{"id":10757,"date":"2024-03-07T02:00:00","date_gmt":"2024-03-07T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=10757"},"modified":"2024-03-06T12:07:22","modified_gmt":"2024-03-06T11:07:22","slug":"la-vacca-di-caldaro-il-treno-della-bassa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/03\/07\/la-vacca-di-caldaro-il-treno-della-bassa\/","title":{"rendered":"La \u201cvacca\u201d di Caldaro, il treno della Bassa"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Tra la fine del XIX e il primo decennio del XX secolo furono realizzate in tutto il Tirolo diverse linee ferroviarie \u201csecondarie\u201d poi frettolosamente smantellate nel secondo dopoguerra e oggi rimpiante da tutti. Tra le pi\u00f9 importanti si ricorda il collegamento Bolzano-Renon, la Dermulo \u2013 Fondo &#8211; Mendola, la funicolare della Mendola e, soprattutto, la ferrovia elettrica transatesina a scartamento normale tra Bolzano &#8211; Gries e Caldaro.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quest\u2019ultima fu inaugurata il 15 dicembre 1898, dopo oltre un decennio di lavori preparatori. La nuova ferrovia dell\u2019Oltradige o \u00dcberetscherbahn nel gergo popolare era chiamata Lepsbahnl (dalla bevanda denominata Leps, bevuta dai contadini nei campi), poich\u00e9 trasportava soprattutto il vino prodotto in zona verso lo snodo ferroviario di Bolzano, o la vacca di Caldaro, per quel suo andamento lento e ondeggiante simile a quello dei pacifici ruminanti. Sarebbe rimasta in funzione fino al 1963 per quanto riguarda il trasporto di persone (ne potevano salire fino a 75), fino al 1971 per il servizio merci. Nel 1903 fu realizzato anche il collegamento tra la stazione di Caldaro e Sant\u2019Antonio, dove si trovava la stazione a valle della spettacolare funicolare della Mendola. Proprio quest\u2019opera favor\u00ec la nascita dell\u2019importante movimento turistico che interess\u00f2 il Passo della Mendola in quel periodo. Non fu invece mai completato il collegamento inizialmente previsto con Termeno ed Egna.<\/p>\n\n\n\n<p>Si realizz\u00f2 cos\u00ec un sogno lungamente covato dagli agricoltori a dagli operatori turistici dell\u2019Oltradige. Il collegamento alla rete ferroviaria nazionale e internazionale permise per la prima volta il superamento del laborioso trasporto dei prodotti agricoli \u2013 soprattutto vino e mais \u2013&nbsp; con carri trainati da buoi e inoltre favor\u00ec decisamente l\u2019afflusso di turisti verso le amene localit\u00e0 tra S. Paolo, il Lago di Caldaro e la Mendola. Numerosi alberghi e posti di ristoro sorsero proprio lungo la linea ferroviaria e nella bella stagione mezza Bolzano si trasferiva in Oltradige.<\/p>\n\n\n\n<p>Il percorso del treno era non solo funzionale alle esigenze degli abitanti di Appiano e Caldaro ma anche grandioso da un punto di vista paesaggistico. Oggi il tracciato \u00e8 interamente occupato da una frequentatissima pista ciclabile che circumnaviga il Monte di Mezzo con partenza e arrivo sotto Castel Firmiano. I cicloamatori contemporanei lo chiamano il giro delle Fiandre. Nel suo tratto iniziale, il treno sfruttava la gi\u00e0 esistente linea di Merano, poi da Castel Firmano iniziavano i 10,742 km di salita fino ad Appiano e pianura fino a Caldaro. Velocit\u00e0 massima in pianura 45 km all\u2019ora, in salita 30. Complessivamente la linea aveva una lunghezza di 14,974 km, ai quali si aggiunsero i 2,4 ripidissimi chilometri da Caldaro alla funicolare della Mendola.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Partito da Bolzano, il treno si fermava a Ponte Roma, Ponte Resia, Kaiserau, Castel Firmiano, S. Paolo, Appiano, Monticolo-Pianizza e Caldaro. Nella sua corsa \u2013 inizialmente e fino al 1911 con pittoresca locomotiva a vapore, quindi con locomotori elettrici&nbsp; \u2013 il treno doveva oltrepassare due ponti sul Talvera e sull\u2019Adige e due gallerie: la prima sotto Castel Firmiano, la seconda all\u2019altezza di San Paolo. Il breve tratto all\u2019interno dell\u2019abitato di Caldaro fu elettrificato fin dall\u2019origine ed anche la funicolare che raggiungeva il Passo della Mendola fruiva della trazione a corrente elettrica.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019opera fu \u201csponsorizzata\u201d dai comuni interessati e in particolare da quello di Caldaro con il sindaco Andreas Di Pauli. Il finanziamento fu invece garantito dal banchiere bolzanino Sigismund Schwarz, che favor\u00ec la nascita della Aktiengesellschaft \u00dcberetscherbahn\u00a0 (Societ\u00e0 per azioni Ferrovia dell\u2019Oltradige) con sede a Bolzano. La realizzazione dell\u2019opera fu affidata alla ditta Stern &amp; Hafferl per un costo complessivo di 2,5 milioni di Corone. La gestione fu inizialmente assegnata alla societ\u00e0 privata \u201ck.k. S\u00fcdbahngesellschaft\u201d, alla quale, dopo il passaggio dell\u2019Alto Adige all\u2019Italia, subentrarono le FF.SS. Negli ultimi anni gest\u00ec la linea la \u00dcberetscherbahn AG.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra la fine del XIX e il primo decennio del XX secolo furono realizzate in tutto il Tirolo diverse linee ferroviarie \u201csecondarie\u201d poi frettolosamente smantellate nel secondo dopoguerra e oggi rimpiante da tutti. 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