{"id":11450,"date":"2024-06-13T02:00:00","date_gmt":"2024-06-13T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=11450"},"modified":"2024-06-12T15:50:31","modified_gmt":"2024-06-12T14:50:31","slug":"giorgioppi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/06\/13\/giorgioppi\/","title":{"rendered":"Giorgioppi"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00c8 alla potente lezione di Piero della Francesca, alla sezione aurea e alla sequenza di Fibonacci che guarda costantemente il bolzanino Giorgioppi. Artista della misura, della composizione lucida, calcolata ragionata tipica degli antichi maestri del Rinascimento europeo, la sua \u00e8 una ricerca inesausta dell\u2019equilibrio, della purezza. I suoi soggetti spaziano dal ritratto al nudo, alla natura morta ma \u00e8 conosciuto dai pi\u00f9 per le sue rose perfette, algide e regali vere regine dell\u2019universo floreale. Ma non sono da meno le pi\u00f9 misteriose ed esotiche orchidee bianche che alla purezza rinascimentale aggiungono la linearit\u00e0 e un tocco tutto giapponese. <br>Senza mai legarsi ad un maestro Giorgioppi ha studiato alle Accademie di Milano, Firenze, Venezia e Bologna. Inseguendo per\u00f2 caparbiamente la propria strada, il proprio mondo espressivo rivolto, come un Giano bifronte, tanto all\u2019oggi che al passato. Cantatore, Vedova e Pozzati i suoi maestri. Il suo lavoro d\u2019artista \u00e8 meticoloso e segue un iter d\u2019altri tempi: inizia infatti dalla scelta della tela che si fa arrivare a metratura dal Belgio in vari spessori e grammature. E lui ad intelaiarle e poi prepararne la base e il fondo utilizzando antiche ricette rinascimentali. Per procedere poi alla composizione senza stancarsi dei calcoli necessari. Poi i colori che miscela sapientemente alla ricerca del tono pi\u00f9 giusto. Per il collezionista la scelta \u00e8 difficile: come non possedere una rosa o una melagrana ma come rinunciare ad uno dei suoi nudi preziosi e raffinati? Numerose le mostre che lo hanno fatto conoscere negli anni tanto in Italia che all\u2019estero e importanti le critiche ricevute dai grandi nomi della critica d\u2019arte come ad esempio Vittorio Sgarbi da cui riportiamo alcune frasi: \u201cStupire, meravigliare, sembrano essere gli obiettivi di Giorgioppi, il quale piace, piace oggi che non e pi\u00f9 obbligatorio innamorarsi di tele stracciate o tagliate e che ci si pu\u00f2 perfino compiacere di veder una cosa gradevole, al punto che la gradevolezza supera se stessa, diventando una straordinaria scenografia. E\u2019 inutile pensare alla pittura, bisogna farla. E inutile che la pittura rappresenti una sofferenza o una tensione. La pittura deve essere supremo diletto\u201d. E ancora: \u201cIn alcune delle sue opere pi\u00f9 recenti, Giorgioppi sembra voler riecheggiare la tradizione dello stilleven fiammingo e olandese, con quei fiori e quei vasi di vetro trasparentissimo che non possono non ricordare gli analoghi soggetti trattati, fra gli altri, da Abraham Bruegel. [\u2026] Nonostante ci\u00f2, nessuno potrebbe negare che gli oggetti riprodotti da Giorgioppi possiedano il respiro dell\u2019assoluto, della pi\u00f9 pura delle dimensioni mentali\u201d.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Rosanna Pruccoli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 alla potente lezione di Piero della Francesca, alla sezione aurea e alla sequenza di Fibonacci che guarda costantemente il bolzanino Giorgioppi. Artista della misura, della composizione lucida, calcolata ragionata tipica degli antichi maestri del Rinascimento europeo, la sua \u00e8 una ricerca inesausta dell\u2019equilibrio, della purezza. 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