{"id":12019,"date":"2024-10-03T02:00:00","date_gmt":"2024-10-03T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=12019"},"modified":"2024-10-02T15:54:36","modified_gmt":"2024-10-02T14:54:36","slug":"il-rinnovamento-urbano-e-la-costruzione-della-stazione-ferroviaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/10\/03\/il-rinnovamento-urbano-e-la-costruzione-della-stazione-ferroviaria\/","title":{"rendered":"Il rinnovamento urbano e la costruzione della stazione ferroviaria"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Tra il 1836 e il 1850, come sappiamo, il sindaco Haller aveva dato l\u2019avvio ad una serie di migliorie urbane atte a rinnovare l\u2019assetto della citt\u00e0. Fece abbattere una parte delle mura medievali, miglior\u00f2 il sistema di canalizzazione, provvedendo all\u2019approvvigionamento dell\u2019acqua potabile con nuove fontane.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un pi\u00f9 fattivo impulso si ottenne dalla creazione, nel 1858, dell\u2019Azienda di cura e soggiorno che provvide a creare le premesse per una vera e propria trasformazione della citt\u00e0. Molte vecchie case furono ristrutturate ed altre costruite ex novo. L\u2019abbattimento negli anni Sessanta dell\u2019ultimo tratto di mura compreso tra porta Bolzano e porta d\u2019Ultimo, apr\u00ec completamente la citt\u00e0 verso il Passirio, creando nuovi spazi e nuove possibilit\u00e0 di sviluppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il flusso turistico, peraltro in costante aumento, sub\u00ec un\u2019impennata all\u2019indomani della creazione della linea ferroviaria del valico del Brennero. Si risolveva cos\u00ec il problema del postiglione, delle frequenti soste per il cambio dei cavalli e la scomodit\u00e0 del viaggio, rendendolo pi\u00f9 confortevole e velocizzando le comunicazioni. Le ansie che avevano accompagnato per secoli i viaggiatori provenienti dal nord nell\u2019attraversare la cosiddetta \u201cporta d\u2019Italia\u201d trovavano finalmente posa. Per raggiungere la nostra citt\u00e0 restava un unico scoglio: il tragitto da Bolzano a Merano che andava ancora affrontato in carrozza con tempi che raggiungevano le tre ore. Cionondimeno nella stagione 1867-68 si raggiunsero le 2.400 presenze. Questa cifra deline\u00f2 come irrinunciabile una riorganizzazione della ricezione turistica. Gli alloggi dei privati sotto i Portici e piccole locande come la Zur Rose non potevano pi\u00f9 bastare. Fra i residenti si svilupp\u00f2 un sano spirito imprenditoriale e cos\u00ec tra il 1865 e il 1875 si ristrutturarono numerosi edifici e si aprirono pensioni che assunsero la fisionomia di vere e proprie ville con giardino. Altre furono costruite lungo la Landesstrasse, l\u2019odierno corso Libert\u00e0, anticipando quella che sarebbe stata pi\u00f9 tardi la zona di espansione ovest della citt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ulteriore conferma di Merano come luogo di cura e di vacanza diede una spinta positiva alla citt\u00e0, trasformandola nell\u2019ultimo ventennio in un vero e proprio cantiere. Siccome la stazione era stata costruita su pascoli, a ovest del centro storico, quella zona sarebbe divenuta la zona d\u2019espansione, trasformando l\u2019area agricola in area edificabile. Il nuovo piano di sviluppo, redatto nel 1881 da Josef Musch, prevedeva la nascita di una zona residenziale con ampi viali alberati, ville e alberghi immersi in verdi parchi ed ampi giardini, secondo la tipologia delle citt\u00e0 termali tedesche come ad esempio Wiesbaden.<\/p>\n\n\n\n<p>Con l\u2019andare del tempo anche a Merano inizi\u00f2 a farsi strada l\u2019idea di un congiungimento ferroviario con Bolzano e la costruzione di una stazione e nel 1872 si iniziarono le pratiche burocratiche in questo senso.<\/p>\n\n\n\n<p>Visti gli interessi non solo turistici ma anche economici e commerciali in genere, il richiesto permesso giunse dal Ministero solo tre anni pi\u00f9 tardi e subito si iniziarono i lavori di arginatura dell\u2019Adige. L\u2019opera fu condotta del consorzio delle ferrovie sostenuto anche dal lauto finanziamento dei fratelli Schwarz, fra i primi ebrei giunti in zona negli anni Trenta e proprietari di tre fabbriche di birra tra il Brennero, Bolzano e Vilpiano. Ai lavori di bonifica, arginatura e posa delle rotaie lavorarono anche numerosi italiani immigrati dal Trentino e dal Veneto.<\/p>\n\n\n\n<p>La stazione, posta al centro di una piazza elissoidale era al contempo fulcro del nuovo assetto urbano e della vita turistica. Viali e strade vi si congiungevano, unendola ai punti principali del centro storico. La Beda Weber Strasse, l\u2019odierna via Rezia, univa la stazione alla Stephanie Promenade. L\u2019originaria Landstrasse, prolungata sacrificando la porta d\u2019Ultimo, la metteva in comunicazione con la Ruffinplatz, oggi piazza Teatro, e con la piazza della Rena all\u2019estremo opposto. In seguito la strada prese il nome di Habsburgerstasse e la piazza fu trasformata in giardino pubblico (1883). La via Mainardo infine univa lo scalo merci della stazione con la zona commerciale dei Portici. In questo vortice di rinnovamento furono coinvolti anche i ponti, ormai inadeguati. Il primo ad essere riprogettato, nel 1886, fu lo Spitalbr\u00fccke, ultimato per\u00f2 solo nel 1890.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una ulteriore fase di sistemazione ed abbellimento si ebbe fra il 1894 e il 1896: in questo periodo si affrontarono i lavori pi\u00f9 diversi fra cui la sostituzione del padiglione della musica sulla Gisela Promenade con uno pi\u00f9 elegante in ferro e vetro secondo il gusto dell\u2019epoca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Rosanna Pruccoli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra il 1836 e il 1850, come sappiamo, il sindaco Haller aveva dato l\u2019avvio ad una serie di migliorie urbane atte a rinnovare l\u2019assetto della citt\u00e0. Fece abbattere una parte delle mura medievali, miglior\u00f2 il sistema di canalizzazione, provvedendo all\u2019approvvigionamento dell\u2019acqua potabile con nuove fontane. 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