{"id":11271,"date":"2024-05-30T02:30:00","date_gmt":"2024-05-30T01:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=11271"},"modified":"2024-05-29T14:58:34","modified_gmt":"2024-05-29T13:58:34","slug":"osservando-le-stelle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/05\/30\/osservando-le-stelle\/","title":{"rendered":"Osservando le stelle"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Presso le scuole medie Filzi di Laives \u00e8 presente un piccolo osservatorio astronomico, gestito da un pool di allievi e professori della scuola. Non si tratta solo di attivit\u00e0 didattiche: si possono osservare pianeti extrasolari ma anche individuare stelle variabili e contribuire a definire la fisionomia degli asteroidi, anche di quelli pi\u00f9 lontani.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I professionisti delle osservazioni astronomiche sono naturalmente gli astronomi che, di norma, possono disporre&nbsp; di un tot di ore riservate sui grandi telescopi presenti sulla terra o in orbita terrestre. Ma non molti sanno che anche i milioni di appassionati \u201castrofili\u201d attivi nel mondo, possono di fatto dare un grande contributo in numerosissimi progetti di ricerca. Ebbene: all\u2019interno di questa rete globale ci sono gli astrofili altoatesini e anche un gruppo di allievi delle scuole medie Filzi di Laives, dove si trova da qualche anno un osservatorio di tutti rispetto, coordinato dal prof. G.B. Casalnuovo. Un piccolo pool di insegnanti, alcuni in pensione e altri ancora in attivit\u00e0, si incontrano ogni settimana con i ragazzi per coordinare e proseguire numerose attivit\u00e0, didattiche e anche di ricerca. Qualche esempio? Beh, l\u2019anno scorso dall\u2019osservatorio delle Filzi \u00e8 stato possibile osservare il passaggio davanti alla propria stella di un pianeta extrasolare. Ma forse uno dei lavori pi\u00f9 interessanti recentemente realizzati \u00e8 stato il contributo dato alla definizione della fisionomia di un asteroide \u201ctransnettuniano\u201d, ovvero presente oltre all\u2019orbita di Nettuno, ai confini del sistema solare. Com\u2019\u00e8 noto tutti gli asteroidi fanno parte della nube primordiale, e la loro conoscenza ci aiuta a capire meglio come e quando si \u00e8 formato il sistema solare e a prevedere quale potr\u00e0 essere la sua evoluzione. Per capire meglio come \u00e8 fatto l\u2019osservatorio delle Filzi e come viene utilizzato assieme ai ragazzi, abbiamo intervistato il prof. G.B. Casalnuovo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019INTERVISTA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Com\u2019\u00e8 nato l\u2019osservatorio delle Filzi di Laives?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fin da quando ero piccolo coltivo una grande passione per l\u2019astronomia, che mi ha portato col tempo ad installare nel cortiletto di casa, a Bolzano, un telescopio, col quale ho scoperto una trentina di stelle variabili, pubblicate dalla associazione americana AAVSO, successivamente alle scuole Filzi di Laives, la scuola in cui ho insegnato per anni educazione tecnica ho insistito fortemente affinch\u00e9 venisse allestito un piccolo osservatorio. Cos\u00ec quando ad un certo punto si \u00e8 dovuta coprire con una tettoia la scala d\u2019emergenza che dalla palestra va verso il cortile, \u00e8 stato possibile individuare un piccolo spazio di 2 metri per 2 e mezzo, in cui \u00e8 stato posto il telescopio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La collocazione riesce ad evitare il problema dell\u2019inquinamento luminoso contro il quale combattono tutti gli astrofili?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo l\u2019inquinamento a Laives c\u2019\u00e8, per\u00f2 per i lavori che facciamo noi &#8211; riguardanti asteroidi, stelle variabili e analisi di spettri &#8211; ne risentiamo molto meno rispetto ad esempio alle foto di cielo profondo, dedicate a galassie e nebulose. In ogni caso tutto l\u2019osservatorio \u00e8 stato \u201cremotizzato\u201d in maniera artigianale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vuol dire che pu\u00f2 essere gestito a distanza?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, da casa oppure da altre scuole. Le Filzi in Italia sono le uniche scuole medie che dispongono di un piccolo osservatorio remotizzato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A gestire l\u2019osservatorio delle Filzi siete in quattro. Tutti insegnanti o ex insegnanti della scuola?\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec. C\u2019\u00e8 Roberto Chinaglia che \u00e8 in pensione come me, e che fin dall\u2019inizio, assieme a me, si \u00e8 occupato dell\u2019assemblaggio e della remotizzazione. Poi ci sono gli insegnanti&nbsp; Samuel Volani, e Vittorio D\u2019Apice, un professore di matematica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Che tipo di telescopio avete installato?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 professionale, ma si potrebbe definire \u201cpi\u00f9 che amatoriale\u201d. Il diametro \u00e8 di 35 centimetri. Avremmo potuto prenderne uno anche pi\u00f9 grande , ma lo spazio dell\u2019osservatorio e\u2019 troppo ristretto e sarebbe stato impossibile manovrarlo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gli astrofili come sono organizzati a livello locale?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un grosso gruppo di lingua tedesca che fa capo all\u2019osservatorio Max Valier di Collepietra. Noi siamo invece consociati con la Uai, l\u2019Unione Astrofili Italiani.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sono tanti gli appassionati, anche nella nostra realt\u00e0 locale?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ultimamente un po\u2019 meno. L\u2019avvento di internet con la possibilit\u00e0 di reperire le immagini in rete, anche di grande qualit\u00e0, ha un po\u2019 diminuito le motivazioni, soprattutto nei giovani.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sono di meno gli appassionati che scelgono di dotarsi un telescopio personale?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Proprio cos\u00ec. Anche perch\u00e9 va detto, \u00e8 un po\u2019 una delusione quando guardi con l\u2019oculare del tuo telescopio un oggetto che magari avevi prima visto su una rivista. Per avere immagini cos\u00ec belle devi fare tante foto, trattarle, sommarle con un software e, soprattutto, devi osservare da un luogo senza inquinamento luminoso. In ogni caso, come detto, con un piccolo telescopio si possono fare anche molte altre cose interessanti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Con un osservatorio come il vostro si pu\u00f2 fare didattica ma, abbiamo visto, anche ricerca. I ragazzi delle medie, per\u00f2, non sono ancora un po\u2019 \u201cpiccoli\u201d per queste cose?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La risposta \u00e8 una sola: bisogna appassionarli trasmettendo loro la tua, di passione. Ci vuole un entusiasmo contagioso. Certo non si pu\u00f2 andare molto a fondo con le formule matematiche. Ma devo dire che lo scorso mese di novembre in occasione della giornata delle scienze che si e\u2019 svolta all\u2019Universita\u2019 di Bolzano, i ragazzi hanno fatto un ottimo lavoro sugli spettri della costellazione della Lira. In remoto abbiamo ripreso gli spettri delle sei stelle principali della costellazione e li abbiamo elaborati.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa sono gli spettri, in astronomia?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ogni sorgente luminosa pu\u00f2 essere scomposta nei suoi colori. Il primo \u00e8 stato Newton con il suo prisma, noi invece usiamo un reticolo di diffrazione. Nello spettro si rilevano anche delle righe, di assorbimento e\/o di emissione, ed in base a come sono disposte queste righe si pu\u00f2 anche stabilire caratteristiche importanti della stella osservata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Insomma: partite dalla pratica per poi eventualmente arrivare, anche, alla teoria.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Certo. Con questi sistemi si pu\u00f2 addirittura calcolare la temperatura di una stella, e i ragazzi l\u2019hanno fatto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Immagino voi possiate contare su una dirigente particolarmente disponibile.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Esatto, la Dott.ssa Emanuela Scicchitano \u00e8 molto sensibile a questo tipo di iniziative. Nel logo delle Filzi \u00e8 stato messo un piccolo telescopio, come a significare l\u2019importanza dell\u2019osservatorio per tutta la scuola.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dicevamo: voi fate didattica ma anche ricerca. Ed \u00e8 in questo secondo caso che la cosa si fa particolarmente interessate.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec. Ad esempio nella primavera del 2023 abbiamo ripreso un asteroide e abbiamo determinato la sua curva di rotazione. La ricerca \u00e8 stata pubblicata sulla rivista Minor Planet Bulletin e sono stati menzionati anche i nomi dei ragazzi che hanno collaborato. Erano fieri e felicissimi di esserci.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come siete riusciti a fare questa cosa?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Va detto che per compiere delle ricerche volte a determinare le caratteristiche fisiche di un asteroide si possono percorrere diverse strade. Tra esse ci sono l\u2019analisi di immagini riprese da un radar e le riprese con telescopi posti al di fuori dall\u2019orbita terrestre. Ma si tratta di metodi non a portata degli astrofili e &#8211; in ogni caso &#8211; utilizzabili solo per asteroidi che intersecano l\u2019orbita terrestre e quando sono molto vicini a noi, come ad esempio i pericolosi NEA (Near Earth Asteroids).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Qual\u2019e\u2019 il sistema che avete utilizzato voi per contribuire alla misurazione delle dimensioni di un asteroide transnettuniano?\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questo lavoro l\u2019ho realizzato io da solo, utilizzando un metodo che normalmente si applica per l\u2019analisi degli asteroidi nella Main-belt, ovvero la fascia principale di asteroidi che si trova tra Marte e Giove. In quella zona ci sono circa 1 milione e seicento mila asteroidi conosciuti. Il sistema si basa sulle cosiddette occultazioni stellari, ovvero delle eclissi di stelle. Praticamente consiste nel cronometrare il calo di luminosit\u00e0, totale o parziale, di una stella nel momento in cui l\u2019asteroide passa (prospetticamente) davanti ad essa. Se l\u2019evento viene registrato da molti osservatori, dell\u2019oggetto si pu\u00f2 calcolare, oltre al diametro, anche la forma. Ed \u00e8 quello che abbiamo fatto a partire dall\u2019osservatorio delle&nbsp; Filzi di Laives, comunicando le esatte coordinate del luogo di osservazione, oltre al tempo di inizio e di fine dell\u2019occultazione, e questo con la maggiore precisione possibile. L\u2019analisi dei dati, inviati da una quarantina di osservatori compreso il nostro e raccolti dall\u2019astrofisica F. Rommel, sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista Astronomy &amp; Astrophisics.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Com\u2019\u00e8 fatto e quanto \u00e8 grande l\u2019asteroide del quale, con l\u2019aiuto dell\u2019osservatorio di Laives, avete contribuito a definire la&#8230; \u201ccarta di identit\u00e0\u201d? \u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ha forma ellissoidale, con un asse maggiore di 824 e asse minore di 700 chilometri. Sulla superficie si sono evidenziate anche delle depressioni, ovvero dei crateri, dalla grandezza piuttosto significativa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019osservatorio delle Filzi \u00e8 riservato agli studenti della scuola?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>No. A richiesta \u00e8 a disposizione degli studenti delle scuole superiori che volessero produrre tesine di carattere astronomico. Per contatti e notizie sui lavori finora da noi effettuati basta raggiungere questo indirizzo breve urly.it\/3a3z0 che rimanda ad una specifica sezione del sito web della scuola.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Luca Sticcotti<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presso le scuole medie Filzi di Laives \u00e8 presente un piccolo osservatorio astronomico, gestito da un pool di allievi e professori della scuola. 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