito ecclesiale, dalla narrativa alla ricerca storica e alla cooperazione allo sviluppo &#8211;\u00a0 il meranese Paolo Valente ha assunto nello scorso settembre l\u2019incarico di vicedirettore di Caritas Italiana.\u00a0 L\u2019inizio della frequentazione di chi scrive con Paolo Valente [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":10529,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,2,5],"tags":[],"class_list":["post-10528","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-bassaatesina-attualita","category-bolzano-attualita","category-merano-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10528","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10528"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10528\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10530,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10528\/revisions\/10530"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10529"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10528"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10528"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10528"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}