{"id":12046,"date":"2024-10-17T02:00:00","date_gmt":"2024-10-17T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=12046"},"modified":"2024-10-16T16:20:31","modified_gmt":"2024-10-16T15:20:31","slug":"aubet-cubet-quere-la-chiesa-parrocchiale-di-san-giacomo-a-maranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/10\/17\/aubet-cubet-quere-la-chiesa-parrocchiale-di-san-giacomo-a-maranza\/","title":{"rendered":"Aubet Cubet Quere: la chiesa\u00a0parrocchiale di San Giacomo a Maranza"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>\u00c8 il fascino delle tradizioni, la sacralit\u00e0 delle processioni e la leggenda di tre vergini dai nomi esotici, Aubet, Cubet e Quere, a portarci a 1410 metri su un altipiano panoramico affacciato sulla val Pusteria ove sorge la chiesa di San Giacomo di Maranza. L\u2019edificio, riconsacrato nel 1780, poggia su una preesistente chiesa medievale ed \u00e8 il risultato dell\u2019ingrandimento della chiesa tardogotica consacrata nel 1472. \u00c8 a pianta longitudinale e a navata unica.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 i pellegrini e i viaggiatori del passato vi facevano meta e le loro firme, graffiate sull\u2019intonaco dell\u2019imponente san Cristoforo affrescato sulla parete meridionale del campanile, ne sono vivida testimonianza. L\u2019affresco, che risale alla fine del XV secolo, presenta un\u2019iconografia particolarmente interessante: l\u2019uomo di Cananea, Cristoforo, appare \u00abgigantesco e terribile in volto\u00bb, proprio come riporta la Legenda Aurea; si muove lento sotto il pesante fardello: \u00absulle tue spalle tutto il mondo e il suo creatore\u00bb, appoggiandosi con forza al suo bastone, mentre le acque si ingrossano sempre pi\u00f9. All\u2019estremit\u00e0 del bastone sono visibili le radici che preludono alla prova che Ges\u00f9 volle dare di s\u00e9 a Cristoforo: \u00abPer convincerti che io ti ho detto il vero, pianta il tuo bastone davanti alla tua capanna e domani vedrai che avr\u00e0 fatto fiori e frutti\u00bb. Il mantello scarlatto al vento ne ingrandisce ulteriormente la figura; la veste \u00e8 raccolta in vita da una cintura dalla quale pendono, come per i pellegrini, una bisaccia contenente una bella pagnotta e un coltello. Le gambe massicce del santo affondano nelle acque gremite di strane creature marine con corpi di pesce e volti umani, oppure di pesci dalla conformazione fisica pi\u00f9 stravagante. Fra tutti spicca la bella sirenetta dalla raffinata testolina coronata, simbolo per\u00f2 del male e della malizia sessuale, e quella del mostro marino dal volto aguzzo e barbuto con lo sguardo furbetto e la dentatura feroce.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma c\u2019\u00e8 dell\u2019altro. Sul fondo dell\u2019affresco fra le numerose firme e date spicca quella di un certo: Luzio Pacinelli da Bergamo 1596. Chi era? E dove era diretto? Infine \u00e8 da notare che al posto dell\u2019alluce del santo ora \u00e8 ben visibile un buco dovuto al secolare grattare delle donne gravide che, secondo la credenza locale, da quei granelli di malta \u201csacra\u201d avrebbero tratto la forza necessaria al parto.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019interno della chiesa l\u2019occhio \u00e8 rapito dalla ridondanza delle forme rococ\u00f2 ideate, nella seconda met\u00e0 del XVIII secolo, dall\u2019architetto enipontano Josef Abenthung, dai ricchi decori a stucco, dai vistosi altari policromi e dagli eleganti affreschi delle cupole, opera del pittore Johann Mitterwurzer.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u00e8 all\u2019altare di destra, alle tre statue lignee di Aubet, Cubet e Quere, che volgiamo l\u2019attenzione. Delle tre Vergini di Maranza si narra che siano vissute al tempo in cui Attila, re degli Unni, che metteva a ferro e fuoco tutta Europa distruggendo tutto ci\u00f2 che incontrava e ammazzando tutti coloro che non si piegavano al suo volere. Da secoli le tre martiri sono oggetto di venerazione, il loro culto, forse in qualche misura collegato con quello di divinit\u00e0 femminili pagane di origine celtica, si diffuse soprattutto nelle terre germanofone. La prima menzione della devozione per le tre Vergini a Maranza risale al 1382 e, per quanto attiene ai pellegrinaggi, esiste un\u2019indulgenza pontificia datata 30 marzo 1500.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 il fascino delle tradizioni, la sacralit\u00e0 delle processioni e la leggenda di tre vergini dai nomi esotici, Aubet, Cubet e Quere, a portarci a 1410 metri su un altipiano panoramico affacciato sulla val Pusteria ove sorge la chiesa di San Giacomo di Maranza. 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