{"id":10685,"date":"2024-02-22T02:00:00","date_gmt":"2024-02-22T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=10685"},"modified":"2024-02-22T08:04:28","modified_gmt":"2024-02-22T07:04:28","slug":"le-vecchie-strade-della-bassa-atesina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/02\/22\/le-vecchie-strade-della-bassa-atesina\/","title":{"rendered":"Le vecchie strade della Bassa Atesina"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Tutte le strade portano a Roma, si diceva un tempo. Forse era un\u2019esagerazione ma \u00e8 un dato di fatto che le pietre miliari lungo i 100.000 chilometri di rete stradale lastricata indicavano la distanza dal cosiddetto miliario aureo del Foro romano.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tra le tre meraviglie dell\u2019era romana citate da Plinio il Vecchio le strade stanno al primo posto. Le altre due sono gli acquedotti e le cloache. A dire il vero, le strade extraurbane si chiamavano viae mentre con il termine \u201cstrata\u201d (fatta a strati) si indicavano quelle nei centri urbani. Oggi la maggior parte di queste strade sono scomparse, hanno preso altri nomi o seguono tracciati diversi che ne rendono complicata la localizzazione. I vecchi percorsi rimangono nella memoria collettiva come \u201cstrada vecchia\u201d o, appunto, strada \u201cromana\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 sorprendente con quale velocit\u00e0 scompaiano le strade abbandonate, tanto che gi\u00e0 dopo pochi anni \u00e8 difficile riconoscerne il percorso. Se volessimo ricostruire la rete stradale che nei secoli attravers\u00f2 la Bassa Atesina, dovremmo andare alla ricerca di alcuni elementi che solitamente caratterizzano la presenza di una vecchia strada: pietre miliari, ponti, capitelli. Sappiamo per esempio che al tempo di Augusto una strada di grande importanza, la Via Claudia Augusta, attraversava la Bassa Atesina fino a Ora. Qui, scesa da Castelfeder, dove ancora oggi possiamo ammirarne un breve tratto con una pietra miliare, probabilmente si biforcava: da una parte verso Gmund \/ Monte attraversando il vecchio rione San Pietro, dove rimane nella memoria il vecchio nome \u201cStrass\u201d, fino all\u2019argine dell\u2019Adige (Urfer), dove un tipico ponte romano di barche e tavole permetteva agli eserciti e ai commercianti l\u2019attraversamento del fiume. Poi la strada proseguiva lungo la valle Lavason fino ad Appiano e Castelfirmiano per imboccare la Val Venosta fino ad Augusta, l\u2019odierna Augsburg. Il tratto forse meno importante e all\u2019epoca ricco di foreste fluviali e paludi proseguiva sotto la montagna in direzione di Bronzolo e Laives, per poi raggiungere Pons Drusi attraverso l\u2019odierno viale Trento e Ponte Loreto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Con la crescita dei villaggi della Bassa Atesina tra il XII e il XV secolo, anche la strade, probabilmente abbandonate o trascurate da secoli, si sono adeguate alle nuove esigenze. Lungo le strade si trovavano gli edifici pi\u00f9 importanti come chiese, alberghi, magazzini. A Ora sono riconoscibili vari tracciati della \u201calte Stra\u00dfe\u201d, tutti risalenti all\u2019epoca di espansione medievale della localit\u00e0. Lungo la via principale, raggiunta la piazza centrale (Hotel Elefante) si dirigeva verso l\u2019odierna stazione dove proseguiva in linea retta verso Bronzolo in mezzo alla valle e alla palude. Certo la strada era molto pi\u00f9 breve di quelle pedemontane precedenti ma di non semplice manutenzione. Questa strada \u00e8 anche la prima segnata nel catasto teresiano (1782\/85) con il nome di \u201cLandstra\u00dfe\u201d. Scrive nel 1839 J. Staffler nella sua famosa \u201cStatistik und Topographie von Tirol: \u201cAncora 42 anni fa la strada tra Bronzolo e Ora di una lunghezza di 300 Klafter correva in mezzo a paludi e acquitrini. Ogni anno doveva essere faticosamente ripulita.\u201d Alcuni decenni dopo, nel 1839, la nuova \u201cHaupt-, Post- und Commerzialstra\u00dfe\u201d seguiva gi\u00e0 il percorso sotto la montagna. Quando fu realizzata non si sa ma un documento del 1821 ci parla di un terreno ubicato presso \u201cla nuova Landstra\u00dfe\u201d. La costruzione ha sicuramente richiesto anni di lavoro e secondo la leggenda Andreas Hofer nella sua marcia verso Mantova avrebbe percorso ancora la vecchia strada attraverso le paludi. Solo nel 1850 fu realizzato il rettilineo tra l\u2019Hotel Elefante e la chiesa di San Pietro. Era stranamente l\u2019epoca in cui si portavano le grandi arterie nel luogo pi\u00f9 centrale del paese, tranciando in due poderi e vigneti. La stessa cosa avvenne a Laives, dove il vecchio precorso attraverso le vie Damiano Chiesa e Marconi fu abbandonato a favore del lungo rettilineo che ancora oggi attraversa il paese.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per quasi 150 la strada \u00e8 rimasta invariata, salvi gli adeguamenti avvenuti a partire dagli anni \u201860 che hanno portato alla situazione odierna con circonvallazione e gallerie per riportare fuori dai centri urbani le strade di grande percorrenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutte le strade portano a Roma, si diceva un tempo. 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