{"id":11809,"date":"2024-09-05T02:05:00","date_gmt":"2024-09-05T01:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=11809"},"modified":"2024-09-03T14:12:41","modified_gmt":"2024-09-03T13:12:41","slug":"dominik-plangger-una-canzone-per-via-rasella-un-disco-contro-i-muri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/09\/05\/dominik-plangger-una-canzone-per-via-rasella-un-disco-contro-i-muri\/","title":{"rendered":"Dominik Plangger: una canzone per via Rasella, un disco contro i muri"},"content":{"rendered":"\n<p>Alpenvorland \u00e8 una di quelle parole con cui una buona parte di popolazione altoatesina preferisce non approfondire la conoscenza: d\u2019altra parte la non conoscenza fa molto pi\u00f9 comodo se si vuole evitare di prendere una posizione su un avvenimento o se si vuole addirittura negare che ci si stato. La storia \u00e8 storia per\u00f2, pu\u00f2 non piacere ma non la si pu\u00f2 negare, l\u2019Alpenvorland c\u2019\u00e8 stato (come c\u2019\u00e8 stato un campo di concentramento) e per un anno e mezzo circa l\u2019Alto Adige \u00e8 stato una provincia del terzo reich con tanto di Gauleiter, proprio come le nazioni europee che i nazisti avevano occupato dal 1939 in poi tramite guerra o annessione plebiscitaria.<br>Una delle conseguenze di questi accadimenti, fu l\u2019arruolamento pi\u00f9 o meno coatto dei giovani altoatesini nelle forze del reich. Ed \u00e8 un po\u2019 questo il tema di partenza di una bella canzone, per nulla retorica, composta dal rinomato cantautore venostano Dominik Plangger e intitolata Via Rasella, dal luogo in cui nel 1944 i partigiani tesero un agguato ai militi del battaglione Bolzano, che come il nome fa supporre erano provenienti dalla nostra regione.<br>\u201cUno dei militari tedeschi morti in Via Rasella \u2013 ci racconta Dominik \u2013 era il mio bisnonno. Di lui si \u00e8 sempre parlato poco a casa, mia nonna, che era sua figlia, ha sempre mantenuto il silenzio su di lui, come se il parlarne le riaprisse ferite mai cicatrizzate. Lui per\u00f2 ha lasciato un breve diario riguardo a quel periodo. Quando la Wehrmacht lo arruol\u00f2 aveva quasi quarant\u2019anni, in guerra non aveva dovuto andare e tanto meno ci voleva andare nel 1943, un suo fratello era gi\u00e0 morto in Russia e lui non aspirava ad altro che continuare a fare il falegname a Ponte Stelvio. Poi un giorno sono arrivati i nazisti e suo fratello maggiore, che era un sostenitore di Hitler, lo ha praticamente costretto ad andare con loro. Dopo Bressanone e Bolzano \u00e8 stato mandato a Roma per terminare l\u2019addestramento militare, non prima di riuscire a scappare a casa nel cuore della notte per andare a salutare i figli, come se in cuor suo si sentisse che le cose non sarebbero finite bene\u201d.<br>Se la nonna di Plangger non ha mai voluto parlare di questo argomento, il cantautore ha avuto un testimone diretto nel prozio, che soprattutto negli ultimi tempi si \u00e8 fatto prodigo nel ricordare: \u201cMio zio \u2013 prosegue Plangger \u2013, che ha cominciato a parlare dopo la morte di mia nonna, ci ha raccontato come per lui la cosa pi\u00f9 difficile da accettare, \u00e8 stato fare i conti con le conseguenze dell\u2019attentato, vale a dire il fatto che dieci italiani dovettero pagare con la vita per la morte di suo padre. E questo mi a ha fatto venir voglia di saperne di pi\u00f9, di raccogliere informazioni su Via Rasella e sulla rappresaglia delle Fosse Ardeatine\u201d.<br>Con la canzone sull\u2019attentato di Via Rasella, Dominik Plangger \u00e8 riuscito a non essere per nulla retorico, concentrandosi piuttosto su un episodio della storia della sua famiglia collegato a accadimenti storici drammatici e tristemente famosi, con un curioso finale che in qualche modo lo va a collegare col grande Ennio Morricone: nel corso delle sue ricerche storiche infatti, il cantautore ha scoperto che pur non amando particolarmente i nazisti, il giovane studente Morricone, per sbarcare il lunario, era solito suonare per i militi tedeschi di stanza nella capitale, trovandosi proprio nei dintorni di via Rasella al momento dell\u2019attentato.<br>\u201cMi piace pensare \u2013 commenta Dominik \u2013 che questo grandissimo artista abbia suonato anche per il mio bisnonno\u201d.<br>Il brano, uscito lo scorso 7 luglio, fa da apripista al nuovo CD di Plangger, che sar\u00e0 pubblicato il 27 settembre.<br>\u201cIl disco \u2013 conclude Plangger \u2013 s\u2019intitola Limes, dal nome della via in cui abito, nel Burgerland: la via si chiama cos\u00ec dal termine latino con cui s\u2019intende definire il limitare di una propriet\u00e0, il confine, il limite, spesso contraddistinto da un muro. Mi \u00e8 sembrato un titolo idoneo, soprattutto in quest\u2019epoca in cui tutti inneggiano alla costruzione di muri per separare. Il disco si compone di ballate e canzoni di varia ispirazione, ma io cerco di non perdere mai di vista un certo aspetto politico nei contenuti, e ho voluto puntare il dito contro quella destra che ambisce a costruire la Fortezza Europa per chiudercisi dentro e non lasciarvi entrare nessuno\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em><strong>Redattore: Paolo Crazy Carnevale<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alpenvorland \u00e8 una di quelle parole con cui una buona parte di popolazione altoatesina preferisce non approfondire la conoscenza: d\u2019altra parte la non conoscenza fa molto pi\u00f9 comodo se si vuole evitare di prendere una posizione su un avvenimento o se si vuole addirittura negare che ci si stato. 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