{"id":10742,"date":"2024-03-07T02:30:00","date_gmt":"2024-03-07T01:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=10742"},"modified":"2024-03-06T11:57:30","modified_gmt":"2024-03-06T10:57:30","slug":"quel-gemellaggio-fra-krampus-e-mamuthones","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/03\/07\/quel-gemellaggio-fra-krampus-e-mamuthones\/","title":{"rendered":"Quel gemellaggio fra\u00a0Krampus e Mamuthones"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Chiunque sia stato in Sardegna non pu\u00f2 non aver sentito parlare dei Mamuthones, quelle maschere tradizionali che ondeggiano fra la folla cariche di campanacci e dallo sguardo severo. E qualsiasi altoatesino che le ha viste, non pu\u00f2 non aver trovato un\u2019analogia con i Krampus. Ma quanto sono simili queste due figure? Moltissimo. Lo sanno bene i soci dell\u2019\u201cAlgfagor Krampus\u201d, l\u2019associazione che poco tempo ha partecipato al celebre carnevale di Orani portando con s\u00e9 pelli, fruste e maschere demoniache. Un sodalizio che vuole divulgare la cultura del Krampus nel resto dello Stivale e che &#8211; particolare\u00a0 curioso &#8211; \u00e8 formato in maggioranza da meranesi di lingua italiana.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In Sardegna il carnevale \u00e8 qualcosa di molto diverso dalle feste che si celebrano nel Continente, dove si festeggia quasi esclusivamente nei giorni di gioved\u00ec e marted\u00ec grasso. Qui il carnevale (meglio: \u201csu Carresecare\u201d, in lingua sarda) \u00e8 un\u2019altra cosa: antica, ancestrale, radicata in tradizioni medievali; un rito suggestivo, diverso da zona a zona, ricco di rimandi al mito e alle misteriose usanze dell\u2019isola. E le maschere sono un altro tassello fondamentale del Carrasegare: ci sono quelle dedicate al mondo dei mestieri, quelle ispirate agli animali, e quelle che ritraggono personaggi fantastici, come i famosi Mamuthones.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 proprio qui che pochi giorni fa i campanacci di questi figuri isolani hanno suonato all\u2019unisono con le nordiche maschere cornuti, nell\u2019ambito di un gemellaggio d\u2019affetto fra i Krampus meranesi e i Mamuthones sardi, a Orani, un paesino che si erge a 500 metri d\u2019altitudine nel cuore della Barbagia, attorniato da colline verdi. A guidare il gruppo di 12 \u201cdiavoli\u201d altoatesini c\u2019era Andrea Medda, presidente dell\u2019\u201dAlfagor Krampus\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Andrea Medda, non \u00e8 strano girare con i Krampus fuori dal periodo natalizio?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Potrebbe sembrarlo, certo, ma solo perch\u00e9 in Alto Adige siamo abituati in questo modo, ed \u00e8 proprio questa la consuetudine che stiamo cercando di cambiare con la nostra associazione. La maggior parte dei club locali si riunisce nei giorni attorno alla festa di San Nicol\u00f2. Noi ci siamo posti come obiettivo quello di portare la nostra tradizione dove non la si conosce, valorizzarla e promuoverla.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come \u00e8 nata l\u2019idea di fondare un gruppo di Krampus a Merano?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Era il 2016, l\u2019idea \u00e8 venuta a mio fratello Gianluca, che fra l\u2019altro ricopre la carica di vicepresidente, e a me. Avevamo notato che ogni comune della provincia ha un suo gruppo; ma nella citt\u00e0 dive vivo io, Merano, non c\u2019era. Cos\u00ec ci siamo riuniti con altri appassionati e oggi siamo arrivati a radunare una quindicina di soci attivi. Siamo nati e cresciuti in Alto Adige, quella dei Krampus \u00e8 una tradizione nostra, che ci portiamo nel cuore da quando siamo nati. \u00c8 anche per questo che siamo interessati a farla conoscere fuori dai nostri confini. E, senza falsa modestia, ci stiamo riuscendo anche bene: gi\u00e0 dall\u2019anno successivo alla fondazione abbiamo iniziato a muoverci fuori da Merano. Oggi nel nostro curriculum possiamo vantare sfilate in tutto l\u2019Alto Adige ma anche in Liguria, Toscana, in tre comuni del Veneto, Repubblica Ceca, Austria, Germania, Svizzera e Sardegna, dove \u00e8 iniziata una proficua collaborazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non siete dei volti sconosciuti in Sardegna\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non pi\u00f9: \u00e8 il terzo anno che ci invitano, e ogni volta \u00e8 una bellissima soddisfazione. Abbiamo gi\u00e0 sfilato in quattro paesi diversi: loro organizzano le rassegne con le maschere tradizionali sarde e poi invitano anche noi. Quest\u2019anno, in particolare, al carnevale di Oruni c\u2019era una decina di gruppi folkloristici dell\u2019isola, pi\u00f9 noi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come reagiscono i locali alla vostra presenza? Come giudicano le vostre maschere?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La prima volta che siamo arrivati in Sardegna la mia impressione era che ci guardassero con circospezione, ed erano curiosissimi: volevano sapere tutto sulle nostre maschere, dalla storia alla fattura dei nostri costumi. Ma questa sensazione \u00e8 durata un battito di ciglio, poco dopo siamo entrati in confidenza e oggi ci trattano come parte della loro famiglia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Avete provato i costumi da Mamuthones?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Certamente, chi non l\u2019avrebbe fatto? Cos\u00ec come loro hanno provato i nostri. E devo dire che loro sono pi\u00f9 fortunati: indossano un vestito leggerissimo e anche la maschera pesa davvero poco, a differenza delle nostre: noi in totale ci portiamo addosso una trentina di chili!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Luca Masiello<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiunque sia stato in Sardegna non pu\u00f2 non aver sentito parlare dei Mamuthones, quelle maschere tradizionali che ondeggiano fra la folla cariche di campanacci e dallo sguardo severo. E qualsiasi altoatesino che le ha viste, non pu\u00f2 non aver trovato un\u2019analogia con i Krampus. Ma quanto sono simili queste due figure? Moltissimo. 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