{"id":12025,"date":"2024-10-03T02:00:00","date_gmt":"2024-10-03T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=12025"},"modified":"2024-10-02T15:59:02","modified_gmt":"2024-10-02T14:59:02","slug":"le-memorie-di-guerra-dellaviere-fratini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/10\/03\/le-memorie-di-guerra-dellaviere-fratini\/","title":{"rendered":"Le memorie di guerra dell\u2019aviere Fratini"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>La storia la scrivono i vincitori e i veri protagonisti raramente hanno la possibilit\u00e0 di dire la loro. Non \u00e8 questo il caso di un\u00a0 cittadino di Laives, Giovanni Fratini, che ha raccolto in un breve diario le sue terribili esperienze di guerra e di prigionia.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni Fratini nacque a Civitella d\u2019Agliano (VT) nel 1922. Orfano di entrambi i genitori, nel 1933 raggiunse a Laives la sorella Lina, sposata con Quinto Dallapiazza, bracciante presso la tenuta agricola dei Campofranco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo trov\u00f2 impiego presso il negozio di generi alimentari delle sorelle Conci di San Giacomo ma nel 1942 venne arruolato come aviere a La Spezia. Rifiutatosi di aderire alla Repubblica di Sal\u00f2, il 10 settembre 1943 venne fatto prigioniero e internato in Germania.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Rientr\u00f2 a Laives solo dopo tre anni per riprendere il suo lavoro in bottega. Nel 1953 spos\u00f2 la maestra Livia Joris, insegnante di italiano a Laives e Seit (che doveva raggiungere a piedi). Mor\u00ec a San Giacomo nel 2009.<\/p>\n\n\n\n<p>Il manoscritto porta il titolo \u201cPiccolo Diario e Appunti su quella che fu la mia movimentata vita militare e conseguente prigionia di guerra\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Inizia l\u201911 giugno 1942: \u201cNelle ore antimeridiane mi presentai al centro affluenza dell\u2019aeroporto di Bolzano, ove verso sera abbiamo avuto in consegna il corredo\u201d. Il giorno seguente la compagnia raggiunge La Spezia. I due mesi di addestramento sono segnati dalla nostalgia di casa \u201csopportata con rassegnazione\u201d.&nbsp; Manca il cibo, la debolezza inizia a farsi sentire. Il 20 luglio \u201cGiuramento, giorno di festa (povera festa per\u00f2)\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il 6 Agosto si parte per Bologna, aeroporto di Borgo Panigale. Il servizio consiste nelle \u201cronde attorno al campo di aviazione\u201d. Finalmente il 25 agosto arriva il primo permesso di due giorni. Verso la fine di ottobre cambia il servizio: \u201cSi monta di sentinella agli apparecchi decentrati\u201d. Con l\u2019arrivo dell\u2019inverno, il servizio si fa duro. La nebbia e il gelo segnano le notti. Dopo un periodo di malattia e convalescenza, Giovanni trascorre un mese a casa (\u201cche sogno\u201d). il 16 luglio Bologna viene bombardata, la paura \u00e8 tanta.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 24 luglio nuovo bombardamento, poi continui allarmi per tutta la prima met\u00e0 del mese di settembre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c8 settembre: alle 8 di sera ci giunge la notizia della resa da parte italiana; riceviamo immediatamente l\u2019ordine di smontare dal servizio e riunirci per far fronte a qualunque forza estranea tentasse di entrare nel campo. Il 9 settembre alle 6.10 carri armati tedeschi penetrano in varie parti del campo. Breve sparatoria\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Si depongono le armi, qualcuno tenta la fuga in campagna. \u201cIncolonnati e scortati raggiungiamo la citt\u00e0.\u201d Inizia la lunga, terribile prigionia. Verso la fine di luglio e nel mese di agosto le incursioni anglo-americane si susseguono giorno e notte. Il 10 settembre Giovanni scrive: \u201cQuesta notte si ha dormito cos\u00ec cos\u00ec\u2026 fuori, qualche raffica di mitra e vari colpi di altre armi da fuoco\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il 15 settembre si parte da Bologna: \u201cdestinazione ignota\u201d. \u201c\u00c8&nbsp; questo uno dei momenti pi\u00f9 dolorosi &#8211; scrive commosso Giovanni &#8211; quanto strazio nel nostro cuore\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Saliti sui vagoni merci in 40-50 per vagone, inizia \u201cquel viaggio triste\u2026 la popolazione accorre al nostro passaggio facendoci dono di cose preziose come pane, salame e uova.\u201d Il 16 settembre si arriva in Germania, la sete si fa sentire e si beve l\u2019acqua \u201cche scola dal tetto del nostro vagone: sporca, sabbiosa ma comunque buona\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il viaggio prosegue fino al 18 quando si raggiunge un campo di concentramento a 60 chilometri da Hannover. La vita \u00e8 durissima, mancano i viveri. Poi il trasferimento a Barum, a 18 chilometri da Braunschweig. Si lavora in una fabbrica di zucchero. \u201cI giorni eternamente lunghi passano lentamente senza poter vedere alcuna via d\u2019uscita\u201d, si dispera Giovanni. Scrive diverse lettere ai familiari e rimane in attesa della risposta. Cambiano le mansioni, ci sono da sgomberare le macerie di una fabbrica bombardata o levare le tegole da un tetto. Da casa arriva un primo pacco, la gioia \u00e8 grande. I bombardamenti si fanno&nbsp; sempre pi\u00f9 intensi, si cerca di procurarsi quale tozzo di pane lavorando negli orti delle famiglie del paese. Le mansioni dei prigionieri cambiano continuamente, il cibo non \u00e8 mai sufficiente. \u201cSolo la fede ci sorregge ancora\u201d, scrive Giovanni mentre inizia il secondo inverno di prigionia. Il 15 gennaio si registra \u201cun violento bombardamento\u201d. Poi la nota pi\u00f9 attesa: \u201cGioved\u00ec Santo, siamo alla stazione in attesa di rientrare in Italia: la prova pi\u00f9 dura alla quale sono stato sottoposto sta per terminare con un bombardamento degli alleati che causa diversi feriti\u201d. Nel 1966 Giovanni Fratini sar\u00e0 insignito della \u201cCroce al Merito di Guerra per l\u2019internamento in Germania\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia la scrivono i vincitori e i veri protagonisti raramente hanno la possibilit\u00e0 di dire la loro. Non \u00e8 questo il caso di un\u00a0 cittadino di Laives, Giovanni Fratini, che ha raccolto in un breve diario le sue terribili esperienze di guerra e di prigionia.\u00a0 Giovanni Fratini nacque a Civitella d\u2019Agliano (VT) nel 1922. 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