{"id":11930,"date":"2024-09-19T02:00:00","date_gmt":"2024-09-19T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=11930"},"modified":"2024-09-19T08:07:59","modified_gmt":"2024-09-19T07:07:59","slug":"il-tormentato-ritorno-alla-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/09\/19\/il-tormentato-ritorno-alla-democrazia\/","title":{"rendered":"Il tormentato ritorno alla democrazia"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Qualche mese fa Laives ha eletto un nuovo sindaco. Date le forze in campo, gli osservatori esterni hanno parlato di un esito delle consultazioni sorprendente. In realt\u00e0, Laives non \u00e8 nuova a scelte controcorrente e in fatto di colpi di scena la cittadina alle porte di Bolzano non si \u00e8 mai fatta mancare niente.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un vecchio articolo del \u201cVolksbote\u201d (organo ufficiale dell\u2019Svp) ci riporta al 1947. Quell\u2019anno, l\u2019intera Giunta presieduta da Riccardo Calovi si era dimessa, a quanto pare per protestare contro la nomina di un segretario comunale non troppo gradito e il mancato ritorno a Laives del segretario precedente, Josef Pfeifer, stimatissimo in paese.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il vero motivo dell\u2019Avventino fu per\u00f2 la decennale diatriba per il rinnovo dei contratti d\u2019affitto della Part, i terreni comunali di epoca teresiana che il fascismo aveva cercato di togliere ai coltivatori locali per assegnarli agli amici di partito. Per tutta risposta, la Prefettura insedi\u00f2 un Commissario (il Dr. Giuseppe Majo), sollevando un putiferio che si plac\u00f2 solo dopo sei mesi con la nomina di un nuovo sindaco, questa volta il Dr. Alessandro Dal R\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma facciamo un ulteriore passo indietro.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Laives, come per gli altri comuni della Bassa Atesina, il dopoguerra era iniziato, per cos\u00ec dire, a guerra ancora in corso. Dopo l\u20198 settembre e la caduta del fascismo, si prospett\u00f2 infatti la necessit\u00e0 di garantire la stabilit\u00e0 amministrativa degli enti locali. Non si tratt\u00f2 tuttavia di un ritorno alla democrazia con regolari elezioni ma dell\u2019ennesima imposizione dall\u2019alto \u2013 e a scegliere i personaggi da mettere a capo dei municipi furono questa volta gli occupanti nazisti e i loro sostenitori locali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ultimo sindaco di Laives democraticamente eletto era stato Alfred Gerber, rappresentante, con Anton Gerber, Franz Gerber, il Dr. Franz Gerber, Josef Gerber e Alois Gerber, di una vera e propria dinastia di amministratori pubblici di stampo asburgico che, al pari dei Kurzel e degli Ebner, aveva inciso profondamente nella vita pubblica della Laives dell\u2019800.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel periodo della prima guerra mondiale \u2013 dal 1914 al 1919 \u2013 era rimasto sindaco il leggendario Josef Ebner, confermato anche dopo il passaggio del Sudtirolo all\u2019Italia. Nel 1922 si tennero le prime elezioni democratiche dopo il conflitto mondiale e insieme a Ebner, ancora sindaco, comparve sulla scena politica il giovane Alfred Gerber, che divenne sindaco nel 1926, chiudendo definitivamente l\u2019epoca degli Ebner. Segretario comunale era nel frattempo diventato Josef Pfeifer, amato dalla popolazione ma sgradito alle autorit\u00e0 fasciste e quindi costretto ad abbandonare Laives. Gerber dur\u00f2 in carica pochi mesi: il 12 giugno fu deposto dai fascisti e al suo posto fu nominato il Podest\u00e0 Camillo Comolli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La democrazia era definitivamente finita e per molti anni furono i podest\u00e0 mussoliniani a governare il paese.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo Commissario Prefettizio nominato pochi giorni prima della resa dei fascisti nel 1943 fu un altro personaggio entrato nella storia politica di Laives, il Dr. Alessandro Dal R\u00ec. All\u2019epoca il funzionario pubblico trentino dirigeva la scuola agraria di Laives e per quasi un decennio fu, quale membro autorevole della DC, uno dei protagonisti del ripristino della democrazia. Qualche settimana dopo, fu affiancato da Alfred Gerber, il quale fu nominato sindaco il 31 dicembre 1943. Non dur\u00f2 a lungo il regno di Gerber: dopo un mese e mezzo gli subentr\u00f2 Heinrich Weiss che rimase in carica fino al 1945. L\u201911 luglio il CNL nomin\u00f2 la Giunta Popolare Comunale, che rappresent\u00f2 il primo tentativo di reale superamento del radicato fascismo locale. Alessandro Dal R\u00ec fu rieletto sindaco ma dopo un mese l\u2019intera giunta fu sostituita. Giuseppe Espen divenne vicesindaco, tra gli assessori Vittorio Perathoner, Guido Guarda, Luigi Palaoro, Dionigio Corbella, Emilio Gardener, Antonio Ebner e Paolo Frasnelli. Il&nbsp; decreto prefettizio del 19 novembre 1945 conferm\u00f2 Dal R\u00ec&nbsp; e Espen ma cancell\u00f2 la Giunta. Nel 1946 le giunte furono ben quattro: la carica di sindaco fu occupata da Dal R\u00ec, Tevini e per un paio di mesi da Francesco (Franz) Defranceschi e Riccardo Calovi. Dopo i fatti del 1947, torn\u00f2 in carica Dal R\u00ec, che mantenne la carica fino alle prime elezioni democratiche, che si svolsero soltanto nel 1952. Primo sindaco della nuova era divenne \u2013 ancora \u2013 Alfred Gerber, che chiuse definitivamente la sua lunghissima carriere politica nel 1956, trent\u2019anni dopo la prima nomina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche mese fa Laives ha eletto un nuovo sindaco. Date le forze in campo, gli osservatori esterni hanno parlato di un esito delle consultazioni sorprendente. In realt\u00e0, Laives non \u00e8 nuova a scelte controcorrente e in fatto di colpi di scena la cittadina alle porte di Bolzano non si \u00e8 mai fatta mancare niente. 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