{"id":11444,"date":"2024-06-13T02:20:00","date_gmt":"2024-06-13T01:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=11444"},"modified":"2024-06-13T07:06:41","modified_gmt":"2024-06-13T06:06:41","slug":"genocidio-e-antisemitismo-onesta-nelle-parole-e-nei-fatti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/06\/13\/genocidio-e-antisemitismo-onesta-nelle-parole-e-nei-fatti\/","title":{"rendered":"Genocidio e antisemitismo. Onest\u00e0 nelle parole e nei fatti"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Sentiamo tutti i giorni termini come genocidio e antisemitismo. Raramente sono usati a ragion veduta. Pi\u00f9 spesso sono parole pronunciate senza aver riflettuto sul loro significato e senza conoscere la storia. A volte se ne fa uso manipolatorio, magari proprio per nascondere le proprie tendenze antisemite o genocide.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il problema nasce gi\u00e0 dalle definizioni perch\u00e9, quando si vuole confondere le acque, il fumo \u00e8 sempre pi\u00f9 utile dell\u2019aria tersa. Non avere definizioni condivise conduce a considerare sinonimi termini come ebreo, sionista, israeliano (l\u2019utilizzo dell\u2019espressione \u201cStato ebraico\u201d per Israele certamente non aiuta). O di considerare una guerra un atto di genocidio in s\u00e9 in quanto essa si ripercuote contro \u201cun popolo\u201d o \u201cun gruppo\u201d. Dal momento poi che il concetto di genocidio entr\u00f2 nel linguaggio del diritto internazionale soprattutto dopo la Shoa, \u00e8 invalso l\u2019uso perverso di associare \u201cgli ebrei\u201d (non solo il governo israeliano, ma \u201cgli ebrei\u201d tout court) a una certa idea di genocidio, cos\u00ec come avvenuto recentemente con la profanazione delle pietre d\u2019inciampo.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo la definizione operativa dell\u2019IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance), non da tutti condivisa, ma adottata da diversi governi, \u201cl\u2019antisemitismo \u00e8 una certa percezione degli ebrei che pu\u00f2 essere espressa come odio nei loro confronti. Le manifestazioni retoriche e fisiche di antisemitismo sono dirette verso le persone ebree, o non ebree, e\/o la loro propriet\u00e0, le istituzioni delle comunit\u00e0 ebraiche e i loro luoghi di culto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>In base alla \u201cConvenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio\u201d del 1948, \u201cper genocidio si intende ciascuno degli atti seguenti, commessi con l\u2019intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, come tale: a) uccisione di membri del gruppo [in quanto membri di quel gruppo]; b) lesioni gravi all\u2019integrit\u00e0 fisica o mentale di membri del gruppo; c) il fatto di sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica, totale o parziale; d) misure miranti a impedire nascite all\u2019interno del gruppo; e) trasferimento forzato di fanciulli da un gruppo ad un altro\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Premesso che ogni Stato e ogni \u201cgruppo\u201d hanno il diritto di difendersi, se attaccati, e che ognuno ha il diritto di esprimere le sue critiche rispetto ai modi con cui uno Stato o un \u201cgruppo\u201d si difendono, denunciando eventuali abusi, antisemitismo e genocidi sono crimini contro l\u2019umanit\u00e0. \u00c8 dovere della comunit\u00e0 internazionale e delle sue istituzioni verificare seriamente se e dove ci siano manifestazioni degli stessi. Se ci sono, si deve intervenire, non solo fare proclami. Se non ci sono, si chiamino le cose col loro nome, perch\u00e9 la pace e la riconciliazione sono figlie della verit\u00e0 (e dell\u2019onest\u00e0 intellettuale).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Paolo Bill Valente<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sentiamo tutti i giorni termini come genocidio e antisemitismo. Raramente sono usati a ragion veduta. Pi\u00f9 spesso sono parole pronunciate senza aver riflettuto sul loro significato e senza conoscere la storia. A volte se ne fa uso manipolatorio, magari proprio per nascondere le proprie tendenze antisemite o genocide. 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