{"id":11032,"date":"2024-04-18T02:10:00","date_gmt":"2024-04-18T01:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=11032"},"modified":"2024-04-17T13:28:25","modified_gmt":"2024-04-17T12:28:25","slug":"i-vecchi-tempi-del-pisano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/04\/18\/i-vecchi-tempi-del-pisano\/","title":{"rendered":"I vecchi tempi del \u201cPisano\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>L\u2019aria della contestazione del Sessantotto non era ancora arrivata a Merano o perlomeno era un debole venticello. A quell\u2019epoca all\u2019Istituto Leonardo Pisano, per tutti la \u201cragioneria\u201d, c\u2019erano cinque classi soltanto. Tra esse quella che nell\u2019anno scolastico 68\/69 era la quinta, era nata quattro anni prima con un numero impressionante di iscritti: quasi quaranta.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il primo giorno che ci presentammo a scuola, ancora nell\u2019edificio di via Mainardo, non ci stavamo nella classe. Eravamo un mix davvero eterogeneo: maschi e femmine quasi in eguale numero, meranesi, pendolari dalla Val Venosta, alcuni che venivano da Cles; una di noi, Margherita, veniva addirittura dall\u2019Emilia al seguito di sua sorella che era la \u201cprofe\u201d di matematica.<br>Quelli in pari con gli anni scolastici che venivano dalla terza media erano pochi. C\u2019erano ragazzi che gi\u00e0 alle medie avevano perso qualche colpo (non era mica come oggi che si promuovono tutti!), altri ancora avevano alle spalle gi\u00e0 due anni di una scuola professionale e arrivavano alla ragioneria perch\u00e9 volevano un diploma un po\u2019 pi\u00f9 di peso.<br>Insomma, si andava dai 14 ai quasi 18 anni di alcuni. L\u2019anno successivo, in seconda e poi ancor di pi\u00f9 in terza, il numero si assottigli\u00f2.<br>Qualcuno lo \u201csegarono\u201d, altri proseguirono gli studi in altre citt\u00e0, altri ancora pensarono che la scuola non facesse per loro e cambiarono strada.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><\/p>\n<cite><strong>\u201cNell\u2019allora teatro e cinema Corso inscenammo una seduta spiritica in cui si evocava lo spirito di Andreas Hofer, che ballando il can can con due signorine in Dirnld dichiar\u00f2: \u2018Mettete dei fiori nei vostri cannoni, perch\u00e9 non faccio la guerra, faccio l\u2019amore\u2019 \u201c<\/strong><\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le sfide ai tornei studenteschi<\/strong><br>In tutto questo mix e ovviamente con il contributo delle altre classi, era facile pescare atleti e giocatori validi e cos\u00ec la Ragioneria eccelleva nello sport: basket e calcio soprattutto ma anche atletica leggera. Epiche furono le sfide con Magistrali e Liceo Classico nei tornei studenteschi dove, ci perdoneranno gli altri questa punta di campanilismo, il Pisano per diversi anni maramaldeggi\u00f2.<br>Nucleo centrale era quella classe l\u00ec che forniva attaccanti, terzini, portieri, e ancora pivot e cestisti, e che diede la stura alla prima formazione di calcio femminile per un mitico incontro di calcio, ovviamente vittorioso, contro la pari formazione delle Magistrali. Ma da quella classe part\u00ec anche un\u2019 esperienza artistica in occasione di un Festival studentesco provinciale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mettete dei fiori nei vostri cannoni<\/strong><br>In tempi in cui l\u2019eco degli attentati dinamitardi non si era ancora spento, a parlare di Andreas Hofer ci voleva un gran bel coraggio, soprattutto davanti ad un platea, nell\u2019allora teatro e cinema Corso a Bolzano, all\u2019angolo fra Corso Libert\u00e0 e Via Virgilio. Ebbene con l\u2019aiuto della professoressa Livia Del Treppo inscenammo una seduta spiritica in cui un medium siciliano, uno Sch\u00fctze, un giornalista trentino e una donna di facili costumi (chiss\u00e0 come ci venne l\u2019idea!) dovevano evocare lo spirito del patriota sudtirolese perch\u00e9 lo Sch\u00fctze voleva sapere da lui che fare nella situazione contingente.<br>Il medium non riusciva a concentrarsi, distratto come era dall\u2019avvenenza della ragazza che lo provocava, e cos\u00ec invece di Hofer si present\u00f2 Nerone che cantava accompagnandosi con una lira.<br>Ritrovata la concentrazione, il medium la seconda volta fece apparire Andreas Hofer accompagnato, a sorpresa, da due damigelle in dirndl, che con lui ballrono il can-can. \u201cAnderle dacci nuove istruzioni\u201d, chiese lo Sch\u00fctze; e Hofer gli risponse \u201cMettete dei fiori nei vostri cannoni, perch\u00e9 non faccio la guerra, faccio l\u2019amore\u201d. Si trattava di un messaggio chiaro e forte che arrivava dagli studenti e che non manc\u00f2 di suscitare approvazione in sala e commenti il giorno dopo sui quotidiani locali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quando la musica riesce ad unire<\/strong><br>Ma non \u00e8 tutto. In quell\u2019edizione del Festival Studentesco la band che rappresentava il Pisano vinse il primo premio nella sua sezione: erano Gli Erranti che presentarono \u201cGuitar Bugie\u201d un brano solo suonato degli Shadows, \u201cWinchester Cathedral\u201d della New Vudeville Band e, fresca fresca da Sanremo, \u201cPietre\u201d di Antoine. Quell\u2019esperienza cre\u00f2 un clima nuovo, diverso e di amicizia in quella classe. Un\u2019amicizia che prosegu\u00ec ed esplose in quinta al momento della classica gita di fine corso a Firenze, quando, pi\u00f9 maturi e consapevoli, diventammo davvero amici.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019amicizia prosegue anche da adulti<\/strong><br>E amici lo siamo ancora oggi visto che per oltre cinquant\u2019anni ci siamo ritrovati a cene annuali e nonostante le vicende della vita abbiano fatto s\u00ec che alcuni siano andati avanti e altri siano lontani, appena possiamo ci ritroviamo ancora, tanti o pochi non importa, ma amici sempre.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non esistevano \u201cstinchi di santo\u201d<\/strong><br>In questi giorni circola in rete un monologo da Zelig in cui si parla del registro elettronico di classe. \u201cNoi non ce l\u2019avevamo &#8211; dice Antonio Ornano &#8211; e potevamo tranquillamente marinare la scuola e trascorrere una spensierata mattinata\u201d. Molti di noi sono stati protagonisti di questa epopea e sono mancati in classe per giorni e giorni interi, mentre altri (soprattutto altre!) erano disciplinatamente in classe, ma alla fine la gran parte di noi nella vita ha conseguito una laurea, \u00e8 diventato stimato professionista, professore, imprenditore, amministratore pubblico, ha sviluppato una carriera aziendale di alto profilo o pi\u00f9 semplicemente, ma non con meno dignit\u00e0, si \u00e8 dedicato alla famiglia. Eravamo fortissimi! Siamo fortissimi!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Enzo Coco<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019aria della contestazione del Sessantotto non era ancora arrivata a Merano o perlomeno era un debole venticello. A quell\u2019epoca all\u2019Istituto Leonardo Pisano, per tutti la \u201cragioneria\u201d, c\u2019erano cinque classi soltanto. 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