{"id":12162,"date":"2024-10-31T02:00:00","date_gmt":"2024-10-31T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=12162"},"modified":"2024-12-12T10:14:09","modified_gmt":"2024-12-12T09:14:09","slug":"oltre-il-pubblico-elegante-la-classe-operaia-e-limmigrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/10\/31\/oltre-il-pubblico-elegante-la-classe-operaia-e-limmigrazione\/","title":{"rendered":"Oltre il pubblico elegante:\u00a0la classe operaia e l\u2019immigrazione"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Se il turismo aveva significato la \u201cmobilit\u00e0\u201d delle classi elitarie ed agiate, in viaggio per le cure o per diporto, e se spontaneamente si rimane affascinati dalle mille storie di eleganti dame in cappello, guanti ed ombrellino, non si pu\u00f2 per\u00f2 dimenticare che la citt\u00e0 aveva anche un\u2019altra anima, quella pi\u00f9 facilmente pronta a scivolare nell\u2019oblio della coscienza e della memoria: gli immigrati e la classe operaia.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La mobilit\u00e0 che da sempre aveva portato uomini e donne ad attraversare le nostre contrade, fu riattivata durante gli sconvolgimenti politici dell\u2019et\u00e0 napoleonica, a cavallo fra XVIII e XIX secolo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non solo, nel periodo dell\u2019occupazione bavarese, nel primo decennio dell\u2019Ottocento, anche i confini di stato e quelli delle diocesi subirono continui mutamenti. In questo turbinio di avvenimenti, mentre il Tirolo veniva smembrato e il confine tra Regno di Baviera e Regno d\u2019Italia correva tra Gargazzone e Nalles, Merano divenne un fiorente centro commerciale e di contrabbando attraverso la val di Non. Per un breve periodo, dunque, fino alle nuove risoluzioni del Congresso di Vienna (1815), Merano fu la meta di un consistente numero di immigrati trentini, ma il nuovo declino che aveva reinghiottito la citt\u00e0 determin\u00f2 una battuta d\u2019arresto nella mobilit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dettata dal terrore del colera che nel 1836 dilagava da sud, ci fu una nuova e massiccia immigrazione dalle valli trentine.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel XIX secolo i lunghi periodi di guerra, le carestie, le epidemie abbattutesi con diversa intensit\u00e0 sugli stati asburgici, indussero numerosi tirolesi e trentini ad unirsi al movimento migratorio diretto oltreoceano, oppure a cercare stagionalmente, fuori dei propri confini, una qualche forma di sostentamento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Muratori, braccianti agricoli e artigiani lasciavano le proprie case per recarsi in Svizzera, addirittura in Sassonia, in Turingia, in Vestfalia Altri ancora si mettevano in cammino per piazzare la propria merce, generalmente minutaglia, da vendere di villaggio in villaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019attivit\u00e0 del venditore ambulante era particolarmente esercitata dagli abitanti delle valli Gardena e Stubai, che giravano l\u2019Europa vendendo oggetti anche di loro stessa produzione come tappeti, guanti, cappelli, sculture lignee, utensili e casalinghi. Simile destino era riservato ai braccianti delle valli trentine: i paroloti si mettevano in cammino per vendere e riparare paioli, i moleta per arrotare coltelli e lame, mentre i venditori di stampe del Tesino, ad esempio, facevano sognare ed arricchivano l\u2019immaginario delle genti che incontravano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le povere condizioni di vita in molte valli determinarono il particolare destino di una parte della popolazione venostana o meglio di uno specifico gruppo marginale di quella zona e dell\u2019Alta Valle dell\u2019Inn, che potremo indicare come girovaghi costretti dalla povert\u00e0 a questo stile di vita: il fenomeno dei Karrner o Karrenzieher, trascinatori di carri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Rosanna Pruccoli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se il turismo aveva significato la \u201cmobilit\u00e0\u201d delle classi elitarie ed agiate, in viaggio per le cure o per diporto, e se spontaneamente si rimane affascinati dalle mille storie di eleganti dame in cappello, guanti ed ombrellino, non si pu\u00f2 per\u00f2 dimenticare che la citt\u00e0 aveva anche un\u2019altra anima, quella pi\u00f9 facilmente pronta a scivolare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":12129,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-12162","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12162","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12162"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12162\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12163,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12162\/revisions\/12163"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12129"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12162"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12162"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12162"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}