{"id":11733,"date":"2024-08-22T02:30:00","date_gmt":"2024-08-22T01:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=11733"},"modified":"2024-08-21T14:42:35","modified_gmt":"2024-08-21T13:42:35","slug":"ll-9-luglio-ci-ha-lasciati-pierluigi-mattiuzzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/08\/22\/ll-9-luglio-ci-ha-lasciati-pierluigi-mattiuzzi\/","title":{"rendered":"ll 9 luglio ci ha lasciati\u00a0Pierluigi Mattiuzzi"},"content":{"rendered":"\n<p>Meranese assai noto negli ambienti legati all\u2019arte, alla psicanalisi, alla filosofia orientale, \u00e8 stato un interessante esempio di personalit\u00e0 istrionica dove l\u2019arte era molto pi\u00f9 che immagine, colore, forma. In lui l\u2019arte era specchio di un\u2019anima inquieta, curiosa e libera, capace di introspezione, e terreno nel quale avevano germinato le culture orientali che, studiate a fondo e metabolizzate, in lui convivevano con tanto della saggezza occidentale. I suoi dipinti sono un difficile intrico di pensiero, fantasia, volo,&nbsp; presenze, rimandi, narrazioni antiche e bisogni moderni.<\/p>\n\n\n\n<p>Tenuto sempre in considerazione dai meranesi, nel 2015 fu scelto per la mostra dedicata ad un artista nell\u2019ambito del trentennale delle Settimane Musicali Meranesi che trov\u00f2 luogo nel Pavillon des Fleurs.<\/p>\n\n\n\n<p>Pierluigi Mattiuzzi,&nbsp; figlio di un perito industriale che si era occupato delle centrali idroelettriche in Piemonte e poi in Val Venosta era nato a Domodossola e aveva trascorso l\u2019infanzia a Malles. A Merano aveva frequentato il liceo classico Carducci, in quegli anni una vera fucina di idee e di presa di coscienza politica e dei tempi che cambiavano oltre che delle tensioni legate al 68. Aveva poi frequentato Sociologia a Trento, noto epicentro della rivolta studentesca e delle istanze politiche pi\u00f9 rivoluzionarie. A Merano sul \u201cmuretto\u201d lo si vedeva spesso e la politica era il tema principale. Seguirono i nove anni in India che lo arricchirono di nuove istanze filosofiche aggiungendo alla sua gi\u00e0 ricca personalit\u00e0 il fascino dello sciamanesimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti questi trascorsi, queste esperienze, questi miti letterari e non si riverberano nelle sue tele e nei suoi colori. Importantissimi i suoi totem. Divinit\u00e0, demoni, si tratta di sculture di grandi dimensioni capaci di mantenere l\u2019effetto bidimensionale e di avere un grande impatto sul fruitore, grandi pi\u00f9 di un uomo esse si impongono con forza nell\u2019ambiente che le accolgono. Acrilici e resine su tavole di grandi dimensioni, affollati di segni da vedere in dettaglio per scoprire alla fine che allontanandosi il dipinto muta e il soggetto prodotto da quella moltitudine di piccolissime forme danno vita ad un importante unico essere dai caratteri apotropaici. Grandi occhi sgranati, fauci ferine, bocche digrignate e denti aguzzi. Mani e piedi si distaccano e prendono vita per qualche istante prima di ricadere nell\u2019insieme. Sogni o incubi? Viaggi fantastici nel proprio io o negli abissi dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono sperimentazioni degli anni Ottanta i computer-graffiti che mettono in movimento le presenze dei suoi quadri al ritmo di un track musicale da lui scelto. Una ulteriore testimonianza del suo modo di vivere sempre \u201cil qui e adesso\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Rosanna Pruccoli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Meranese assai noto negli ambienti legati all\u2019arte, alla psicanalisi, alla filosofia orientale, \u00e8 stato un interessante esempio di personalit\u00e0 istrionica dove l\u2019arte era molto pi\u00f9 che immagine, colore, forma. 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