{"id":12216,"date":"2024-11-14T02:00:00","date_gmt":"2024-11-14T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=12216"},"modified":"2024-12-12T10:14:21","modified_gmt":"2024-12-12T09:14:21","slug":"i-mercanti-ebrei-prima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/11\/14\/i-mercanti-ebrei-prima-parte\/","title":{"rendered":"I mercanti ebrei &#8211; Prima parte"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Anche nell\u2019antico Tirolo fra i mercanti ambulanti fin dal Medioevo c\u2019erano gli stracciaioli ebrei. Nel Settecento si affacciarono al mondo tirolese anche importatori ebrei su larga scale di tessili. Nell\u2019Ottocento e nel Novecento, vicino ai negozianti ebrei con sede fissa continuarono a coesistere ambulanti e soprattutto commercianti all\u2019ingrosso di minuteria da confezione. Ma facciamo un passo indietro e torniamo con la mente agli antichi mercanti ebrei del Mediterraneo. I radaniti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il commercio nelle sue varie forme, dall\u2019importazione su larga scala alla piccola vendita ambulante e a domicilio, fu uno dei tratti distintivi del popolo ebraico fin dall\u2019antichit\u00e0 e ebbe ampio spazio nel Medioevo e nei secoli successivi. Pensiamo ad esempio ai radaniti, ossia i mercanti ebrei dell\u2019Alto Medioevo che svolsero un importante ruolo ponte negli scambi mercantili di prodotti rari e di lusso tra il mondo cristiano e quello musulmano, all\u2019epoca molto spesso in lotta. Oppure alla Comunit\u00e0 ebraica di Costantinopoli i cui membri commerciavano, importavano e scambiavano seta e altri tessuti preziosi, spezie, incenso e altri oggetti ricercati attraverso ben tre assi principali che li conducevano verso Oriente fino a Damasco, Bagdad e Bassora; verso Nord dove vivevano fra i bulgari, i magiari, i khazari, per giungere al nodo commerciale di Kiev; e infine verso Ovest per raggiungere Venezia, Genova, Pisa e Amalfi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non va per\u00f2 dimenticato che la presenza, la laboriosit\u00e0, il commercio degli ebrei nell\u2019Europa cristiana fra Medioevo e Emancipazione oscill\u00f2 tra persecuzioni, pogrom, espulsioni e divieti, oppure -di contro- era resa possibile grazie a privilegi, permessi a tempo chiamati \u201ccondotte\u201d, patenti o benefici che ne consentivano la presenza. Queste alterne vicende rendevano il peso economico o la loro concorrenza assai labili. Nelle zone in cui potevano stanziarsi il commercio di ben determinati prodotti era una delle poche possibilit\u00e0 lavorative che la loro condizione di \u201cesclusi\u201d poteva offrire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Stando all\u2019iconografia medievale, rinascimentale, seicentesca, settecentesca otto e novecentesca sia di stampo antisemita che ebraica, riusciamo a farci un\u2019idea dello stereotipo della presenza ebraica come ambulanti, ossia come potevano apparire abbigliati e come trasportavano le proprie merci. Nel corso del Medioevo lo stereotipo dell\u2019ebreo era abbigliato secondo le norme sancite da Innocenzo III nel IV Concilio Lateranense del 1215, ossia alla levantina coi lunghi caftani stretti in vita da una cintura, oltre ai simboli dell\u2019esclusione quali il pilleus cornutus giallo e il cerchio giallo cucito sul petto e sulla schiena per poter essere riconosciuti da lontano ed evitati.&nbsp; Nelle epoche successive copricapi dalle fogge orientaleggianti si sostituirono al cappello a punta. Col fluire dei lustri ai caftani si aggiunsero i pantaloni, la redingotte, i tipici cappelli a bombetta o a tuba e l\u2019ombrello. Nelle numerose cartoline antisemite d\u2019epoca guglielmina, ad esempio, sono visibili gli stereotipi dei venditori ambulanti ebrei orientali con il caftano, le \u201cpeot\u201d, ossia i tipici boccoli portati ai lati del volto, cappelli a cilindro ammaccati, e ombrelli malconci. Ed \u00e8 sempre questa iconografia insieme a qualche statuina di porcellana inglese o di legno scolpito a mostrarci i modi in cui essi stivavano le proprie merci per poterle portare e proporle di casa in casa o ai mercati. Ceste di vimini di varia ampiezza da portare a mano o all\u2019avambraccio, cassette di legno di varia dimensione legate a cinghie che venivano poste attorno al collo o a tracolla, zaini di stoffa robusta, cadreghe di legno soddisfacevano l\u2019esigenza del trasporto e del cammino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La cassetta legata al collo \u00e8 un oggetto che ha unito gli ambulanti al di l\u00e0 delle aree geografiche, al di l\u00e0 della fede religiosa e al di l\u00e0 del fluire del tempo: essa infatti attravers\u00f2 le epoche, l\u2019Europa, le tipologie merceologiche e le ritroviamo col nome di \u201cschifetto\u201d fra gli \u201curtisti\u201d romani del passato e di oggi. Sono infatti circa duecento a tutt\u2019oggi le famiglie ebraiche che fanno questo antico mestiere vendendo oggetti devozionali cattolici, rosari, santini e piccoli souvenir. A fine Ottocento l\u2019editto papale consentiva ai \u201cperomanti\u201d del ghetto di Roma di uscirne e percorrere tutte le strade della citt\u00e0 per vendere ai pellegrini e ai turisti questi oggetti. La vendita dei rosari ai pellegrini era infatti l\u2019unica attivit\u00e0 consentite agli ebrei romani al di fuori dei confini del Ghetto. Ciononostante non era consentito loro l\u2019uso di carretti o banchetti. Da fermi lo\u00a0schifetto veniva sorretto da un bastone che, tuttavia, doveva sempre poggiare sempre sul piede e mai poteva esser poggiato per terra poich\u00e9 in tal caso avrebbero potuto incorrere in una multa per\u00a0occupazione di suolo pubblico. Questa attivit\u00e0 veniva tramandata all\u2019interno della famiglia con la trasmissione delle licenze di generazione in generazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">(continua)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Rosanna Pruccoli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche nell\u2019antico Tirolo fra i mercanti ambulanti fin dal Medioevo c\u2019erano gli stracciaioli ebrei. Nel Settecento si affacciarono al mondo tirolese anche importatori ebrei su larga scale di tessili. Nell\u2019Ottocento e nel Novecento, vicino ai negozianti ebrei con sede fissa continuarono a coesistere ambulanti e soprattutto commercianti all\u2019ingrosso di minuteria da confezione. 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