{"id":12056,"date":"2024-10-17T02:00:00","date_gmt":"2024-10-17T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=12056"},"modified":"2024-10-17T07:19:27","modified_gmt":"2024-10-17T06:19:27","slug":"dopo-la-stazione-ferroviaria-arrivano-le-nuove-strutture-alberghiere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/10\/17\/dopo-la-stazione-ferroviaria-arrivano-le-nuove-strutture-alberghiere\/","title":{"rendered":"Dopo la stazione ferroviaria arrivano le nuove strutture alberghiere"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Dopo l\u2019apertura della linea ferroviaria del Brennero e i due soggiorni dell\u2019imperatrice Elisabetta d\u2019Austria dall\u2019ottobre del 1870 alla fine di maggio dell\u2019anno seguente e dalla met\u00e0 di ottobre del 1871 fino a tutto dicembre dello stesso anno, la clientela pi\u00f9 elegante e snob individu\u00f2 in Merano uno dei luoghi per le proprie vacanze di cura proprio come era successo a Bad Ischl, a Bad Kissingen, a Madera o a Corf\u00f9, in ogni luogo insomma dove Sua Maest\u00e0 era stata vista. Pressante divent\u00f2 quindi la necessit\u00e0 di costruire alberghi di lusso provvisti di ogni genere di comfort.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019afflusso turistico crescente necessitava anche di una adeguata rete di alberghi, pensioni e camere in affitto. Queste ultime furono in breve tempo messe a disposizione dai privati offrendo le prime possibilit\u00e0 di pernottamento e soggiorno sotto i Portici, nel quartiere di Steinach e in via delle Corse, nonch\u00e9 nei piccoli villaggi limitrofi di Maia Alta e Maia Bassa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In piazza della Rena esisteva la locanda Zur Goldener Rose, provvista di 13 stanze e considerata il migliore alloggio in citt\u00e0. Nella seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento fu ribattezzata Erzherzog Johann, in onore dell\u2019arciduca Giovanni d\u2019Austria. Tra il 1869 e il 1870, quando fu abbattuto un tratto delle mura cittadine, l\u2019albergo fu ampliato al punto da disporre di ben cento camere, per giungere a centotrenta solo tre anni dopo. In questo ulteriore ampliamento, al primo piano, si era previsto lo spazio per una sala di lettura e una sala da gioco e da conversazione. L\u2019albergo disponeva anche di un ristorante-giardino, allestito nel 1877, che era stato impreziosito da un gran numero di piante esotiche, e che sovente ospitava i concerti dell\u2019Azienda di cura. Un ulteriore intervento di ampliamento, questa volta in altezza con l\u2019aggiunta del quinto e del sesto piano, affidato allo studio di architettura Musch e Lun nel 1898, aveva condotto ad una capienza di centocinquanta camere. In questa occasione la facciata fu abbellita con eleganti frontoni neobarocchi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Apparteneva invece ad Hans Fuchs l\u2019Habsburgerhof, l\u2019attuale Hotel Bellevue, inaugurato nel 1883. Affacciato sulla piazza ellissoidale della stazione ferroviaria di Merano, l\u2019attuale piazza Mazzini. Si dipanava su tre piani e aveva una capienza di sessanta camere e di altre ventiquattro nella dependance sul retro. Anche in questo caso l\u2019ideazione e la costruzione era stata affidata allo studio Musch e Lun che era riuscito a dotare l\u2019albergo di tutti i comfort. Sempre affacciato sulla Habsburgerstrasse, la via principale che univa il centro storico alla stazione ferroviaria, era il Tirolerhof. Un edificio a cinque piani, con cinquanta camere, di propriet\u00e0 del signor Auffinger. Il sistema di balconi a logge rivolti verso sud consentivano l\u2019esposizione all\u2019aria aperta al riparo per\u00f2 dai venti venostani, particolare non trascurabile per tutta la schiera di turisti di cura sofferenti di affezioni polmonari che tanto numerosi affollavano Merano.<\/p>\n\n\n\n<p>Faceva angolo con la Habsburgerstrasse e la via delle Corse l\u2019Hotel Europa, in posizione assai favorevole per la clientela poich\u00e9 a met\u00e0 strada tra la stazione ferroviaria e la zona del passeggio, delle cure e dello svago. Costruito nei primi anni Novanta, apparteneva ad Anton Ladurner. Pi\u00f9 vicino alla stazione sorgeva il Kaiserhof di propriet\u00e0 di A. Ellmenreich. Prestigioso edificio, era ripartito in corpo centrale e due lunghe ali affacciate rispettivamente sulla Habsburgerstrasse e sul piazzale della stazione ferroviaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Non lontano dalla stazione ma gi\u00e0 sulla Stefanie Promenade, a partire dal 1890, sorgeva Pension Euchta, una costruzione a tre piani e una disponibilit\u00e0 di ventotto camere. Sar\u00e0 notevolmente ampliata nel 1905 e prender\u00e0 il nome di Savoy Hotel.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Rosanna Pruccoli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo l\u2019apertura della linea ferroviaria del Brennero e i due soggiorni dell\u2019imperatrice Elisabetta d\u2019Austria dall\u2019ottobre del 1870 alla fine di maggio dell\u2019anno seguente e dalla met\u00e0 di ottobre del 1871 fino a tutto dicembre dello stesso anno, la clientela pi\u00f9 elegante e snob individu\u00f2 in Merano uno dei luoghi per le proprie vacanze di cura [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":12079,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[223],"class_list":["post-12056","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche","tag-rubriche-tra-storia-e-architettura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12056","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12056"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12056\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12057,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12056\/revisions\/12057"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12079"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12056"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12056"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12056"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}