{"id":10558,"date":"2024-02-08T02:30:00","date_gmt":"2024-02-08T01:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=10558"},"modified":"2024-02-07T12:11:49","modified_gmt":"2024-02-07T11:11:49","slug":"il-letargo-dellinverno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/02\/08\/il-letargo-dellinverno\/","title":{"rendered":"Il letargo dell&#8217;inverno"},"content":{"rendered":"\n<p>Febbraio \u00e8 ancora ostaggio dell\u2019alta pressione subtropicale. Specialmente in quota, ma pure nei fondivalle accarezzati dal foehn, le temperature sono quelle di met\u00e0 aprile. Fa caldo e ne avremo per un\u2019altra settimana. Se da una parte il cielo \u00e8 una fucina di nubi alte e sottili, di cirri e di velature che gli conferiscono, a tratti, un carattere marezzato, dall\u2019altra esso \u00e8 caratterizzato da linee ed incastri di scie di condensazione degli aerei di linea. Altrove, specie nelle zone pedemontane, dove le pianure non presentano rilievi ripidi ravvicinati, i tramonti creati da Madre Natura regalano, a chi ha la fortuna di assistervi e di desiderarli, una gioia impagabile. Nella Pianura Padana, invece, con questo tipo di struttura barica si formano le famose inversioni termiche: temperature minime negative, nebbie, galaverna e neve da nebbia nei bassi strati, unitamente ad una stomachevole qualit\u00e0 dell\u2019aria, intrappolata a poche centinaia di metri dal suolo, carica di tutti gli inquinanti pi\u00f9 pericolosi; d\u2019altro canto anche le condizioni termiche durante il giorno restano confinate ad una sola cifra (entro i 9\u00b0C appunto). Appena sopra questa cappa malsana, con l\u2019assenza di una ventilazione capace di dissiparla, regna ahinoi l\u2019anticiclone, una sorta di barriera, di blocco alle perturbazioni atlantiche, che, giocoforza, devono aggirare le Alpi. Tale promontorio sfodera le sue armi in altezza e ci garantisce cieli luminosi e sereni ed un caldo esagerato e persistente. Chi vive perennemente in pianura e durante il fine settimana non ha la possibilit\u00e0 di alzarsi di quota per farsi una sciata, un\u2019escursione o semplicemente una passeggiata in montagna non si accorge di nulla, tanto da convincersi di non uscire di casa a causa del cielo plumbeo o di restare confinato tra i sempre pi\u00f9 ristretti parchi cittadini, quanto a non credere alle temperature massime di alcune stazioni meteorologiche montane riportate dai notiziari. Ma, purtroppo, \u00e8 tutto vero! Oltretutto, e sempre in presenza di questa struttura alto-pressoria, le particelle inquinanti presenti in atmosfera, come gli aerosol, il biossido di azoto nonch\u00e9 altri composti possono assorbire, deviare e diffondere rigorosamente la luce solare, magari deflettendo quella blu e verde e propagando le lunghezze d\u2019onda arancioni e rosse (cfr. scattering), mentre siamo intenti a ritrarre una fotografia. Pertanto anche l\u2019inquinamento pu\u00f2 contribuire a farci portare a casa un bellissimo scatto panoramico! Febbraio, che quest\u2019anno cade bisestile, \u00e8 l\u2019ultimo mese dell\u2019inverno meteorologico di una stagione fin qui avara di precipitazioni in un quadro climatico sempre pi\u00f9 caldo. Speriamo vivamente che il letargo finisca e presto anche, perch\u00e9 chi conserva un po\u2019 di lucidit\u00e0 e di memoria storica sa perfettamente che tutto ci\u00f2 \u00e8 fuori dal comune.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Donatello Vallotta<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Febbraio \u00e8 ancora ostaggio dell\u2019alta pressione subtropicale. Specialmente in quota, ma pure nei fondivalle accarezzati dal foehn, le temperature sono quelle di met\u00e0 aprile. Fa caldo e ne avremo per un\u2019altra settimana. 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