{"id":11891,"date":"2024-09-19T02:00:00","date_gmt":"2024-09-19T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=11891"},"modified":"2024-09-18T16:17:10","modified_gmt":"2024-09-18T15:17:10","slug":"sola-rinfreschi-e-i-primi-librai-in-citta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/09\/19\/sola-rinfreschi-e-i-primi-librai-in-citta\/","title":{"rendered":"Sola Rinfreschi, e i primi librai in citt\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p><br><strong>Per decenni la famiglia Sola Rinfreschi ha gestito in citt\u00e0 bancarelle e negozi di libri, riportando in Alto Adige la vocazione del paese d\u2019origine, il luogo dove nacque &#8211; tra l\u2019altro &#8211; anche il celebre premio letterario Bancarella. Ripercorriamo questa storia insieme a Lorenzo Sola Rinfreschi, bolzanino depositario di questa memoria.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Com\u2019\u00e8 nata la presenza libraria della sua famiglia a Bolzano?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il tutto \u00e8 nato con una bancarella&nbsp; e con mio nonno. Era un banco di libri e giornali e si trovava in vicolo Parrocchia. Stiamo parlando di quasi cent\u2019anni fa, il 1926. Mio nonno era scappato da Padova dove era emigrato da Piacenza e prima ancora dal paese d\u2019origine, ovvero Montereggio di Mulazzo, in provincia di Massa Carrara in Lunigiana. Mio nonno ha continuato questa sua attivit\u00e0 in un periodo logicamente molto complicato, ovvero quello dell\u2019inizio del governo fascista anche a Bolzano. Lui era un socialista e &#8211; cosa ancora pi\u00f9 interessante &#8211; per un anno o due ha pubblicato a Bolzano una rivista bilingue che poi \u00e8 stato costretto a chiudere, perch\u00e9 per i fascisti non era ammissibile l\u2019utilizzo della lingua tedesca, e a maggior traduzione le traduzioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Che tipo di rivista era?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Si occupava di attualit\u00e0 e ovviamente anche di cultura. Di questa rivista non ci \u00e8 rimasta nemmeno una copia. La notizia, anzi, \u00e8 scaturita da una ricerca sviluppata a Piacenza dall\u2019universit\u00e0 sulle famiglie di Montereggio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il banchetto \u00e8 rimasto tale o c\u2019\u00e8 stata un\u2019evoluzione in un vero e proprio negozio?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mio nonno successivamente dopo la guerra ha aperto un chiosco in piazza del Grano, che forse molti ricorderanno perch\u00e9 \u00e8 rimasto l\u00ec fino a quando \u00e8 stato chiuso da me. In ogni caso ad un certo punto mio nonno ebbe una paresi e quindi apr\u00ec un negozio di libri sotto casa, ovvero in Via Alto Adige (ndr l\u00ec lo vediamo ritratto nella foto qui sopra), nel palazzo tutt\u2019ora in piedi all\u2019incrocio con Via Garibaldi. Il chiosco comunque rimase aperto e l\u00ec ci lavorava mia zia, la sorella di mio padre. Nel 1969 al chiosco \u00e8 quindi subentrato mio padre che precedentemente aveva lavorato come bidello in una scuola in Via Cadorna e successivamente alla biblioteca civica. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Insomma: la passione per i libri scorreva nel sangue della vostra famiglia\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Proprio cos\u00ec! Mio padre dal 1960 al 1966 aveva inoltre aperto un altro chiosco a Ponte Talvera, proprio davanti all\u2019ingresso della biblioteca civica all\u2019inizio e successivamente dalla parte di Theiner. E io mi ricordo da piccolissimo che andavo l\u00ec e anche al mercato del sabato, dove la famiglia era presente con un banchetto di libri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il negozio di libri di Via Alto Adige nel 1966 si trasfer\u00ec in Via Museo, vero?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, nella galleria del Moro che ora non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 e che si trovava a due passi dall\u2019attuale museo archeologico. L\u00ec c\u2019erano altri negozi particolari: un negozio di musica e un altro di articoli militari.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vendevate sia libri nuovi che usati?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mio nonno vendeva anche libri nuovi, mentre mio padre libri usati. Facevamo compravendita. E avevamo anche libri in lingua tedesca per i quali c\u2019era un certo mercato e avevamo anche qualche libro d\u2019antiquariato. Facevamo molta pi\u00f9 fatica con i libri italiani. All\u2019epoca Bolzano non era una citt\u00e0 universitaria ed era frequentata poco anche dai turisti, quindi non era facile\u2026 C\u2019era chi, anche in famiglia, diceva a mio padre che era stato pazzo a venire via dal Comune. Ma c\u2019era di mezzo una grande passione\u2026<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Facciamo un ulteriore passo indietro. I genitori di suo padre non erano sposati e dunque suo nonno aveva un altro cognome, ovvero Rinfreschi. Prima di venire a Bolzano aveva avuto una casa editrice a Piacenza, seguendo le orme di altri compaesani emigrati dal paese d\u2019origine in Lunigiana. Com\u2019\u00e8 nata la vocazione libraria di Montereggio di Mulazzo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In origine i paesani avevano due tipi di attivit\u00e0. Erano boscaioli oppure commercianti ambulanti di pietre per affilare le lame. Ad un certo punto nella prima parte dell\u2019800 ci fu una crisi economica e allora questi ambulanti cominciarono a incontrare i carbonari mazziniani e si diedero anche alla vendita, naturalmente clandestina, dei loro opuscoli. Da l\u00ec poi queste famiglie si sono stabilite in quasi tutto il nord Italia, fondando librerie, tipografie e qualcuno &#8211; appunto come il mio bisnonno Antonio, il padre di Lorenzo &#8211; anche case editrici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La memoria della vocazione libraria di Montereggio, ad un certo punto \u00e8 stata riscoperta anche nel paese, vero?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Altroch\u00e9, tant\u2019\u00e8 vero che proprio a Mulazzo nel 1953 \u00e8 stato fondato il premio Bancarella, all\u2019ombra della torre dei Malaspina dove abit\u00f2 Dante Alighieri, dopo la fuga da Firenze. Mio nonno Lorenzo fu l\u2019ispiratore del premio che poi venne trasferito nella vicina Pontremoli. Negli ultimi decenni anche a Montereggio sono iniziate le iniziative che hanno riportato alla memoria l\u2019origine della vocazione libraria degli abitanti del paese, e molti loro discendenti hanno ripercorso a ritroso quei passi, riconnettendosi tra loro.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia delle bancarelle e delle librerie della famiglia Sola Rinfreschi a Bolzano verr\u00e0 ripercorsa nell\u2019ambito di un <strong>incontro pubblico<\/strong> al <strong>Teatro Cristallo<\/strong> di Via Dalmazia 30, che si svolger\u00e0 venerd\u00ec 22 novembre con inizio alle ore 18. La conferenza, ospitata dalla Sala Giuliani, vedr\u00e0 la partecipazione di <strong>Lorenzo Sola Rinfreschi<\/strong> e <strong>Giacomo Maucci<\/strong>, curatore del libro \u201dLa storia di Montereggio Paese dei librai\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Luca Sticcotti<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per decenni la famiglia Sola Rinfreschi ha gestito in citt\u00e0 bancarelle e negozi di libri, riportando in Alto Adige la vocazione del paese d\u2019origine, il luogo dove nacque &#8211; tra l\u2019altro &#8211; anche il celebre premio letterario Bancarella. 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