{"id":11176,"date":"2024-05-16T02:30:00","date_gmt":"2024-05-16T01:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=11176"},"modified":"2024-05-15T16:24:42","modified_gmt":"2024-05-15T15:24:42","slug":"radici-cristiane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/05\/16\/radici-cristiane\/","title":{"rendered":"Radici cristiane?"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il tema dell\u2019identit\u00e0 e delle radici torna, periodicamente, a caratterizzare il dibattito pubblico, soprattutto in corrispondenza con gli appuntamenti elettorali. In merito all\u2019importanza delle radici cristiane che, per molti, ci accomunano, abbiamo scelto di parlarne con il prof. Andrea Sarri, esperto di storia della chiesa locale e non solo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le radici cristiane dell\u2019Europa sono un mito. Ad affermarlo nei giorni scorsi con un articolo sul quotidiano Alto Adige \u00e8 stato il professore Andrea Sarri, da anni insegnante presso il Liceo Carducci di Bolzano ed uno dei pi\u00f9 autorevoli esperti locali nell\u2019ambito della storia religiosa nell\u2019et\u00e0 contemporanea, con particolare attenzione al rapporto chiesa-societ\u00e0 nelle diocesi del Trentino-Alto Adige\/S\u00fcdtirol.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il tema \u00e8 molto attuale perch\u00e9, a poche settimane dal voto europeo, alcuni partiti sono tornati ad insistere sulle questioni identitarie e sui simboli ad esse collegati. D\u2019altronde \u00e8 stata l\u2019attuale premier Giorgia Meloni ad affermare, nella sua autobiografia uscita nel 2021, che il crocifisso appeso a scuola \u201cnon sta ad indicare l\u2019imposizione di una religione\u201d, essendo esso \u201csemplicemente un segno che caratterizza la nostra civilt\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Le radici cristiane, per\u00f2 &#8211; come ci conferma Sarri &#8211; sarebbero per\u00f2 solo un mito, di forte impatto sull\u2019immaginario collettivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse non tutti hanno le idee chiare su cosa sia, di fatto, un mito. Ricorriamo allora all\u2019enciclopedia Treccani per ricordare che, nella sua declinazione pi\u00f9 moderna, questo termine sta ad indicare una \u201crappresentazione ideale o ideologica della realt\u00e0 che, proposta in genere da una \u00e9lite intellettuale o politica, viene accolta con fede quasi mistica da un popolo o da un gruppo sociale\u201d. Dunque le radici cristiane, seppur significative, secondo Sarri, non sono l\u2019aspetto largamente prevalente n\u00e9 tantomeno esclusivo della nostra \u201ccivilit\u00e0\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNello studio della storia della chiesa e del suo rapporto con la societ\u00e0 questo rapporto tra mito e realt\u00e0, \u00e8 stato evidenziato in primis dal pi\u00f9 grande storico del Novecento, ovvero Marc Bloch\u201d, ricorda Sarri. Aggiungendo che quando si studia la civilt\u00e0 europea la si pu\u00f2 immaginare come una torta a pi\u00f9 strati, dove il cristianesimo in tutte le sue forme \u00e8 senz\u2019altro un elemento cruciale, anche se naturalmente non esclusivo. \u201cVa poi ricordato che anche il cristianesimo man mano si \u00e8 trasformato. Prima dell\u2019anno mille non era quello di papa Gregorio VII (1073-1085) che rivendic\u00f2 la superiorit\u00e0 del papato sul potere temporale dell\u2019imperatore, ad esempio. Cos\u00ec come un altro cristianesimo \u00e8 quello che si afferma con il Concilio di Trento che reagisce alla riforma luterana\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019INTERVISTA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Prof. Sarri, quali sono le altre componenti della civilt\u00e0 europea che non vengono considerate, quando vengono rivendicate in maniera esclusiva le radici cristiane?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le fonti classiche, innanzitutto. Quella greca e quella romana. Oppure, secondo alcuni, solo quella greca, anche se i Romani come sappiamo hanno dato un grande contributo sul piano del diritto e della tecnica. Poi c\u2019\u00e8 la componente islamica che ha caratterizzato diverse zone del sud e dell\u2019est Europa fino a quasi l\u2019et\u00e0 moderna. Poi ci sono componenti germaniche e scandinave. E nel primo millennio non vanno dimenticate le componenti bizantine, relative all\u2019Impero Romano d\u2019Oriente che si occup\u00f2 di conservare la cultura greca che in Occidente era scomparsa. E poi l\u2019Umanesimo, il Rinascimento, la Scienza moderna, l\u2019Illuminismo\u2026&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In effetti si tratta di componenti molto importanti. Molte hanno avuto un rapporto con il cristianesimo, ma senz\u2019altro la maggior parte di esse hanno avuto un ruolo fondamentale anche a prescindere da questo rapporto. In ogni caso \u00e8 la Rivoluzione Francese che &#8211; di fatto &#8211; segna una cesura tra il passato e la contemporaneit\u00e0.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec. I diritti, le libert\u00e0, l\u2019idea moderna di democrazia basata su un patto sociale in cui i cittadini hanno pari dignit\u00e0, nascono proprio in quel momento sulla scia dell\u2019Illuminismo e della Rivoluzione Francese. L\u2019idea dello stato laico le cui leggi sono indipendenti dalla dottrina religiosa cristiana e cattolica \u00e8 davvero rivoluzionaria. Ed \u00e8 da questo shock che nasce il mito delle radici cristiane dell\u2019Europa. L\u2019idea che possa esserci un approccio irreligioso alla realt\u00e0 e nella societ\u00e0 porta autori come Novalis e Chateaubriand a sostenere che l\u2019idea satanica della \u201claicit\u00e0\u201d sarebbe nata gi\u00e0 ai tempi di Lutero agli inizi del \u2018500 e che per evitare che la civilt\u00e0 scivoli nella barbarie occorra ritornare appunto ad un medioevo, anche questo mitizzato, in cui il papa deteneva sia il potere spirituale che quello temporale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La chiesa come si \u00e8 posta, durante la Rivoluzione Francese e negli anni della Restaurazione rispetto a questo dibattito sulle radici cristiane, rivendicate da una serie di intellettuali europei?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il papato in realt\u00e0 rimase a lungo estraneo all\u2019elaborazione del mito delle radici cristiane. Ci arriv\u00f2 solo nel Novecento tra le due guerre mondiali, per poi farlo suo nell\u2019ottica anticomunista dopo la fine del secondo conflitto. Lo fece papa Pio XII per sollecitare le nascenti istituzioni europee affinch\u00e9 \u201criconoscessero la legge di Dio e della sua Chiesa\u201d. Ma gi\u00e0 Giovanni XXIII scelse di declinare il ruolo della Chiesa non pi\u00f9 come sovrana, ma invece \u201cmadre\u201d dei popoli europei. Se Paolo VI nomin\u00f2 San Benedetto patrono d\u2019Europa con lo scopo di \u201ccristianizzare il processo di integrazione europea\u201d, poi Giovanni Paolo II cerc\u00f2 di proseguire il percorso nell\u2019ottica di neo-cristianit\u00e0. Benedetto XVI dal canto suo cerc\u00f2 di proseguire nel solco del suo predecessore, mentre invece l\u2019attuale pontefice Francesco se prima ha sollecitato l\u2019Europa a \u201cnon perdere la sua anima\u201d, successivamente ha invece significativamente definito l\u2019identit\u00e0 europea \u201cdinamica e interculturale\u201d. Per poi passare addirittura a definire l\u2019azione della chiesa del terzo millennio \u201csemplicemente misericordiosa\u201d, ovvero pronta ad accogliere e a venire in soccorso alle persone che le si rivolgono in cerca di aiuto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I principali partiti che rivendicano la necessit\u00e0 dei simboli delle radici cristiane negli spazi pubblici sono per\u00f2 spesso gli stessi che rivendicano anche il valore fondante della libert\u00e0 individuale nella societ\u00e0. Quest\u2019ultimo valore per\u00f2, di per s\u00e9, non \u00e8 stato esattamente fondante durante secoli e secoli di storia di storia della chiesa. A lungo la chiesa non ha visto di buon occhio lo sviluppo della libert\u00e0 individuale e della coscienza critica dei suoi fedeli\u2026 \u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In questo senso nel corso dell\u2019800 la chiesa ha compiuto un suo percorso, lento, ma comunque significativo. Va anche detto che al mito delle radici cristiane dell\u2019Europa in quel secolo si richiamarono anche i cattolici liberali, che sostenevano che in realt\u00e0 le radici della modernit\u00e0 stavano nel Cristianesimo e nell\u2019azione del papato romano nella civilt\u00e0 europea. Sono temi che vennero ripresi negli anni \u201930 del novecento anche da Benedetto Croce, in un ottica antifascista. In ogni caso oggi i richiami alle radici cristiane dell\u2019Europa e la difesa dei suoi simboli hanno soprattutto una funzione anti islamica. Viene proposta l\u2019idea di un\u2019Europa guerriera, che si pone a difesa dei sui confini. Poi rimane sottotraccia il pericolo comunista. Il mito delle radici cristiane in ogni caso \u00e8 stato declinato in diversi modi, come abbiamo visto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nella destra politica esiste un dibattito su questi temi. Esiste una destra che, invece, sceglie di appoggiarsi comunque sulla laicit\u00e0?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Bisognerebbe andare a leggere gli intellettuali di riferimento di quest\u2019area, per capire se hanno ancora spazio voci liberali classiche. Da quello che capisco prevale l\u2019argomento paura e quindi il ricorso al mito come difesa di identit\u00e0. Sul piano inconscio scatta un riflesso condizionato basato sull\u2019emotivit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sul piano locale, in Alto Adige, esiste ancora una destra laica e, anzi, anticlericale? Il Sudtirolo \u00e8 fortemente secolarizzato, \u00e8 sotto gli occhi di tutti. Una serie di cose non possono pi\u00f9 essere date per scontate. La chiesa altoatesina \u00e8 identitaria solo per una minoranza dei residenti e, forse, anche nella parte di lingua tedesca.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Credo che il vescovo Muser gi\u00e0 ai tempi del Covid abbia capito che le dimensioni stesse della comunit\u00e0 ecclesiale, in provincia di Bolzano, ormai rappresenti una minoranza. E la sua insistenza su nuove forme di fare chiesa, come la chiesa \u201cdomestica\u201d sorta durante il Covid sta a dimostrarlo. Lui queste forme nuove le ha presentate, nelle sue lettere pastorali, come \u201csegni dei tempi\u201d. Si \u00e8 usciti, in sostanza, dalla dimensione della solidit\u00e0 pubblica del culto. Una parte rimane, perch\u00e9 ha anche un aspetto di convivialit\u00e0, ma certo le cose sono cambiate di molto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Anche all\u2019interno del clero c\u2019\u00e8 una grande presenza, oggi, di preti di origine straniera e, anzi extracomunitaria.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, e alcuni anche con ruoli importanti. Una cosa impensabile anche solo 10 anni fa. Quindi non si tratta solo di vedere all\u2019esterno una secolarizzazione, ma anche di consapevolezza che lo stesso clero non \u00e8 pi\u00f9 quello di una volta. E le stesse dinamiche ci sono, naturalmente, anche nella vicina diocesi di Trento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quindi all\u2019interno della chiesa la tentazione di insistere sulla rivendicazione delle radici cristiane \u00e8 minore rispetto a quanto avviene in politica?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sono nelle condizioni e forse hanno anche la capacit\u00e0 di guardare oltre, con una prospettiva che va al di l\u00e0 delle prossime elezioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Luca Sticcotti<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tema dell\u2019identit\u00e0 e delle radici torna, periodicamente, a caratterizzare il dibattito pubblico, soprattutto in corrispondenza con gli appuntamenti elettorali. 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