{"id":1094,"date":"2021-02-11T02:00:00","date_gmt":"2021-02-11T02:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=1094"},"modified":"2021-02-17T09:29:42","modified_gmt":"2021-02-17T09:29:42","slug":"il-bolzanino-alex-vittorio-gli-stereokimono-e-syd-barrett","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/02\/11\/il-bolzanino-alex-vittorio-gli-stereokimono-e-syd-barrett\/","title":{"rendered":"Il bolzanino Alex Vittorio, gli Stereokimono e Syd Barrett"},"content":{"rendered":"\n<p>Non capita di rado che nella nostra rubrica ci occupiamo di bolzanini che hanno messo radici altrove pur rimanendo attivi in ambito musicale: parliamo oggi di un musicista bolzanino di stanza a Bologna e che proprio poche settimane fa, insieme al gruppo di cui fa parte, gli Stereokimono, \u00e8 finito in un ricco tributo a Syd Barrett, fondatore dei Pink Floyd nonch\u00e9 principale artefice del primo disco del gruppo nel lontano 1967.<br>Alex Vittorio degli Stereokimono \u00e8 il bassista (insieme a lui ci sono la batterista Cristina Atzori e il chitarrista Antonio Severi), ne \u00e8 uno dei fondatori e componenti da quasi venticinque anni, e con loro ha realizzato tre CD.<br>I suoi trascorsi musicali sono cominciati a Bolzano, nella cella frigorifera di fronte alla sala dove provavano La Stanza e altri gruppi storici del capoluogo.<br>\u201cEravamo alcuni amici appassionati della musica che girava intorno in quegli anni \u2013 ci racconta Alex \u2013, tutti pi\u00f9 o meno alle prime armi, ma facevamo ostinatamente pezzi nostri. Poi c\u2019\u00e8 stata l\u2019esperienza un po\u2019 pi\u00f9 seria con gli Zarah, nei primi anni Ottanta. Quello alla Eule fu il mio primo vero concerto in un locale pieno, e non per i soliti dieci amici, con pubblico pagante. Ricordo ancora che ero terrorizzato! Poi ci fu l\u2019Altrockio: Eule e fiera, posti che oggi non esistono pi\u00f9, ma indelebili per noi ex ragazzi dell\u2019epoca. Come Zarah abbiamo anche partecipato a un progetto di Ricky Gobbo, mio amico d\u2019infanzia e di cortile.\u201d Alex ha mantenuto i contatti con alcuni amici dell\u2019epoca, in particolare con Enrico Visintin, con cui ricorda con piacere le jam ai tempi dei Gegia Miranda, e con Marco Dalle Luche di cui ha pubblicato sulla propria etichetta (Peter\u2019s Music Castle) il disco di debutto dei Satelliti. Alex \u00e8 uno di quelli che sono rimasti davvero fedeli alla linea; se il prog rock e certa musica d\u2019avanguardia britannica erano i modelli dei suoi esordi, con gli Stereokimono si muove in direzione analoga, con una spruzzata di psichedelia colta e Canterbury sound. \u201cHai ragione \u2013 commenta \u2013 il Prog \u00e8 entrato nel mio DNA musicale quand\u2019ero ragazzino, insieme per\u00f2 a tanti altri stimoli come wave, elettronica, jazz. \u00c8 anche vero che certi barocchismi o ipertecnicismi fini a s\u00e9 stessi di parte di quella musica mi annoiano. Tra le band mi hanno influenzato molto i mitici Gong: spaziali, psichedelici e folli, con quella loro personalissima vena surreale, ironica e totalmente bizzarra. Abbiamo definito la nostra musica rock psicofonico obliquo perch\u00e9 non ci volevamo riconoscere in un genere preciso, ma spaziare liberamente senza preclusioni, ci piace molto scherzare anche attraverso la musica, quello che ci importa \u00e8 riuscire a portare il nostro pubblico a sognare in una dimensione di viaggio immaginifico, facendo musica in totale libert\u00e0, magari con un pizzico di autoironia.\u201d E basta ascoltare i dischi degli Stereokimono per rendersene conto, fin dalle copertine il richiamo ai Gong \u00e8 palese. Il gruppo \u00e8 anche andato molto vicino al diventare professionista, ma Alex orgogliosamente ci racconta che comunque per vent\u2019anni, fino a poco tempo fa \u00e8 davvero riuscito a vivere di musica lavorando a tempo pieno al centro musicale Ca\u2019 Vaina di Imola. Il contributo al disco Love You, A Tribute To Syd Barrett uscito per l\u2019etichetta inglese Gonzo Multimedia lo scorso 6 gennaio, giorno del compleanno di Barrett, vede gli Stereokimono alle prese con una riuscita versione di It\u2019s Obvious. Gruppi da diverse parti del mondo (dagli USA al Messico al Giappone) hanno riarrangiato liberamente i brani di Barrett. \u201cAnni fa \u2013 conclude il musicista \u2013 partecipammo a Vegetable Man Project, sempre dedicato a Syd e uscito su vinile per un\u2019etichetta italiana. Siamo stati invitati a partecipare al nuovo progetto dai produttori artistici che gi\u00e0 conoscevano i nostri trascorsi. Per prima cosa abbiamo tirato gi\u00f9 dal disco accordi e temi del brano originale e poi abbiamo cominciato a improvvisare in libert\u00e0, l\u2019idea era di fingere che gli Stereokimono, entrati in una macchina del tempo, fossero l\u00ec a provare il pezzo con Syd, insomma abbiamo semplicemente stereokimonizzato il brano cercando di mantenerne intatto lo spirito di fondo ma giocando sulle forme a modo nostro. Per il cantato abbiamo scelto il cantautore psichedelico Dario Antonetti.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Paolo Crazy Carnevale<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non capita di rado che nella nostra rubrica ci occupiamo di bolzanini che hanno messo radici altrove pur rimanendo attivi in ambito musicale: parliamo oggi di un musicista bolzanino di stanza a Bologna e che proprio poche settimane fa, insieme al gruppo di cui fa parte, gli Stereokimono, \u00e8 finito in un ricco tributo a [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":1702,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[114],"class_list":["post-1094","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche","tag-rubriche-la-scena-musicale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1094","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1094"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1094\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1096,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1094\/revisions\/1096"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1702"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1094"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1094"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1094"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}