{"id":1079,"date":"2020-09-03T08:00:00","date_gmt":"2020-09-03T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=1079"},"modified":"2021-02-11T10:18:01","modified_gmt":"2021-02-11T10:18:01","slug":"telefoni-esperti-di-botanica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2020\/09\/03\/telefoni-esperti-di-botanica\/","title":{"rendered":"Telefoni esperti di&#8230; botanica"},"content":{"rendered":"\n<p>Gli algoritmi per il riconoscimento delle immagini stanno diventando sempre pi\u00f9 diffusi e importanti. Sono gi\u00e0 ad oggi impiegati, in modo pi\u00f9 o meno visibile, in una ampissima gamma di applicazioni. Basti pensare alle app per la memorizzazione e la ricerca di foto, capaci di raggruppare tutte le foto in cui compare la stessa persona, o a sistemi molto pi\u00f9 complessi come quelli che alcuni paesi stanno impiegando per tracciare movimenti e comportamenti dei propri cittadini. Evitando queste derive distopiche, ho recentemente riscoperto l\u2019utilit\u00e0 di questi algoritmi mentre stavamo camminando nei campi e mia figlia mi ha chiesto se i frutti di un albero che non avevo mai visto prima fossero commestibili. In quell\u2019occasione ho potuto utilizzare una delle numerosissime app che si possono scaricare sui nostri cellulari gratuitamente (o per pochi euro): ho fatto una foto all\u2019albero e in una manciata di secondi l\u2019app mi ha dato tutte le informazioni di cui avevo bisogno (nome, habitat, e cos\u00ec via). Come abbiamo gi\u00e0 raccontato in passato, la caratteristica di questi algoritmi \u00e8 quella di saper \u201cimparare\u201d: vengono addestrati con numerosissime immagini gi\u00e0 classificate (ad esempio, immagini di melo, pero, albicocco), e imparano senza alcun intervento esterno a mimare i meccanismi che hanno portato a quella classificazione. Il risultato \u00e8 spesso stupefacente per precisione, talmente stupefacente che l\u2019app che ho utilizzato ha riconosciuto l\u2019albero che ho fotografato riuscendo ad eliminare tutte le sorgenti di disturbo (presenza di altri alberi, cielo, oggetti vari). Come sempre, c\u2019\u00e8 per\u00f2 l\u2019altra faccia della medaglia. Se \u00e8 vero che questi algoritmi sono precisissimi nell\u2019apprendere, \u00e8 altrettanto vero che possono molto facilmente essere \u201cfuorviati\u201d. Gi\u00e0 nel 2016, un team di ricercatori esperti di sistemi biometrici ha mostrato come indossando occhiali con particolari motivi e colori, fosse possibile prendersi gioco di alcuni noti algoritmi di riconoscimento facciale, facendosi classificare come divi di Hollywood. Potete solo immaginare quante multe prenderebbe George Clooney se questi algoritmi venissero impiegati per multare automaticamente chi \u00e8 in eccesso di velocit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Marco Montali<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli algoritmi per il riconoscimento delle immagini stanno diventando sempre pi\u00f9 diffusi e importanti. Sono gi\u00e0 ad oggi impiegati, in modo pi\u00f9 o meno visibile, in una ampissima gamma di applicazioni. Basti pensare alle app per la memorizzazione e la ricerca di foto, capaci di raggruppare tutte le foto in cui compare la stessa persona, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":1080,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[24],"class_list":["post-1079","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche","tag-rubriche-la-citta-digitale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1079","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1079"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1079\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1081,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1079\/revisions\/1081"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1080"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1079"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1079"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1079"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}