{"id":11640,"date":"2024-07-25T02:00:00","date_gmt":"2024-07-25T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=11640"},"modified":"2024-07-24T06:59:03","modified_gmt":"2024-07-24T05:59:03","slug":"anche-laives-aveva-il-suo-don-camillo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/07\/25\/anche-laives-aveva-il-suo-don-camillo\/","title":{"rendered":"Anche Laives aveva il suo Don Camillo"},"content":{"rendered":"\n<p><br><strong>Laives divenne curazia nel 1711, precisamente il 3 agosto. Il primo curato fu Zacharias Hochleitner, che rimase in carica fino al 1718. Prima di allora i sacerdoti scendevano da Bolzano a Laives nel fine settimana o in occasione di ricorrenze particolari. Alloggiavano nella vecchia canonica accanto alla chiesa poi demolita.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Molti dei curati succedutisi nel corso dei decenni lasciarono un segno profondo nella comunit\u00e0. Alcuni entrarono nella leggenda paesana: qualcuno per le sue virt\u00f9, altri per ragioni meno nobili. Tale Josef Grafer, per esempio, curato dal 1832 al 1856, era un omone gigantesco, tanto che dovettero fabbricargli un confessionale su misura. Anton Guggenberger, suo successore, rimase in carica fino al 1862 e si impegn\u00f2 la costruzione della nuova chiesa. Leggendario anche il curato Thaddaeus von Elzenbaum, nato a Termeno nel 1849 e in servizio a Laives dal 1877 al 1905. Il pi\u00f9 importante di tutti fu probabilmente Bartlme Clementi, attivo dal 1919 al 1947: dovette gestire i disastri della prima guerra mondiale, il passaggio del Sudtirolo dall\u2019Austria all\u2019Italia e, soprattutto, le infinite angherie del faascismo che a Laives era ben radicato. I funerali solenni di Clementi entrarono nella storia della citt\u00e0. A Clementi succedette un altro parroco leggendario, Alois Pfoestl, a Laives fino al 1973.<\/p>\n\n\n\n<p>Il protagonista della nostra storia non \u00e8 nessuno di costoro bens\u00ec il sacerdote che eredit\u00f2 la carica da von Elezenbaum agli albori del XX secolo, ossia Benjamin Vescoli. Nativo di Redagno, arriv\u00f2 a Laives poco pi\u00f9 che trentenne da Luserna e vi rimase fino allo scoppio della grande guerra nel 1914. Era un uomo controverso, legati a valori d\u2019altri tempi e, soprattutto, noto per la sua intolleranza nei riguardi dei \u201ccostumi\u201d liberali del genere femminile. Questo Don Camillo locale fu spesso preso di mira dai liberali e anticlericali dell\u2019epoca, tra cui spiccava il giornale socialdemocratico \u201cVolkszeitung\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 12 febbraio 1909 il periodico \u201cdei lavoratori\u201d pubblic\u00f2 un articoletto di poche righe che forse sfugg\u00ec a molti lettori. Il titolo del pezzo suonava \u201cPf\u00e4ffischer Gr\u00f6\u00dfenwahn\u201d, megalomania pretesca. \u201cDel parroco di Laives ci siamo gi\u00e0 occupati in diverse occasioni\u201d, scrisse il giornale, \u201ce di recente \u00e8 avvenuto un altro fatto rimarchevole. Una maestra dell\u2019asilo ha organizzato una festa per i suoi bambini e quando \u201cSua Eccellenza\u201d l\u2019ha saputo ha preteso che tutti i bambini peccaminosi che avevano partecipato all\u2019innocente festa si scusassero con lui. In ginocchio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia poteva finire qui ma ovviamente il curato reag\u00ec alla sua maniera. \u201cSe l\u2019autore di queste righe \u00e8 in grado di provare le sue affermazioni, pu\u00f2 ritirare presso il sottoscritto la somma di 50 corone; in caso contrario \u00e8 un vile mentitore\u201d. Il giornale rispose a sua volta con un lungo pezzo che apparve il 12 marzo: \u201cCaro amico Vescoli, l\u2019appetito viene mangiando e perci\u00f2 ti serviamo un\u2019altra porzione che forse ti convincer\u00e0 ad aumentare il premio a 100 corone. Dica il curato se corrisponde a verit\u00e0 che le 15 bambine che avevano partecipato alla festicciola dell\u2019asilo siano state costrette a chiedere perdono in ginocchio; non solo, dica anche se corrisponde a verit\u00e0 che a tutte le partecipanti alla festicciola il curato pretese che venisse messo il voto tre in condotta (\u201cSitten\u201d si chiamava la materia, ovvero \u201ccostumi\u201d, pi\u00f9 o meno come nell\u2019odierno Iran, dove esiste la polizia morale)\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giornale rimprover\u00f2 anche al Vescoli di aver spostato il funerale di un bambino per poter partecipare a una festa sul Montelargo, dove rimase, in \u201cgentile compagnia\u201d, fino a mezzanotte. Come sia finita la vicenda non si sa. Fatto sta che dopo qualche anno il curato lev\u00f2 le tende e si spost\u00f2 a Monte San Pietro. Concluse la sua carriera a Castelvecchio presso Caldaro, dove mor\u00ec nel 1936 all\u2019et\u00e0 di 62 anni.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Laives divenne curazia nel 1711, precisamente il 3 agosto. Il primo curato fu Zacharias Hochleitner, che rimase in carica fino al 1718. Prima di allora i sacerdoti scendevano da Bolzano a Laives nel fine settimana o in occasione di ricorrenze particolari. Alloggiavano nella vecchia canonica accanto alla chiesa poi demolita. Molti dei curati succedutisi nel [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":11641,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[224],"class_list":["post-11640","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-uncategorized","tag-rubriche-racconti-dalla-bassa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11640","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11640"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11640\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11644,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11640\/revisions\/11644"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11641"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11640"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11640"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11640"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}