{"id":11903,"date":"2024-09-19T02:25:00","date_gmt":"2024-09-19T01:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=11903"},"modified":"2024-09-19T08:00:45","modified_gmt":"2024-09-19T07:00:45","slug":"larticolo-19-il-mondo-che-non-ce-e-la-lingua-che-rende-liberi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/09\/19\/larticolo-19-il-mondo-che-non-ce-e-la-lingua-che-rende-liberi\/","title":{"rendered":"L\u2019articolo 19, il mondo che non c\u2019\u00e8\u00a0e la lingua che rende liberi"},"content":{"rendered":"\n<p><br><strong>Il sistema scolastico di un Paese democratico \u00e8 specchio della realt\u00e0, espressione di storia, cultura e tradizione. D\u2019altro lato \u00e8 il luogo dove si seminano parole, valori e visioni che domani \u2013 ma in parte gi\u00e0 oggi \u2013 producono i cambiamenti necessari in una societ\u00e0 dinamica, attenta ai bisogni e ai sogni delle persone.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Da quando, alla fine del \u2018700, nel Tirolo fu introdotto l\u2019obbligo scolastico, nei territori dell\u2019Austria multietnica si pose il tema della lingua d\u2019insegnamento. Soprattutto nelle zone di confine sorsero conflitti che portarono, nel secolo successivo, allo sviluppo dei nazionalismi. Il fascismo ag\u00ec, come sappiamo, nell\u2019alveo di quel paradigma politico-culturale. Solo per dire che scuola e nazionalismi\/etnocentrismi hanno qualche conto in sospeso.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019accordo di Parigi del 1946 (art. 1) prevede per i \u201ccittadini di lingua tedesca\u201d, \u201cl\u2019insegnamento primario e secondario nella loro lingua materna\u201d. La Costituzione repubblicana dichiara (art. 6) di voler tutelare \u201ccon apposite norme le minoranze linguistiche\u201d. Lo Statuto di autonomia recita all\u2019art. 19: \u201cNella provincia di Bolzano l\u2019insegnamento nelle scuole materne, elementari e secondarie \u00e8 impartito nella lingua materna italiana o tedesca degli alunni da docenti per i quali tale lingua sia ugualmente quella materna\u201d. L\u2019articolo 19 \u00e8 molto chiaro, ma parla di un mondo che non c\u2019\u00e8. Gi\u00e0 nel 1972 si dava il caso di alunni figli di famiglie miste. Oggi sono molti di pi\u00f9. Nel 2024 (e da decenni) le nostre scuole sono frequentate da bambini, bambine e giovani la cui lingua materna non \u00e8 il tedesco n\u00e9 l\u2019italiano (prescindiamo qui dalla questione ladina). L\u2019articolo 19 nella sua formulazione non \u00e8 dunque applicabile se non mettendo alla porta gli alunni di altra madrelingua. Il che, purtroppo, non \u00e8 \u201cfantascuola\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Come mai dopo decenni, con tutta l\u2019esperienza disponibile, l\u2019Alto Adige non ha ancora sviluppato un sistema capace di rafforzare i ragazzi nella propria lingua e di dare loro una conoscenza effettiva della seconda lingua? \u00c8 come se una certa politica avesse paura di un bilinguismo effettivo, perch\u00e9 la lingua rende liberi e abilita alla partecipazione. \u201c\u00c8 solo la lingua che ci fa eguali. Eguale \u00e8 chi sa esprimersi e intende l\u2019espressione altrui\u201d (don Lorenzo Milani).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Alto Adige (con l\u2019Eurac, l\u2019Universit\u00e0 e altre istituzioni) ha tutti i numeri e dunque il dovere di elaborare sistemi e metodi che diano ai futuri cittadini un plurilinguismo effettivo da spendere in provincia, in Europa e nel mondo. A tutti, senza anacronistiche riserve e pericolose discriminazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Paolo Bill Valente<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sistema scolastico di un Paese democratico \u00e8 specchio della realt\u00e0, espressione di storia, cultura e tradizione. D\u2019altro lato \u00e8 il luogo dove si seminano parole, valori e visioni che domani \u2013 ma in parte gi\u00e0 oggi \u2013 producono i cambiamenti necessari in una societ\u00e0 dinamica, attenta ai bisogni e ai sogni delle persone. 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