{"id":1075,"date":"2020-07-16T10:12:00","date_gmt":"2020-07-16T10:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=1075"},"modified":"2021-02-11T10:13:57","modified_gmt":"2021-02-11T10:13:57","slug":"dati-i-vantaggi-della-raccolta-alla-fonte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2020\/07\/16\/dati-i-vantaggi-della-raccolta-alla-fonte\/","title":{"rendered":"Dati: i vantaggi della raccolta alla fonte"},"content":{"rendered":"\n<p>Uno dei temi che sempre ricorrono in questa rubrica \u00e8 quello dei dati. Nella citt\u00e0 digitale i dati sono fondamentali per produrre servizi di qualit\u00e0. Quando si parla di dati, spesso ci si riferisce al fatto che sono tantissimi, conseguentemente enfatizzando il fatto che per gestire questi \u201cbig data\u201d abbiamo bisogno di un\u2019enorme potenza \u201cmuscolare\u201d. In realt\u00e0, la gestione dei dati \u00e8 un tema molto pi\u00f9 complesso. Una delle dimensioni fondamentali \u00e8 quella della \u201cqualit\u00e0\u201d del dato: se i dati che vengono raccolti sono interpretati male, troppo incompleti o non fedeli ai corrispondenti fenomeni reali, i servizi ai cittadini che vengono realizzati sulla base di questi dati diventano inutili, se non dannosi.<br>Per costruire una casa solida servono, dunque, solide fondamenta.<br>Un modo molto semplice per cercare di avere dati di qualit\u00e0 \u00e8 quello di raccoglierli quanto pi\u00f9 possibile vicino alla fonte, con dei meccanismi per cui chi sta alla fonte abbia interesse a essere quanto pi\u00f9 possibile preciso e completo nel tradurre la propria realt\u00e0 in dato.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Rubrica_LacittaDigitale_raccolta_alla_fonte2-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1077\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Rubrica_LacittaDigitale_raccolta_alla_fonte2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Rubrica_LacittaDigitale_raccolta_alla_fonte2-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Rubrica_LacittaDigitale_raccolta_alla_fonte2-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Rubrica_LacittaDigitale_raccolta_alla_fonte2-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Rubrica_LacittaDigitale_raccolta_alla_fonte2.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><br>Un esempio molto calzante \u00e8 quello di lidonews.it. Si tratta di un sito che censisce tutti i lidi dell\u2019Alto Adige, fornendo indicazioni su quali lidi sono aperti, e quali lidi hanno ancora posti disponibili \u2013 tema particolarmente importante in questa complessa fase di distanziamento sociale. Il sito funziona con un meccanismo molto semplice: sono i gestori stessi dei lidi a indicare, in tempo reale e tramite una app dedicata, quanti posti disponibili ci sono.<br>Lidonews si occupa a quel punto di aggregare tutte queste informazioni in un unico portale, dando anche indicazioni chiare su quando \u00e8 stato effettuato l\u2019ultimo aggiornamento dei posti disponibili, lido per lido.<br>Un servizio semplice ma davvero efficace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Marco Montali<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei temi che sempre ricorrono in questa rubrica \u00e8 quello dei dati. 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