{"id":11924,"date":"2024-09-19T02:00:00","date_gmt":"2024-09-19T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=11924"},"modified":"2024-09-18T16:52:31","modified_gmt":"2024-09-18T15:52:31","slug":"anche-dostoevskij-aveva-lepilessia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/09\/19\/anche-dostoevskij-aveva-lepilessia\/","title":{"rendered":"\u201cAnche Dostoevskij aveva l\u2019epilessia\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p><br><strong>Facciamo un focus sugli incontri, gli incubi e la speranza di Marina D\u2019Amico che ha attraversato un lungo tunnel di malattia. Ma in fondo la luce c\u2019era, e lei ha voluto raccontare la sua esperienza in un libro dal titolo \u201cAnche Dostoevskij aveva l\u2019epilessia\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 stato un annus horribilis nella vita di Marina D\u2019Amico, un\u2019insegnante di Merano conosciuta in citt\u00e0 anche per essere stata rappresentante del Wwf. Un anno in cui ha attraversato il tunnel della malattia al fondo del quale la luce c\u2019era, ma lei per un po\u2019 non l\u2019ha proprio vista. Un anno fatto di diagnosi infauste o perlomeno molto preoccupanti, di entrate e uscite dal Pronto soccorso e dagli ospedali, di incontri con medici e infermieri pi\u00f9 o meno empatici, di amici una tantum che \u201cquando hai bisogno chiamami\u201d e di quelli che se la danno a gambe e di molto altro ancora. Tutto ci\u00f2 Marina D\u2019Amico l\u2019ha inserito in un libricino tascabile di 72 pagine, che \u00e8 divenuto il racconto a volte anche ironico e specchio della nostra societ\u00e0, a tratti critico, ma anche pieno di speranza e tenacia e forza della vita, dal titolo \u201cAnche Dostoevskij aveva l\u2019epilessia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGi\u00e0 perch\u00e9 \u00e8 questo di cui si trattava \u2013 ci racconta oggi Marina D\u2019Amico a distanza di anni &#8211; Avevo avuto strani episodi di assenza, cos\u00ec la chiamarono. Quando si intensificarono mi rivolsi ai medici che mi dissero che era epilessia e che si doveva indagare da dove arrivasse. Anche Dostoevskij ce l\u2019aveva, mi disse il neurologo che mi visit\u00f2 e questa frase mi rimase impressa ed \u00e8 divenuta il titolo del libro che ho scritto\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La diagnosi arriv\u00f2 ben presto: aneurisma. E la decisione conseguente: operazione. \u201cCi misi un mese e mezzo prima di decidermi \u2013 racconta ancora D\u2019Amico \u2013 ma la decisione era alle porte e la presi perch\u00e9 avevo incontrato un uomo che prima di essere un luminare nel suo campo era uno che mi trasmetteva tranquillit\u00e0 ed empatia e di qualcuno dovevo pur fidarmi. Era il professor Scienza\u201d. Il libro di Marina D\u2019Amico parla di molti incontri. Quello con i medici, quello con Costanza la vicina di letto, quello con il \u201cprincipe\u201d, quello che il luminare svedese che la oper\u00f2, quello con un sacerdote, e quello con il cardiologo&#8230; \u201cmuto\u201d. Una varia umanit\u00e0 che si attraversa e ti attraversa quando vivi un\u2019esperienza traumatica e che ti mette nella condizione di dover accettare i tuoi limiti. \u201cNon era tutto finito \u2013 racconta ancora D\u2019Amico &#8211; e dovetti affrontare molti altri passaggi e traversie di salute (che ne libro sono raccontate, ndr) prima di arrivare a vedere quella luce in fondo al tunnel\u201d. Esattamente un anno dopo, era il 2008, una mattina Marina D\u2019Amico ha provato un irrefrenabile bisogno. \u201cStavo a letto leggendo un libro e le mie brutte avventure di salute erano ormai alle spalle, quando sentii dentro di me un irrefrenabile impulso. Fu come quando sta per venire su il caff\u00e8 \u2013 scrive nella prefazione del libro &#8211; che ti devi affrettare e correre in cucina a spegnere il fornello per non farlo uscire gorgogliando tutto dal beccuccio della moka. Le parole affluivano e pretendevano di essere prese subito in considerazione (\u2026) \u00c8 nato cos\u00ec questo libro, per necessit\u00e0 e per obbedienza\u201d. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ai giorni nostri Marina D\u2019amico \u00e8 tornata alla vita normale e alla sua scuola, e pu\u00f2 guardare con distacco a quel brutto periodo. Lo scorso anno, incoraggiata da persone che lo avevano letto, ha tirato fuori dal cassetto quel manoscritto che per oltre dieci anni \u00e8 rimasto nell\u2019oblio affidandolo ai tipi dell\u2019editore Raffaelli di Rimini e alla lettura del pubblico. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Enzo Coco<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Facciamo un focus sugli incontri, gli incubi e la speranza di Marina D\u2019Amico che ha attraversato un lungo tunnel di malattia. Ma in fondo la luce c\u2019era, e lei ha voluto raccontare la sua esperienza in un libro dal titolo \u201cAnche Dostoevskij aveva l\u2019epilessia\u201d. 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