{"id":11815,"date":"2024-09-05T02:00:00","date_gmt":"2024-09-05T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=11815"},"modified":"2024-09-19T08:06:32","modified_gmt":"2024-09-19T07:06:32","slug":"la-nascita-della-casa-russagrazie-a-nadezda-ivanovna-borodina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/09\/05\/la-nascita-della-casa-russagrazie-a-nadezda-ivanovna-borodina\/","title":{"rendered":"La nascita della Casa Russa grazie a Nadezda Ivanovna Borodina"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Nelle mensili \u201cFremdenlisten\u201d di Merano comparivano sempre pi\u00f9 numerosi i cognomi russi di liberi professionisti ed industriali che, in forza dell\u2019ingente sviluppo economico che la Russia stava vivendo, amavano trascorrere all\u2019estero le proprie vacanze. Coglievano cos\u00ec anche l\u2019opportunit\u00e0 di incontrare nei parchi, ai caff\u00e8 o nelle sale da gioco i finanzieri e gli imprenditori di tutta Europa e stringere nuove ed importanti relazioni o alleanze economiche.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Frattanto a Merano vi era stato un rapido sviluppo delle ferrovie che, in capo a pochi anni dopo l\u2019apertura della linea Bolzano-Merano, avvenuta nel 1881, permise un collegamento diretto fra Merano e San Pietroburgo.<br>Ci\u00f2 aveva determinato un afflusso ancor pi\u00f9 cospicuo di turisti ed ospiti di cura russi. Anche l\u2019alta aristocrazia frequentava la nostra citt\u00e0, giungendo numerosa con il proprio entourage e con la propria servit\u00f9 al seguito.<\/p>\n\n\n\n<p>Era generalmente l\u2019inverno la stagione che spingeva i nobili russi a varcare i confini della propria patria per cercare condizioni climatiche favorevoli nei luoghi di villeggiatura pi\u00f9 alla moda.<br>A partire dal 1884 su interessamento anche dell\u2019Azienda di cura e soggiorno, le funzioni di rito ortodosso ebbero luogo a Villa Stefanie, anche se l\u2019esigenza di una chiesa aveva spinto il \u201cComitato\u201d a raccogliere fondi per la sua costruzione fin dal 1880.<br>Ai membri del Comitato spett\u00f2 anche il difficile compito di cercare un sacerdote disposto a trasferirsi in citt\u00e0 anche solo per una parte dell\u2019anno. Scelsero padre Feofil Kardasevic di Irom nei pressi di Budapest. Egli dot\u00f2 la chiesa provvisoria di Villa Stefanie degli arredi sacri, la consacr\u00f2 e ne redasse lo statuto che fu presentato all\u2019assemblea della Comunit\u00e0 nel gennaio 1885.<br>La chiesa si manteneva con le offerte e la beneficenza di tutti gli ortodossi che vivevano o soggiornavano a Merano. Nel luglio successivo il Santo Sinodo ortodosso accord\u00f2 con un editto alla chiesa di Irom di celebrare messe nella nostra citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Determinante per l\u2019allestimento delle strutture della Comunit\u00e0 russo-ortodossa e per la costruzione della \u201cCasa Russa\u201d, fu il lascito di centomila rubli di una giovane donna morta di tubercolosi: Nadezda Ivanovna Borodina. Nadezda, figlia di un funzionario di corte dello zar Nicola I, era giunta in citt\u00e0 nel tentativo di alleviare i propri dolori ma, aggravatasi, mor\u00ec a trentasette anni nel 1889.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel suo testamento indic\u00f2 con precisione che la somma doveva essere impiegata per costruire un pensionato per correligionari non abbienti e malati di tubercolosi e per la costruzione di una chiesa ortodossa dedicata a San Nicola Taumaturgo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Redattrice: Rosanna Pruccoli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle mensili \u201cFremdenlisten\u201d di Merano comparivano sempre pi\u00f9 numerosi i cognomi russi di liberi professionisti ed industriali che, in forza dell\u2019ingente sviluppo economico che la Russia stava vivendo, amavano trascorrere all\u2019estero le proprie vacanze. 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