{"id":11512,"date":"2024-06-27T02:00:00","date_gmt":"2024-06-27T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=11512"},"modified":"2024-06-26T18:05:12","modified_gmt":"2024-06-26T17:05:12","slug":"i-cognomi-trentini-in-bassa-atesina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/06\/27\/i-cognomi-trentini-in-bassa-atesina\/","title":{"rendered":"I cognomi trentini in Bassa Atesina"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Tra il XVIII e il XIX secolo aument\u00f2 considerevolmente il fenomeno migratorio\u00a0 interno al Tirolo asburgico ossia all\u2019odierno Trentino Alto Adige. A partire dal 1860 il governo di Vienna inizi\u00f2 a occuparsi seriamente dello spostamento dei confini linguistici lungo l\u2019asse dell\u2019Adige tra Merano e Bolzano e, soprattutto, tra Lavis e Salorno e tra Salorno e Bolzano. In linea generale si assistette a un consistente ridimensionamento della tradizionale presenza tedesca nelle vallate trentine e sugli altopiani veronesi e vicentini e a un forte incremento della presenza italiana nell\u2019Unterland.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Scrive l\u2019incaricato governativo Stimpel: \u201cVadena, fino al 1817 completamente tedesca, \u00e8 ormai italiana, Bronzolo lo sta per diventare e a Laives i cittadini di lingua italiana hanno superato quelli di lingua tedesca. La stessa cosa accade nel Burgraviato, dove Gargazzone e Postal sono di fatto comuni italiani\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Stimpel individua nelle invivibili paludi della Val d\u2019Adige la causa principale di questo fenomeno: infatti sostiene, a torto o a ragione, che \u201ci contadini tedeschi si ritirano nei territori in altura mentre i poveri coloni italiani sono pi\u00f9 resistenti alle febbri malariche e si adattano meglio alle avverse condizioni ambientali\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il terreno di scontro diventarono inevitabilmente scuola e chiesa, con Vienna che impose scuole e sacerdoti tedeschi anche nei comuni a maggioranza italiana. Il contrario accadde in Trentino, dove il potente vescovado volle scuole e sacerdoti italiani anche nei comuni a maggioranza tedesca. Scrive a tal proposito l\u2019ufficio giudiziario di Rovereto nel 1835: \u201cGli abitanti di Folgaria, dei comuni di Trambileno e di Terragnolo sono di origine tedesca e sebbene da molti secoli siano da popolazioni italiane circondati e rinchiusi, pure hanno sempre fra di loro conservato l\u2019uso del nativo idioma, il quale per\u00f2 a giorni nostri si va menomando, che in capo a non molti anni puosi predirne l\u2019intera sua estinzione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Se dunque nel Fersental (Val dei Mocheni), in Valsugana e in Val di Cembra l\u2019elemento tedesco and\u00f2 gradualmente a scemare fino a sparire quasi completamente alla fine del XIX secolo, in altre vallate come in Val di Non o di Fiemme le autorit\u00e0 asburgiche riuscirono a conservare la lingua tedesca in alcune localit\u00e0 come Proves, Lauregno, Senale, Trodena e Anterivo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A nord di Salorno, dove dal XV secolo si era consolidato l\u2019elemento germanofono, a partire dal XVII secolo inizi\u00f2 ad aumentare la presenza italiana soprattutto nei comuni di Appiano, Caldaro, Termeno e Cortaccia grazie ai braccianti della Val di Non. Secondo la relazione del funzionario giudiziario di Egna Roeggla, gli immigrati di Bronzolo e Vadena erano originari di Trento e Rovereto, quelli di Pochi di Cembra, della Val di Fiemme gli abitanti di Villa e Egna. Infine i nonesi, tedeschizzati entro la seconda generazione, hanno \u201cinvaso\u201d stabilmente i comuni di Caldaro e Termeno,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se proviamo a risalire alle origini delle famiglie dell\u2019Unterland attraverso alcuni cognomi molto diffusi, troviamo a Vadena i Mosna di Trento, i Larentis di Garniga, gli Orsi di Rovereto e Besenello. A Termeno gli Enderle provengono da Aldeno, i Dissertori dalla Valsugana.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A Salorno i Ceolan sono di Grauno, gli Eccli di Grumes, i Faustini di Grumes e Giovo, i Pomarolli di Giovo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A Laives i Frasnelli sono originari di Taio in Val di Non, i Tezzele di Folgaria, i Franceschini di Trento, i Forti di Romagnano, i Comperini di Besenello, i Cont di Aldeno e Cimone, i Coser di Garniga, i Simeoni di Grumes, i Tabarelli di Faver, i Dalsass di Cavedago. Il cognome Baldo \u00e8 diffuso in vari comuni e proviene da Cimone, Villa Lagarina e Alto Garda. Micheletti proviene dalla Valsugana, i Bona sono giunti dal comune di Mori, i Curti da Villa Lagarina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ad Appiano ci sono diversi Giuliani, originari della Val di Non. A Cortaccia il cognome Pomella \u00e8 giunto da Lomaso \/ Comano Terme.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A Cortina i Terzer sono di Mezzocorona, i Giacomozzi di Segonzano, i Pojer di Grumes, i Pedrotti di Pomarolo, i Zanotti di Aldeno e Campodenno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A Egna i Girardi provengono da Pergine, i Boscheri da Civezzano. I Vaja sono arrivati da Cavalese. Infine a Caldaro i Morandell e i Cristanelli sono di Fondo, i Florian della Val di Fassa, i Seppi d Ruffr\u00e8, i Bernard della Val di Fassa.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra il XVIII e il XIX secolo aument\u00f2 considerevolmente il fenomeno migratorio\u00a0 interno al Tirolo asburgico ossia all\u2019odierno Trentino Alto Adige. 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