{"id":12225,"date":"2024-11-23T02:00:00","date_gmt":"2024-11-23T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=12225"},"modified":"2024-11-13T17:37:21","modified_gmt":"2024-11-13T16:37:21","slug":"realta-paesana-problematiche-cittadine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/11\/23\/realta-paesana-problematiche-cittadine\/","title":{"rendered":"\u201cRealt\u00e0 paesana, problematiche cittadine\u201d\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>\u201cLaives? No grazie!\u201d: con questo titolo \u201crubato\u201d alla campagna contro l\u2019energia atomica, il periodico degli studenti universitari sudtirolesi \u201cSkolast\u201d pubblic\u00f2 un articolo piuttosto critico sul comune di Laives e le prospettive della sua giovent\u00f9.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Correva l\u2019anno 1991. Il \u201968 e il \u201977 barricadieri erano un lontano ricordo, qualche protagonista di quel periodo storico era rientrato nei ranghi \u201cdell\u2019arco costituzionale\u201d, altri si erano definitivamente persi. La militanza politica giovanile aveva ammainato bandiera e il futuro delle nuove generazioni era tutto da inventare. L\u2019autore del testo, Ugo Pozzi, sintetizzo cos\u00ec la situazione sociale della cittadina: \u201cRealt\u00e0 paesana, problematiche cittadine\u201d.&nbsp; Ormai da qualche decennio Laives, che dal 1985 poteva fregiarsi del titolo di citt\u00e0 dovuto a una crescita demografica abnorme, si trascinava un problema \u201cesistenziale\u201d&nbsp; per cos\u00ec dire grosso come una casa. Grazie ad una politica urbanistica a dir poco generosa e alla contestuale \u201cchiusura\u201d della citt\u00e0 di Bolzano imposta dall\u2019allora potente assessore Benedikter, il paese continu\u00f2 a lievitare in modo sciagurato. Gli abitanti crescevano di anno in anno, non c\u2019era campo o vigneto che non cadesse nelle mani degli speculatori edilizi bolzanini e locali \u2013 che peraltro non hanno mai smesso di comportarsi da padroni del vapore. Intere vie erano nate o nacquero in quegli anni: via Marconi, via Andreas Hofer e Galizia, via Nazario Sauro, la zona 46 (ex-Fuchser) e cos\u00ec via. Gli abitanti passarono dai 5000 del dopoguerra ai quasi 15000 degli anni \u201890.&nbsp; Un salto nel buio, uno choc identitario che nessuna realt\u00e0 sociale pu\u00f2 superare indenne.&nbsp; Scriveva giustamente Pozzi: \u201cInfatti, al di l\u00e0 del volume sociale del comune, che si aggira all\u2019incirca sulle 15-16000 unit\u00e0, la mentalit\u00e0 \u00e8 ancora fortemente agricola o pi\u00f9 propriamente paesana. Bar alla sera e chiesa alla domenica sono le attivit\u00e0 principali della popolazione, attivit\u00e0 queste che nascondono problemi da sobborgo metropolitano come la violenza, la delinquenza giovanile e la droga tra tutte\u201d. In effetti, se lo strato pi\u00f9 antico della popolazione continuava a vivere come sempre, seguendo i riti e i ritmi della vita contadina, i nuovi arrivati, \u201cspaesati\u201d nel verso senso della parola, stentavano ad integrarsi. Del resto, non bisogna dimenticare che questa non era la prima violenza demografica che questo luogo subiva: basti ricordare che nel 1823 contava 736 abitanti e 95 case, viveva di agricoltura e di quel che offriva l\u2019economia legata alla navigazione sull\u2019Adige. Nel 1900 gli abitanti erano gi\u00e0 2513, l\u2019immigrazione dal Welschtirol e da alcune zone lombardo-venete avevano stravolto le fondamenta sociali del paese. Il fascismo diede il colpo di grazia alla vecchia Laives, che in breve tempo raddoppi\u00f2 gli abitanti. Furono soprattutto operai della zona industriale di Bolzano a insediarsi in paese. Ma il vero botto alle strutture sociali avvenne dagli anni \u201870 in poi: pur conservando il nucleo contadino di epoca asburgica, Laives divenne la classica localit\u00e0 di periferia \u2013 con tutte le conseguenze. Scrisse ancora Pozzi: \u201cNon a caso Laives \u00e8 uno dei principali mercati per il traffico di stupefacenti altoatesino. Sembra addirittura che la droga vada da Laives a Bolzano e non viceversa! Coinvolti in questa spirale senza fine sono chiaramente i giovani che mal si adattano alle paesane abitudini e cercano in tutti i modi l\u2019evasione\u201d.&nbsp; Tra le mancate \u201cpossibilit\u00e0 di evasione\u201d Pozzi cita: \u201cNiente cinema, niente locali adatti dove poter suonare o ritrovarsi al di l\u00e0 del circolo \u201cFENALC\u201d inadatto a soddisfare le sempre maggiori richieste e in procinto di abbattimento\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>E allora? Laives si trasforma in dormitorio, le grida dei giovani, \u201cche reclamano sempre pi\u00f9 un luogo proprio ove poter finalmente vivere la propria vita con modalit\u00e0 meno conformistiche e alienanti\u201d incontrano un comune \u201csordo che mena il can per l\u2019aia citando a intervalli regolari il progetto Laives 2000 comprendente una stupenda casa della cultura\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSar\u00e0 utile che il comune di Laives pensi a tutto ci\u00f2 e tenga conto che in futuro ci potr\u00e0 essere qualcuno che dir\u00e0 basta \u2026\u201d conclude l\u2019articolo Pozzi. Forse non sapeva che prima o poi anche il disagio si trasforma in normalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLaives? 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