{"id":12311,"date":"2024-11-28T02:00:00","date_gmt":"2024-11-28T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=12311"},"modified":"2024-11-27T17:35:32","modified_gmt":"2024-11-27T16:35:32","slug":"le-servitu-di-pascolo-a-ora-e-bronzolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/11\/28\/le-servitu-di-pascolo-a-ora-e-bronzolo\/","title":{"rendered":"Le servit\u00f9 di pascolo a Ora e Bronzolo"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Tra met\u00e0 ottocento e i primi anni del novecento un viaggio in treno attraverso l\u2019Unterland poteva riservare visioni bucoliche del tutto inattese. Tra Ora e Bronzolo, i campi primaverili permeati dalle acque stagnanti dell\u2019Adige ospitavano immense greggi di pecore la cui presenza sembrava appartenere al mondo dei sogni pi\u00f9 che a quello della realt\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le centinaia di pecore intente a brucare l\u2019erbetta fresca provenivano dalla Val di Fiemme e si trovavano in quei luoghi in virt\u00f9 di un secolare diritto di pascolo. Questa servit\u00f9 della Magnifica Comunit\u00e0 di Fiemme \u2013 ossia dei comuni di Cavalese, Carano, Daiano, Castello, Molina, Moena, Panchi\u00e0, Predazzo, Tesero, Trodena, Varena e Ziano \u2013 un tempo comprendeva territori molto pi\u00f9 vasti, che grazie al passaggio dei pastori fiemmesi e fassani introitavano dazi non indifferenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto cambi\u00f2 dopo l\u2019anno 1777, quando il bolzanino von Zallinger realizz\u00f2 due grandi canali di scolo in grado di raccogliere le&nbsp; acque ristagnanti attorno al lago di Caldaro. I proprietari dei terreni poterono iniziare a coltivare mais, legumi e altri cereali e le pecore erano mal tollerate. A partire dagli anni 1887 e 1889, un\u2019apposita commissione governativa inizi\u00f2 a valutare la possibilit\u00e0 di escludere le greggi mediante un risarcimento finanziario. In quel periodo, accanto ai comuni di Ora e Bronzolo, anche Caldaro, Termeno, Cortaccia e Egna ospitavano greggi di pecore provenienti dalle valli di Fiemme e Fassa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La commissione promosse le trattative tra i comuni interessati e la Magnifica Comunit\u00e0; solo Ora e Bronzolo non sembravano interessate a liberarsi della servit\u00f9. Fu infine stabilito un importo forfettario di un Gulden per ogni starland (corrispondente a 720 metri quadri) per cancellare definitivamente l\u2019atavica servit\u00f9. Ora, con i suoi 2121 starland e Bronzolo con 866 avrebbero dovuto corrispondere alla Comunit\u00e0 2987 Gulden ma, come detto, rinunciarono in quanto, secondo l\u2019opinione pubblica dell\u2019epoca, i loro terreni sarebbero rimasti paludosi e poco adatti alla coltivazione anche in futuro. Inoltre, i soliti complottisti che, come si vede, esistono in tutte le epoche, riponevano scarsa fiducia nella regolazione del corso dell\u2019Adige e parlavano ironicamente di \u201cEtschruinierung\u201d (rovina dell\u2019Adige) anzich\u00e9 di \u201cEtschregulierung\u201d (regolazione dell\u2019Adige).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ora e Bronzolo si videro dunque costrette ad aumentare la presenza di pecore sui loro territori. Il numero fu stabilito in 600 unit\u00e0, oltre a 90 agnelli. Il periodo fu fissato dal 25 marzo al 4 maggio, durante il quale per 5 giorni le pecore pascolavano a Ora e per 2 (il marted\u00ec e il venerd\u00ec) a Bronzolo. Le ore notturne dovevano recarsi nei ricoveri di Ora.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In seguito alla disastrosa inondazione del 1890, furono finalmente ultimati i lavori di bonifica anche dei terreni di Ora e Bronzolo, iniziati nel 1801. Nel 1912 fu realizzato un secondo canale di scolo (Uhl) che partiva dalla stazione di Bronzolo e confluiva nella fossa grande di Bronzolo nei pressi della stazione di Ora. Una fitta rete di canali minori complet\u00f2 l\u2019opera e a quel punto il comune di Ora invi\u00f2 alla commissione competente una petizione per chiedere di essere affrancato dalla servit\u00f9 che danneggiava irrimediabilmente le coltivazioni. Inizi\u00f2 un estenuante batti e ribatti tra i comuni e la Magnifica Comunit\u00e0. Dovette intervenire l\u2019autorit\u00e0 competente di Innsbruck, obbligando i fiemmesi ad accettare un ragionevole confronto. Ma scoppi\u00f2 la prima guerra mondiale e il discorso fu accantonato. Nel dopoguerra, le trattative ripresero vigore e proseguirono, tra le reciproche rivendicazioni delle parti, fino al 1927, quando, grazie a una sentenza definitiva del Tribunale di Trento, i due comuni si liberarono della servit\u00f9 pagando una somma di 66 Lire per ogni starland.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cal\u00f2 cos\u00ec il sipario su un\u2019epoca memorabile e si spalancarono le porte per la monocoltura moderna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra met\u00e0 ottocento e i primi anni del novecento un viaggio in treno attraverso l\u2019Unterland poteva riservare visioni bucoliche del tutto inattese. Tra Ora e Bronzolo, i campi primaverili permeati dalle acque stagnanti dell\u2019Adige ospitavano immense greggi di pecore la cui presenza sembrava appartenere al mondo dei sogni pi\u00f9 che a quello della realt\u00e0. 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