{"id":12013,"date":"2024-10-03T02:00:00","date_gmt":"2024-10-03T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=12013"},"modified":"2024-10-02T15:50:50","modified_gmt":"2024-10-02T14:50:50","slug":"sospesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/10\/03\/sospesi\/","title":{"rendered":"Sospesi"},"content":{"rendered":"\n<p>Pu\u00f2 essere crudele il divario tra percezione e realt\u00e0 per chi non ha le spalle larghe? Tra la polvere di muri sgretolati e strade simili a groviere, case sgarrupate da bombe intelligenti e sventrate dalla furia dei fiumi romagnoli, austriaci, cechi e polacchi anche la larghezza delle scapole non serve a nulla, se non per sviscerare macerie o spalare fango, nella disperazione. Siamo sospesi, nel vuoto. Mentre le guerre non hanno tempi di ritorno ben precisi, ma scoppiano ininterrottamente, hanno durate indefinite e soluzioni larvali, ecco che, in aggiunta, alluvioni e fasi siccitose nostrane &#8211; due facce della stessa medaglia \u2013 mostrano incontrovertibilmente i sintomi di un paziente malato, la Terra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cI cicli esistono, ma si manifestano su scale temporali molto pi\u00f9 lunghe rispetto a quella attuale. Il tasso di riscaldamento odierno non ha eguali nel passato (fino alla notte dei tempi), \u00e8 velocissimo, e senza la forzante antropica, dal 1960 ad oggi la temperatura media del pianeta doveva rimanere stazionaria o addirittura diminuire leggermente. Quindi l\u2019unico \u2018responsabile\u2019 \u00e8 l\u2019effetto dell\u2019eccessiva concentrazione dei gas otticamente attivi, al netto di brevissime fluttuazioni legate alla variabilit\u00e0 naturale; l\u2019attivit\u00e0 solare non c\u2019entra\u201d, ci spiega Pierluigi Randi, meteorologo e presidente AMPRO. Siamo sospesi, finch\u00e9 la coorte dell\u2019informazione non adotter\u00e0 un approccio pi\u00f9&nbsp; scientifico, piuttosto che sensazionalistico ed acchiappa-like. Sospesi,&nbsp; su di un ponte sospeso. Quando il sole illumina le pendici arboree della gola sottostante, il tempo sembra fermarsi e dilatarsi per un attimo. Lo sguardo ne percorre i contorni e si fionda aggrappandosi all\u2019orizzonte, come se laggi\u00f9 si possano trovare certezze; le mani, invece, stringono i cavi che lo ancorano alla roccia, l\u2019istintiva reazione al dondolio e al baratro. L\u2019acciaio \u00e8 freddo, come quello dei corpi sotto ai ruderi e detriti. La forza dell\u2019acqua ha sradicato persino querce secolari dai cortili, nonch\u00e9 ettari di vegetazione ripariale, abbattuto argini, spazzato via anni di sacrifici ed ingiurie. Non s\u2019\u00e8 salvata manco la varroa, acari parassiti delle api, con le arnie galleggianti nell\u2019alveo, a giocare di stecca con i tronchi, che tappano il regolare deflusso sotto le arcate dei ponti sopravvissuti. Siamo sospesi, senza terra sotto ai piedi; se ci fosse davvero un possedimento sarebbe sepolto sotto tonnellate di limo e di croste argillose che tolgono il respiro, alle piante e a tutti gli abitanti della buccia terrestre; sospesi, ma col cuore che batte, ancora. Ricordiamocelo, soprattutto, in tempi di pace, perch\u00e9 la fortuna non ammette mancanza di percezione. Fragili e sospesi, con le braccia al cielo e gli occhi sgranati, memori spettatori di quel famoso calciatore siciliano, che tanto ci fece emozionare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Donatello Vallotta<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pu\u00f2 essere crudele il divario tra percezione e realt\u00e0 per chi non ha le spalle larghe? 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