{"id":11456,"date":"2024-06-13T02:00:00","date_gmt":"2024-06-13T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=11456"},"modified":"2024-06-13T07:07:37","modified_gmt":"2024-06-13T06:07:37","slug":"il-concorso-la-sposa-ditalia-tebe-e-massimina-protagoniste-a-merano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/06\/13\/il-concorso-la-sposa-ditalia-tebe-e-massimina-protagoniste-a-merano\/","title":{"rendered":"Il concorso \u201cla sposa d\u2019Italia\u201d: Tebe e Massimina protagoniste a Merano"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il concorso \u201cla sposa d\u2019Italia\u201d vedeva giungere a Merano le diciotto finaliste che a Merano sarebbero selezionate per la vittoria, ma di loro solo una avrebbe vinto il concorso. Chi erano le donne che venivano segnalate per partecipare con le loro storie di vita al concorso? Nel 1958, ad esempio, si presentarono a Merano le diciotto vincitrici delle selezioni regionali e da subito i giornali fissarono la propria attenzione su due di quelle donne, narrandone ai lettori le loro due storie.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La prima protagonista si chiamava Massimina Lavarini in Borghetti e viveva a Borghetto all\u2019Adige, a sud di Trento: \u201cSpinge i traghetti lungo il fiume sostituendo nella fatica il marito, minato da una malattia contratta in guerra quando aveva combattuto in Africa\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Come troppo spesso accadde ai soldati che combatterono per l\u2019Italia, non potendo contare su una documentazione adeguata perch\u00e9 dispersa, non pot\u00e9 mai usufruire di una pensione o di un indennizzo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver cercato a lungo un lavoro, trov\u00f2 un impiego totalmente inadatto alle sue condizioni fisiche: il traghettatore. Per anni spinse la pesante chiatta carica di passeggeri, carri e trattori ma un giorno la broncopolmonite lo costrinse per molti mesi a letto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stipendio era per\u00f2 indispensabile per tirare avanti e Massimina decise di sostituire il marito, finendo per\u00f2 con l\u2019ammalarsi anche lei. Guarito dalla polmonite, il marito riprese a lavorare sulla chiatta ma di l\u00ec a poco ebbe un infarto e nuovamente Massimina lo sostitu\u00ec, ma vedendo che la donna piccola e gracile non ce la faceva, il Comune la esoner\u00f2: era la fame.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora una volta Massimina seppe per\u00f2 trovare la forza di andare avanti, di guardare al futuro per se stessa, per il marito e per i figli: pass\u00f2 a fare le pulizie in un albergo e mantenne cos\u00ec la famiglia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda protagonista si chiamava invece Tebe Dazzi in Ciardi e viveva a Camogli, nel Levante ligure.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La sua odissea era legata a quella del marito alpino che, reduce dalla disastrosa guerra sul fronte italo-francese, era rientrato in Liguria con i piedi congelati. Richiamato nel 1942, fu mandato a Zara. Dopo l\u20198 settembre del \u201943 si trov\u00f2 fra due fuochi: i soldati nazisti da un lato, i partigiani di Tito dall\u2019altro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tebe, preoccupata per le sorti del giovane, decise di andarlo a cercare a Zara e, rischiando ogni momento la propria vita, lo trov\u00f2 nascosto. Tebe cammin\u00f2 col marito sulle spalle per chilometri nei boschi onde evitare tanto i posti di blocco nazisti quanto i partigiani titini. Il marito la pregava di abbandonarlo e di mettersi in salvo ma Tebe proseguiva la sua strada col pesante fardello sulla schiena.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Al rientro in Liguria all\u2019uomo vennero amputate entrambe le gambe.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTebe continua a prendere amorevolmente in braccio il marito per portarlo dal letto alla poltrona, dove scrive a macchina per guadagnarsi da vivere\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel giorno clou v\u2019era molta attesa per scoprire quali delle tante storie era stata scelta per il primo premio dalla severa giuria, insediata all\u2019Hotel Bristol; alle 11, infatti, sarebbe stata proclamata la vincitrice ed in serata avrebbe avuto luogo un gran gal\u00e0 in onore delle premiate.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il quotidiano Alto Adige scriveva per i suoi lettori come, la sera prima, si fossero svolte le presentazioni delle singole storie e delle loro protagoniste: \u201cTimide, impacciate, con un sorriso appena accennato, le partecipanti di questo concorso sono state presentate ieri sera sotto i fasci dei riflettori della Tv, dei cinegiornali, e i flash accecanti dei fotografi, alla giuria nazionale ed alla stampa. Le loro vicende sono lo specchio di migliaia e migliaia di casi nell\u2019Italia del dopoguerra\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Al gran gal\u00e0 presero parte coppie celebri, come ad esempio Federico Fellini e la Masina, per porgere alle spose un saluto augurale. Il giornale del 20 ottobre titolava: Eletta Tebe Ciardi che port\u00f2 a spalle il marito da Zara a Fiume. Il secondo premio and\u00f2 invece a Massimina di Borghetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec Merano assistette a questo piccolo miracolo della ditta Necchi, che fu in grado coi suoi premi di ridare speranza a qualche famiglia che non aveva avuto n\u00e9 facilitazioni n\u00e9 sconti nello strano computo tenuto dal destino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Rosanna Pruccoli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il concorso \u201cla sposa d\u2019Italia\u201d vedeva giungere a Merano le diciotto finaliste che a Merano sarebbero selezionate per la vittoria, ma di loro solo una avrebbe vinto il concorso. Chi erano le donne che venivano segnalate per partecipare con le loro storie di vita al concorso? 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