{"id":10993,"date":"2024-04-18T02:30:00","date_gmt":"2024-04-18T01:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=10993"},"modified":"2024-04-17T13:03:39","modified_gmt":"2024-04-17T12:03:39","slug":"la-passione-dei-radioamatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/04\/18\/la-passione-dei-radioamatori\/","title":{"rendered":"La passione dei radioamatori"},"content":{"rendered":"\n<p>Molti di noi avranno sentito nominare i radioamatori, ma quanti sanno chi sono e cosa fanno? Per rispondere a queste domande abbiamo incontrato Marco Tienghi, presidente della sezione bolzanina dell\u2019associazione che riunisce tutti i radioamatori italiani.<\/p>\n\n\n\n<p>150 anni fa nasceva Guglielmo Marconi, il padre della radiotrasmissione, il primo a riuscire a dimostrare la fattibilit\u00e0 dell\u2019invio di un segnale attraverso le onde radio. Da allora il mondo \u00e8 cambiato, ma la tecnologia da lui inventata continua ad essere centrale, soprattutto quando la reti tradizionali di comunicazione collassano.<br>Vi siete mai chiesti chi siano i radioamatori? Stando alla enciclopedia libera Wikipedia, il radioamatore \u00e8 uno sperimentatore del mezzo radio e delle radiocomunicazioni intese nella pi\u00f9 ampia accezione del termine. L\u2019attivit\u00e0 radioamatoriale viene classificata a livello internazionale come un servizio e prevede quindi diritti e doveri ben precisi.<br>Abbiamo deciso quindi di contattare la sezione di Bolzano della Associazione Radioamatori italiani (www.aribz.it), nella persona del suo presidente Marco Tienghi. Fondata nel 1946, con 50 iscritti \u00e8 la sezione \u00e8 la pi\u00f9 grande in provincia (ci sono anche Merano e Brunico).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019INTERVISTA<br><strong>Chi sono i radioamatori?<\/strong><br>I radioamatori sono degli appassionati della tecnica delle comunicazioni via radio che si dedicano allo studio dei vari fenomeni connessi con le onde radio. Poi \u00e8 chiaro che una volta che uno studia e impara ad utilizzare al meglio le proprie apparecchiature, acquistate, ma in molti casi anche costruite autonomamente, poi si dedica anche ad utilizzarle. Qui i collegamenti possono essere locali o finanche con l\u2019altra parte del mondo, persino oltre la curvatura terrestre, sfruttando la ionosfera, la riflessione sulla luna, o qualche satellite\u2026 Le possibilit\u00e0 sono molteplici.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Spesso nella vita di tutti i giorni si tende a confondere CB e radioamatori.<\/strong><br>Diciamo che ci sono diversi tipi di appassionati. Per esempio ci sono anche quelli che si dedicano solamente all\u2019ascolto, i cosiddetti SWL, acronimo per Short Wave Listeners (ascoltatori su onde corte, ndr). Oppure i CB, le cui apparecchiature si trovano in negozio e sono limitate a certe frequenze che non possono essere cambiate.<br>Quando si parla di radioamatori solitamente si parla di persone con competenza tecnica cui piace trasmettere, e vedere quanto distante riesce ad arrivare il proprio segnale. Insomma: dove e come si riesce a farsi sentire. Ma anche qui ci sono tanti modi per farlo: parlando, quindi in fonia, oppure in telegrafia, che pu\u00f2 sembrare un modo forse arcaico, sicuramente antico, ma in realt\u00e0 ancora oggi molto molto efficace. Pensi che quest\u2019anno ricorre il 150\u00b0 anniversario della nascita di Guglielmo Marconi. L\u2019invenzione della telegrafia senza fili attraverso le onde radio gli valse il Premio Nobel per la fisica nel 1909 e sono diverse le istituzioni che si stanno dando da fare per far riconoscere la telegrafia come patrimonio immateriale UNESCO. Quello che distingue il radioamatore dalle altre categorie sono le competenze tecniche certificate che gli permettono di arrivare a costruirsi gli apparati. Gli viene inoltre data libert\u00e0 nel loro utilizzo su pi\u00f9 frequenze, con pi\u00f9 bande e pi\u00f9 potenza. Ognuna di queste bande ha caratteristiche particolari di comportamento, caratteristiche fisiche che le rendono per esempio adatte a collegamenti a lunga distanza oppure a collegamenti locali. Per cui lo studio, la curiosit\u00e0, \u00e8 proprio per anche andare a capire e a imparare come si comportano, ad esempio le onde a diverse frequenze, a diverse ore del giorno o della notte, e in diverse condizioni della ionosfera. Tutto ci\u00f2 non toglie che ci possa essere la fase in cui il radioamatore abbia voglia di mettersi comodo a fare le sue quattro chiacchiere con radioamatori vicini. Questo per dire che non \u00e8 che siamo sempre a studiare dalla mattina alla sera!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E c\u2019\u00e8 bisogno di una autorizzazione specifica?<\/strong><br>Il radioamatore per fare le sue attivit\u00e0 deve sottoporsi a un esame del ministero preposto, che ne certifica le competenze tecniche e la conoscenza delle normative. Sostenuto questo esame, si consegue la Patente di Operatore di stazione del Radioamatore, dopo di che con quella \u00e8 possibile richiedere il nominativo e l\u2019autorizzazione generale che ti abilita all\u2019utilizzo delle apparecchiature e ad utilizzare le frequenze che a livello internazionale sono state riservate per l\u2019uso e la sperimentazione da parte dei radioamatori.<br>C\u2019\u00e8 una dotazione base per diventare radioamatori?<br>Pu\u00f2 essere anche minimale. Se qualcuno ha capacit\u00e0 di saldare qualche componente elettronico, con pochi euro \u00e8 in grado di costruire un ricetrasmettitore funzionante che ti permette di coprire anche tutto il nord Italia. Un piccolo microfono, un altoparlantino, non serve molto altro. La cosa che serve sempre, e che causa gioie e dolori, \u00e8 l\u2019antenna, che deve essere posizionata preferibilmente in alto (aggiungo che non tutti sono contenti di vederla sui tetti delle case).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>C\u2019\u00e8 una et\u00e0 consigliata per iniziare a fare il radioamatore?<\/strong><br>Assolutamente non ci sono limiti di et\u00e0; non bisogna essere giovani, ma noi speriamo sempre che arrivino tanti giovani, cerchiamo di fare attivit\u00e0 di informazione con le scuole o con altre associazioni per promuovere la nostra passione, cercando di incuriosire. Poi la curiosit\u00e0 ci pu\u00f2 essere ad ogni et\u00e0. Molti dei nostri soci sono anche molto avanti con gli anni, alcuni sono ultraottantenni. Pensi che abbiamo un socio iscritto ininterrottamente da pi\u00f9 di 70 anni e che ha ben 92 anni di et\u00e0. Si tratta di Franco Miori, la sua sigla come radioamatore IN3ZMY.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa implica una sigla?<\/strong><br>La sigla in realt\u00e0 \u00e8 la targa del radioamatore. Una volta conseguita la patente, il Ministero gli assegna un nominativo che lo identifica, quindi nel nostro caso si inizia con la \u201cI\u201d di Italia. Poi un numero che di solito identifica la zona. Per esempio nella nostra zona, il 3 indica il Triveneto. E l\u2019ultima parte, le ultime tre lettere, sono quelle che identificano la persona\u2026 \u00e8 in questo senso che dico che la sigla \u00e8 un po\u2019 come una targa per il radioamatore.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><\/p>\n<cite><strong>\u201cI radioamatori sono degli appassionati della tecnica delle comunicazioni che si dedicano allo studio dei vari fenomeni connessi con le onde radio\u201d<\/strong><\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>I radioamatori possono anche avere un ruolo nell\u2019affrontare le calamit\u00e0 naturali?<\/strong><br>A partire dal terremoto del Friuli i radioamatori sono diventati pi\u00f9 conosciuti. Di norma vengono chiamati quando le reti di comunicazione ordinarie per qualche motivo collassano. \u00c8 successo anche recentemente in occasione delle alluvioni in Emilia Romagna e dopo i terremoti a L\u2019Aquila. Ogni mese noi stessi da Bolzano facciamo una prova radio di protezione civile. Viene chiamata la \u201cprova di sintonia\u201d tra prefetture, per cui dei nostri operatori si recano al Commissariato del Governo, dove \u00e8 presente una stazione fissa, per collegarci alle altre prefetture di tutta Italia: Sicilia, Sardegna, Piemonte. Oppure anche con la sede del Ministero dell\u2019Interno a Roma. Alle volte vengono coinvolte anche delle unit\u00e0 navali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ci sono ricorrenze particolari in questo periodo?<\/strong><br>A livello locale, la sezione cugina di Trento festeggia i 90 anni della Fondazione. E noi tra un paio d\u2019anni festeggeremo gli 80 della sezione ARI di Bolzano. Per cui questo momentaneamente prende un po\u2019 il sopravvento il livello locale rispetto alla giornata mondiale dei radioamatori che \u00e8 il 18 aprile ed \u00e8 la ricorrenza della fondazione della IARU, cio\u00e8 l\u2019International Amateur Radio Union, l\u2019Unione Internazionale dei Radioamatori, che \u00e8 stata il 18 aprile del 1925. Quindi l\u2019anno prossimo saranno i 100 anni della Fondazione e l\u00ec sar\u00e0 probabile qualche iniziativa in pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Till Antonio Mola<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molti di noi avranno sentito nominare i radioamatori, ma quanti sanno chi sono e cosa fanno? 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