{"id":10865,"date":"2024-03-21T02:00:00","date_gmt":"2024-03-21T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=10865"},"modified":"2024-03-20T16:40:54","modified_gmt":"2024-03-20T15:40:54","slug":"frieda-riss-e-ada-von-der-planitz-fra-le-artiste-cadute-nelloblio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/03\/21\/frieda-riss-e-ada-von-der-planitz-fra-le-artiste-cadute-nelloblio\/","title":{"rendered":"Frieda Riss e Ada von der Planitz\u00a0fra le artiste cadute nell\u2019oblio"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Secondo Plinio fu proprio una donna a dar vita all\u2019arte occidentale, eppure per secoli il canone artistico ha celato questa presenza \u201cininterrotta\u201d delle donne nell\u2019arte. Se il Novecento pu\u00f2 essere considerato il \u201csecolo del riscatto\u201d non meno difficile fu il raggiungimento del \u201criconoscimento\u201d e soprattutto troppo esile e troppo breve fu il loro ricordo, obliandole nelle amnesie della storia anche recente. Fra gli iscritti al Meraner K\u00fcstlerbund che aveva aperto i battenti nel 1906, ben 21 sono i nomi di donna ma della maggior parte di loro \u00e8 impossibile reperire informazioni, opere e tracce d\u2019alcun genere. \u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Figlia d\u2019arte, Frieda Riss (Merano 1908-Stams 1982) si accost\u00f2 all\u2019arte attraverso suo padre, il famoso ritrattista Thomas Riss (1871-1959), residente a Merano fin dal 1898 e assai apprezzato fra i notabili della citt\u00e0 anche per i suoi personaggi caratteristici e quasi di genere.<\/p>\n\n\n\n<p>Come una moderna Artemisia, per Frieda, vivendo accanto al padre, fu facile accostarsi al disegno, ai colori e pian piano affiancarlo nella sua produzione pittorica e a far diventare questa passione un vero e proprio mestiere. L\u2019influenza pittorica del padre fu preponderante ma Frieda tent\u00f2 di allontanarsene anche frequentando un semestre nel 1930\/31 all\u2019Accademia di Monaco. Non port\u00f2 mai a termine gli studi d\u2019arte e scelse invece di tornare in seno alla famiglia. Cos\u00ec, rientrata ad Innsbruck, dove il padre si era trasferito lasciando Merano nel 1927, continu\u00f2 a lavorare con lui nell\u2019atelier di famiglia. Frieda riusc\u00ec a distaccarsi stilisticamente dal padre aggiungendo freschezza e modernit\u00e0 ai propri dipinti ma non riusc\u00ec mai ad allontanarsi dal suo alone di notoriet\u00e0 continuando piuttosto a muoversi nella sua ombra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Fra le numerose tele e disegni a tutt\u2019oggi in commercio infatti, esiste pi\u00f9 di un\u2019opera firmata solamente \u201cRiss\u201d e atipiche nella resa dei volti, delle acconciature e degli abiti, per l\u2019impostazione stilistica di Thomas e che probabilmente andrebbero ascritte alla figlia. Frieda non rinunci\u00f2 neppure a qualche incarico tutto suo come fu quello per il ritratto del sindaco di Merano Maximilian Markart.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Di Ada von der Planitz (Merano 1 giugno 1880 \u2013 Merano 26 gennaio 1936) si era persa la memoria. Condusse una vita agiata e dedita all\u2019arte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non si spos\u00f2 mai e visse per quasi tutta la sua esistenza nella villa immersa in un parco lussureggiante di piante esotiche che il padre Arthur, ricco imprenditore. , aveva fatto costruire nel 1882 dall\u2019architetto Karl M\u00f6ser. Iscritta al K\u00fcnstlerbund fin dalla sua fondazione alla quale partecip\u00f2 ella stessa attivamente nei panni di membro straordinario. Amante della natura, della montagna e degli animali, i suoi olii, cos\u00ec come i suoi acquarelli o le sue tempere raccontano il paesaggio e la fauna alpina, le vette innevate, gli scalatori intenti a contemplare i panorami arditi, i masi o i rifugi in quota, il lavoro dei contadini, le chiesette di montagna. Consueti per lei furono anche i soggiorni al Lago di Garda che trascorreva soprattutto a Torbole o a Riva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche questi produssero numerosi paesaggi di quelle zone con uliveti e cipressi, i villaggi costieri, i cieli al crepuscolo riflessi sull\u2019acqua o le rive del lago caratterizzati da ghiaia e massi erratici. A tutto questo Ada sapeva imprimere quella tipica illusione di sud.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ada non trascur\u00f2 neppure le vedute pi\u00f9 emozionanti del Burgraviato come ad esempio il maniero avito dei conti del Tirolo immerso nella natura autunnale. Tipici della sua pittura erano anche i cieli dove il sole sapeva filtrare attraverso le nubi e donare una particolare atmosfera di attesa, di epifania, di magia. Per tutto ci\u00f2 fu pittrice ammirata e conosciuta fra gli amanti dell\u2019arte meranesi, bolzanini e trentini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Rosanna Pruccoli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo Plinio fu proprio una donna a dar vita all\u2019arte occidentale, eppure per secoli il canone artistico ha celato questa presenza \u201cininterrotta\u201d delle donne nell\u2019arte. 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