{"id":10573,"date":"2024-02-08T02:00:00","date_gmt":"2024-02-08T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=10573"},"modified":"2024-04-30T09:32:55","modified_gmt":"2024-04-30T08:32:55","slug":"fraulein-lea-lanima-di-fontanefredde","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/02\/08\/fraulein-lea-lanima-di-fontanefredde\/","title":{"rendered":"Fr\u00e4ulein Lea, l\u2019anima di Fontanefredde"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Tra i personaggi vissuti in Bassa Atesina, un posto di riguardo spetta alla scrittrice Lea Selm. Il suo nome \u00e8 indissolubilmente legato alla minuscola localit\u00e0 di Fontanefredde \/ Kaltenbrunn, frazione del Comune di Trodena. Fontanefredde, come scrisse la stessa Selm, non pu\u00f2 vantare una grande storia e per molto tempo la sua esistenza si bas\u00f2 esclusivamente su una sorgente utilizzata dai carrettieri che transitavano sull\u2019odierna strada statale 48 della Val di Fiemme per abbeverare cavalli e buoi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo l\u2019ampliamento della strada, nel 1860 venne costruito accanto alla sorgente un albergo con stazione postale. L\u2019iniziativa era stata di Giuseppe Rizzoli di Cavalese, che oltre all\u2019albergo aveva intenzione di fondare un birrificio. In effetti, nel 1863 il birrificio inizi\u00f2 la sua produzione che dur\u00f2 fino al termine della prima guerra mondiale.&nbsp; Pi\u00f9 tardi, Fontanefredde si arricch\u00ec di una stazione ferroviaria, di una scuola e anche di una chiesetta. Nel vecchio albergo venne sistemato un negozio di generi misti e, molto pi\u00f9 tardi, un distributore di benzina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In questo luogo visse e oper\u00f2 per buona parte della sua vita Lea Selm, autrice di molti testi poetici e in prosa. La sua \u00e8 una storia assai singolare. Nacque il 19 gennaio 1883 a Montagna, nella casa del nonno materno Martin Selm, fabbro del paese. Sua madre, Elisabeth Selm, era inserviente presso il castello di Enn e qui conobbe un uomo di origini indiane, a sua volta dipendente del maniero. Dall\u2019unione \u201cclandestina\u201d e per l\u2019epoca oltremodo scandalosa nacque Lea, i cui documenti con riferimento al&nbsp; padre riportarono sempre la voce \u201csconosciuto\u201d. Lea Selm non ha mai parlato del misterioso genitore se non per \u201caccusarlo\u201d della sua carnagione scura, di cui da bambina, in un paese di visi pallidi, non poteva che vergognarsi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lea crebbe nella casa del nonno e all\u2019et\u00e0 di 14 anni inizio la sua carriera lavorativa come bambinaia in un maso del luogo. Qui, grazie alla padrona di casa, venne in contatto per la prima volta con la letteratura, che poi avrebbe segnato per sempre la sua esistenza. Karl Felix Wolff, che le fu amico per molti anni, in un suo scritto cit\u00f2 anche alcuni sorprendenti versi dell\u2019allora quindicenne Lea. Altrettanto importante per la crescita umana e letteraria di Lea fu l\u2019incontro con Henriette Schrott, figlia dei proprietari del \u201cGrand Hotel Penegal\u201d. Qui Lea era stata assunta come cucitrice. Anche Henriette era appassionata di poesia e le due giovani donne intrecciarono un\u2019intensa amicizia che dur\u00f2 per tutta la vita. Henriette divenne un\u2019autrice affermata e pubblic\u00f2 molti romanzi presso grandi editori tedeschi e austriaci. Inoltre, sostenne in tutti i modi l\u2019amica Lea, che di suo aveva frequentato solo le scuole elementari.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo l\u2019esperienza di Innsbruck al fianco di Henriette, Lea Selm fece domanda di assunzione quale impiegata presso le imperial-regie poste austriache. Dopo la prima guerra mondiale, pass\u00f2 automaticamente alle Poste italiane. Dopo alcune tappe in Val Venosta e a Merano, Lea approd\u00f2 finalmente a Fontanefredde, sicuramente un luogo in cui regnava una pace e tranquillit\u00e0 invidiabile per l\u2019epoca e ideale per la sua creativit\u00e0. In quell\u2019idillio silvestre Lea Selm compose molte delle sue opere. Sempre Wolff la chiam\u00f2 la \u201cWalds\u00e4ngerin\u201d, o anima di Fontanefredde, giacch\u00e9&nbsp; Lea, oltre al suo lavoro di impiegata postale e poetessa, si dedic\u00f2 con tutte le sue forze alla vita sociale del piccolo borgo, dove tutti la chiamavano Fr\u00e4ulein Lea. Poich\u00e9 Fontanefredde era sprovvista di una chiesa, si adoper\u00f2 in prima persona per far erigere la chiesetta di San Giuseppe, inaugurata nel 1940. All\u2019epoca delle opzioni, Lea Selm opt\u00f2 per l\u2019Italia. Come dipendente pubblica fu costretta a iscriversi al Fascio femminile del PNF.&nbsp; Per 35 anni Lea prest\u00f2 servizio presso l\u2019ufficio postale di Fontanefredde e anche dopo il suo pensionamento continu\u00f2 a occupare il suo alloggio nell\u2019edificio postale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I suo testi apparvero soprattutto sulla rivista Schlern, a cui inizi\u00f2 a collaborare nel 1920. Pubblic\u00f2 anche su numerose altre riviste e si dedic\u00f2 a lungo alla raccolta e trascrizione di leggende e favole popolari. Rimasero inedite due opere di grande respiro: \u201cFra Solidarius\u201d e \u201cAuf eigene Faust\u201d. Lea Selm mor\u00ec il 24 novembre 1977, pochi mesi dopo aver ottenuto la croce al merito del Land Tirol.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra i personaggi vissuti in Bassa Atesina, un posto di riguardo spetta alla scrittrice Lea Selm. Il suo nome \u00e8 indissolubilmente legato alla minuscola localit\u00e0 di Fontanefredde \/ Kaltenbrunn, frazione del Comune di Trodena. 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