{"id":12378,"date":"2024-12-12T02:30:00","date_gmt":"2024-12-12T01:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=12378"},"modified":"2024-12-11T16:31:08","modified_gmt":"2024-12-11T15:31:08","slug":"un-anno-di-notizie-giorno-per-giorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/12\/12\/un-anno-di-notizie-giorno-per-giorno\/","title":{"rendered":"Un anno di notizie, giorno per giorno"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Con l\u2019aiuto del direttore del quotidiano Alto Adige ripercorriamo insieme i fatti pi\u00f9 importanti del 2024, gettando uno sguardo anche sulle pi\u00f9 importanti aspettative per l\u2019anno nuovo che si avvicina.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><br>Anche quest\u2019anno si rinnova l\u2019appuntamento con la retrospettiva che vi proponiamo ripercorrendo i fatti pi\u00f9 importanti di questo 2024. Come sapete i periodici QuiMedia non si occupano direttamente di politica nonch\u00e9 di cronaca nera e giudiziaria, ma tali fatti riaffiorano per forza di cose assieme alle altre notizie salienti quando nel corso del mese di dicembre ci sediamo a un tavolo assieme a un collega giornalista per tracciare una sorta di bilancio dell\u2019anno che si sta per chiudere. Quest\u2019anno abbiamo deciso di farci accompagnare da Mirco Marchiodi, il nuovo direttore del quotidiano Alto Adige subentrato ad Alberto Faustini nello scorso mese di maggio. Con lui abbiamo cercato di identificare i momenti pi\u00f9 significativi di questo 2024, quelli che a nostro avviso sono riusciti in un modo o nell\u2019altro, nel bene e nel male, a lasciare il segno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;INTERVISTA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Iniziamo dalla stretta attualit\u00e0. Lo scandalo Benko-Hager sta davvero\u00a0 scuotendo questi ultimi giorni del 2024&#8230;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, rischia di essere il fatto dell\u2019anno, anche se nel 2024 di cose ne sono successe tante, in realt\u00e0. Ad esempio l\u2019accordo di governo in provincia tra SVP e Fratelli d\u2019Italia \u00e8 stato un passaggio davvero epocale per l\u2019Alto Adige. La scoperta del \u201dsistema\u201d Hager \u00e8 altrettanto epocale perch\u00e9 rischia di avere conseguenze enormi, ma in realt\u00e0 di scandali nel nostro territorio ne abbiamo gi\u00e0 avuti, ad esempio con SEL e prima con Tangentopoli, quindi la cosa \u00e8 meno inedita. A livello internazionale la rielezione di Trump \u00e8 un altro fatto importante che finir\u00e0 per avere conseguenze ovunque, anche in Alto Adige. Lo stesso vale per la crisi che si \u00e8 profilata in Europa. Ci sono state le elezioni europee, ma a pesare di pi\u00f9 sono le crisi politiche in Francia, Germania e Austria, tutti paesi vicini a noi. Le loro crisi indeboliscono di molto il continente in cui viviamo e quindi anche noi. Rispetto agli Stati Uniti di Trump, la Cina e la Russia, rischiamo anche noi di essere l\u2019anello debole in quanto parte dell\u2019Italia e dell\u2019Europa. Basti guardare la crisi dell\u2019auto in Germania e l\u2019effetto a catena che si sta producendo in questo periodo in Italia e anche da noi. In Alto Adige abbiamo un indotto legato all\u2019automotive che impiega tra i 10 e i 15 mila addetti e ci sono aziende importanti che rischiano di andare in crisi per mancanza di commesse, con la conseguenti cassa integrazione e licenziamenti. Significa perdita di ricchezza per il territorio; attualmente abbiamo un bilancio record della provincia di 8 miliardi ma se l\u2019economia inizia ad andare male, le risorse pubbliche per forza di cose sono destinate a diminuire. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In Alto Adige per\u00f2 il turismo tira ancora tantissimo, lo abbiamo visto anche in questi ultimi giorni con gli arrivi in massa per i mercatini di Natale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Premetto che il turismo come tutti gli altri settori economici naturalmente \u00e8 fondamentale per lo sviluppo del nostro territorio. Ma va ricordato che il turismo conta solo per un 10-12 % del prodotto interno lordo altoatesino. Insomma: \u00e8 una parte importante ma non \u00e8 in nessun modo maggioritaria. Le industrie e il manifatturiero, con le tante ditte artigiane che spesso hanno sede nella tanto bistrattata zona di Bolzano Sud, contano da soli per un 25%. Poi c\u2019\u00e8 il commercio con il suo 10-12 %, e cos\u00ec via\u2026 La nostra fortuna, in Alto Adige, \u00e8 di avere un\u2019economia equilibrata che non dipende da un unico settore e questo anche in passato \u00e8 stato un grande vantaggio. Lo si vede anche dai numeri dell\u2019occupazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Questo \u00e8 un altro tema delicato, noi soffriamo sempre di pi\u00f9 del problema opposto rispetto a quello della disoccupazione.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La piena occupazione naturalmente \u00e8 un bene, ma c\u2019\u00e8 l\u2019altra faccia della medaglia. Come quotidiano ce ne siamo occupati tanto quest\u2019anno. Mancano occupati in tutti i settori e a tutti i livelli. Fino a poco tempo fa mancava solo la manodopera qualificata, ma ora manca tutto, persino nel turismo, nelle pulizie e naturalmente nei nostri ospedali. E con il cambiamento demografico nei prossimi anni sar\u00e0 sempre peggio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ci vorrebbe un approccio politico ad hoc, per riuscire ad affrontare questo grande problema e trovare delle soluzioni per risolverlo.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un numero che dice tutto. Negli anni \u201950 e \u201960 le nuove nascite in Alto Adige raggiungevano quota 8.000 ogni anno, mentre ora siamo a meno di 5.000. Gli 8.000 degli anni \u201950 e \u201960 ora stanno per andare in pensione e al loro posto subentrano i 5.000 che per\u00f2 sono pochi. Quindi nel giro di 10 anni ci mancheranno 25\/30mila persone nel mercato del lavoro. Ci vuole un approccio nuovo, potremmo portarli da fuori ma&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Appunto: portare qui lavoratori da fuori deve essere sostenibile sotto diversi punti di vista, primi fra tutti i salari, il costo della vita e i prezzi degli alloggi. Per non parlare del consenso politico per alcuni partiti che si oppongono all\u2019immigrazione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Esatto. Ci sono diversi piani sui quali occorre lavorare. Una cosa \u00e8 certa: abbiamo bisogno fin da subito di forza lavoro che venga da fuori, a prescindere dalla sua provenienza. E la politica non riuscir\u00e0 a bloccare questo meccanismo. Ci sono degli aspetti sociali da affrontare, questo \u00e8 certo. E l\u2019integrazione che necessita e necessiter\u00e0 in futuro non \u00e8 solo linguistica, ma appunto anche sociale. \u00e8 un compito che spetta a tutta la societ\u00e0, non solo alla politica. Poi c\u2019\u00e8 la questione abitativa, che \u00e8 davvero un grosso problema.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u00ec siamo arrivati ad una saturazione completa, in particolare a Bolzano. E le difficolt\u00e0 non riguardano solo i lavoratori qualificati che vengono da fuori e le loro famiglie, ma anche i giovani altoatesini che lavorano qui e vogliono rendersi indipendenti, magari costruendosi una famiglia. E sappiamo quanto questo \u00e8 importante per il futuro di tutti noi.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La situazione \u00e8 insostenibile e come abbiamo visto sul nostro giornale ormai tutti segnalano questa cosa. Lo dice l\u2019universit\u00e0, lo dicono le imprese, lo dicono i sindacati, lo dicono le associazioni di volontariato, lo dice la stessa politica. Sul fatto che i costi degli alloggi siano diventati insostenibili siamo tutti d\u2019accordo. Adesso per\u00f2 bisogna trovare un modo per uscirne. Ci vuole un approccio nuovo. Ci vogliono nuovi terreni ma anche un modo diverso di costruire che tenga in considerazione il fatto che le esigenze delle famiglie sono diverse oggi rispetto a quelle dei decenni scorsi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Parliamo di overtourism, fino a qualche anno fa non sapevamo neanche cosa volesse dire\u2026\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il fenomeno \u00e8 stato massiccio anche in passato, ma la cosa nuova di quest\u2019anno \u00e8 la percezione negativa della popolazione locale verso il turismo. In determinate zone della provincia siamo arrivati oggettivamente a dei livelli difficilmente sostenibili. I numeri di per s\u00e9 sono impressionanti. Se noi pensiamo ai pi\u00f9 di 36 milioni di pernottamenti all\u2019anno, questo vuol dire che noi ospitiamo ogni giorno in Alto Adige come media 100.000 turisti. \u00e8 lo stesso numero degli abitanti di Bolzano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Anche qui: uno pu\u00f2 fare i calcoli e dire che in realt\u00e0 abbiamo tantissimi alberghi per ospitarli, ma questo ad esempio non vale per il capoluogo dove i turisti sempre di pi\u00f9 occupano gli alloggi che appunto vengono a mancare nel mercato per i residenti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Proprio cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Poi c\u2019\u00e8 il tema della nuova povert\u00e0. Oggi ci sono tantissime persone, nella nostra provincia benestante, che in realt\u00e0 pur lavorando fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. C\u2019\u00e8 uno squilibrio sempre maggiore?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le diseguaglianze in Alto Adige non sono cos\u00ec marcate come in altri territori, per\u00f2 si registra un aumento delle persone che fanno fatica. Spesso il problema \u00e8 causato dal caro casa che si riflette sui mille ambiti della nostra vita, perch\u00e9 ad avere prezzi esorbitanti non sono solo gli alloggi ma anche i luoghi dove hanno sede le imprese, anche quelle pi\u00f9 piccole come i bar che poi appunto aumentano il prezzo del caff\u00e8, ad esempio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La sanit\u00e0 in Alto Adige continua ad avere una serie di problemi. Molte speranze erano state riposte nel nuovo assessore provinciale competente, per una volta almeno davvero competente in materia. Ma la strada da percorrere sembra ancora lunga.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Qualche segnale di buona volont\u00e0 c\u2019\u00e8 stato, ma come per tutte le cose cambiare \u00e8 difficile. Il nuovo assessore Messner \u00e8 arrivato con tante idee ma si sta scontrando con la difficolt\u00e0 di ottimizzare un sistema che ha una lunga storia. La buona volont\u00e0 c\u2019\u00e8 ma in concreto facciamo molta fatica a vedere oggettivi miglioramenti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ci sono poi i temi della sicurezza, percepita e reale, e dell\u2019ordine pubblico. Ma anche della sicurezza sul lavoro.\u00a0 \u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dalle lettere che arrivano al giornale vedo che il tema della sicurezza tocca davvero molte persone. La situazione \u00e8 diversa tra i grandi centri, come Bolzano e Merano, e il resto della provincia. Nelle citt\u00e0 i cittadini hanno percepito un aumento della microcriminalit\u00e0, ma andando a vedere i dati non \u00e8 vero che l\u2019Alto Adige si sta trasformando nel Bronx. Le forze dell\u2019ordine in ogni caso quest\u2019anno hanno fatto sentire molto di pi\u00f9 la loro presenza nel territorio, anche per favorire la collaborazione da parte dei cittadini e farli sentire ascoltati.\u00a0<br>Per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro il grave incidente di giugno all\u2019Aluminium di Bolzano \u00e8 stato uno degli avvenimenti pi\u00f9 tragici in questo senso. Bisogna fare di tutto perch\u00e9 questi incidenti non si verifichino, investendo su formazione e sicurezza. L\u2019attenzione \u00e8 alta ma non \u00e8 mai abbastanza, cos\u00ec come non \u00e8 mai abbastanza anche la prudenza che prestiamo sulle strade.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nei mesi scorsi si \u00e8 parlato anche del modello scolastico, che ha un po\u2019 scricchiolato sulla scia della proposta di creare una classe composta da soli bambini con una non sufficiente padronanza della lingua tedesca in una scuola elementare del capoluogo. Sono stati segnali nuovi nell\u2019ottica che bisogna cominciare a pensare di mettere mano al nostro sistema scolastico?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La societ\u00e0 sta cambiando e quindi ha esigenze diverse. Tanti ambiti sono ancora legati al passato e la scuola \u00e8 da sempre uno di quelli che si toccano di meno, quindi facciamo fatica ad adeguarci ai cambiamenti che obiettivamente noi non potremo fermare. Le nostre scuole saranno sempre pi\u00f9 \u201ccolorate\u201d e si tratta di uno sviluppo inevitabile che senz\u2019altro non potremo fermare erigendo muri, anche perch\u00e9 i cambiamenti poi i muri li abbattono, come sappiamo bene. La cosa positiva del tentativo di forzatura \u00e8 che \u00e8 partita una discussione in merito.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Poi ci sono state le elezioni comunali a Laives\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le elezioni l\u00ec sono state un segnale di rottura rispetto al passato, su due fronti in particolare. Innanzitutto la comunit\u00e0 di lingua italiana ha perso il sindaco e questo \u00e8 stato causa delle divisioni nel gruppo italiano. C\u2019\u00e8 stata una frammentazione incredibile sia nel centrodestra che nel centrosinistra italiani e questo ha portato all\u2019elezione di un sindaco dell\u2019SVP, anche se sappiamo che la comunit\u00e0 di lingua tedesca di Laives \u00e8 assolutamente di minoranza rispetto a quella italiana. Non penso che la stessa cosa possa accadere anche a Bolzano, perch\u00e9 i rapporti di forza tra i gruppi sono abbastanza definiti. A Merano invece la composizione linguistica \u00e8 molto pi\u00f9 equilibrata e il prossimo anno potr\u00e0 succedere di tutto. A Laives di fatto si \u00e8 replicata a livello comunale l\u2019alleanza tra SVP e Fratelli d\u2019Italia varata l\u2019anno scorso in Provincia. \u00e8 un\u2019alleanza che si sta muovendo anche ai massimi livelli, basti vedere i rapporti tra il presidente Kompatscher e la premier Meloni sulla riforma dello statuto di autonomia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>C\u2019\u00e8 poi la natura che bussa, con i cambiamenti climatici. E poi nel 2024 si \u00e8 parlato molto ancora del tema della gestione dei grandi carnivori.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ne abbiamo scritto molto: gli eventi atmosferici sono sempre pi\u00f9 violenti anche da noi. Si tratta di un tema che non scalda molto i lettori, per\u00f2 bisogna farci i conti, a tutti i livelli e in tutte le stagioni. In futuro ci saranno ulteriori cambiamenti, non solo climatici ma anche economici e sociali. Il tema dei grandi carnivori ha invece toccato pi\u00f9 il Trentino, con tre orsi abbattuti. Da noi gli orsi quest\u2019anno sono stati meno presenti ma \u00e8 invece molto presente la tematica del lupo, che stanno cercando di affrontare a livello europeo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La citt\u00e0 di Bolzano dal canto suo resta ferma anche se ci sono tanti lavori in corso. La viabilit\u00e0 resta incastrata, per non parlare delle grandi opere ferme al palo e l\u2019espansione edilizia quasi impossibile&#8230;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Anche su queste cose se n\u2019\u00e8 discusso molto, ma si \u00e8 risolto molto poco. Bisogna anche considerare che i bolzanini hanno la lamentela facile. Quando anche solo piccole cose vengono decise, poi fioccano subito le lettere contrarie che arrivano al nostro giornale. Non si accontenta mai nessuno: basti pensare a quello che avviene per le nuove ciclabili o per il Park Vittoria. Resta il fatto che non \u00e8 giusto che il capoluogo abbia gli attuali problemi di alloggi, viabilit\u00e0 e infrastrutture. E le elezioni alle porte non aiutano: l\u2019amministrazione rester\u00e0 bloccata nei prossimi mesi e tutti saranno concentrati sulla campagna elettorale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Poi c\u2019\u00e8 lo sport. Sopra tutti calcio, hockey e\u2026 Sinner. \u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sinner \u00e8 stata forse la notizia dell\u2019anno, o per lo meno una delle pi\u00f9 importanti. Questo ragazzo di poco pi\u00f9 di 20 anni quasi ogni giorno ci ha dato da scrivere, e mai per notizie di poco conto. Ci sono stati record su record. Siamo partiti dalla fine del 2023 con la prima vittoria in coppa Davis, ma poi non si \u00e8 pi\u00f9 fermato ed \u00e8 diventato il numero uno. La provincia di Bolzano ha avuto tanti sportivi al primo posto del mondo, ma mai in uno sport di primo livello mondiale come il tennis. Sinner \u00e8 comunque rimasto un ragazzo molto semplice nel senso buono del termine.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Possiamo dire che Sinner sia diventato uno dei simboli mondiali del fair play?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Assolutamente s\u00ec. C\u2019\u00e8 stato anche il caso doping, che non \u00e8 chiuso,&nbsp; e anche l\u00ec Sinner si \u00e8 dimostrato molto maturo e trasparente. Per il calcio abbiamo vissuto le montagne russe e quelle attuali sono le settimane pi\u00f9 difficili per la salvezza in serie B. Va detto che nessuno ad inizio stagione si sarebbe aspettato queste difficolt\u00e0. Nell\u2019hockey quella dei Foxes invece \u00e8 una situazione opposta: anche in questa stagione la nostra squadra di hockey si sta dimostrando in grado di poter lottare per i primissimi posti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Com\u2019\u00e8 stato fare un quotidiano in questi mesi? Quali le principali motivazioni, ma anche gioie e dolori?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Prima di rispondere voglio ricordare i fatti di cronaca nera pi\u00f9 importanti di questo 2024. Entrambi hanno toccato la val Pusteria, tra l\u2019altro in simultanea. Sto parlando del doppio omicidio di San Candido e il giallo della motosega a Terento. Hanno toccato molto i lettori, non solo quelli della Pusteria.\u00a0<br>La quotidianit\u00e0 che viviamo in Alto Adige, che va dai trionfi di Sinner agli scandali politici degli ultimi giorni, ti fa svegliare la mattina pensando che ci sar\u00e0 senz\u2019altro qualcosa da raccontare ai lettori. Questo va fatto nel modo migliore e pi\u00f9 corretto possibile ed \u00e8 davvero una sfida per noi come giornale. L\u2019altra faccia della medaglia \u00e8 che questa quotidianit\u00e0 non ti abbandona mai e non ti d\u00e0 modo di respirare: mandato in stampa un giornale bisogna infatti subito pensare al giorno dopo. La nostra fortuna \u00e8 quella di vivere, nonostante tutte le difficolt\u00e0, in un territorio che sta ancora meglio rispetto a molti altri intorni a noi. Questa \u00e8 una cosa a cui tengo molto: fanno sempre pi\u00f9 notizia i fatti negativi ma &#8211; senza nascondere i problemi, le difficolt\u00e0 e il malaffare che in qualche caso affiorano &#8211; bisogna anche raccontare l\u2019Alto Adige che funziona.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ogni giorno per noi si ripresenta anche la sfida di rilanciare il nostro ruolo di giornalisti, offrendo un\u2019informazione di qualit\u00e0 che sappia imporsi rispetto alle voci, alle approssimazioni e &#8211; soprattutto alle fake news. D\u2019altronde \u00e8 anche compito dei cittadini scegliere di informarsi come si deve, privilegiando l\u2019autorevolezza, laddove questa venga identificata.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sono perfettamente d\u2019accordo. Colgo l\u2019occasione per ricordare che il quotidiano Alto Adige il 24 maggio del 2025 compir\u00e0 80 anni. Con il suo impegno di qualit\u00e0 e affidabilit\u00e0 l\u2019Alto Adige accompagna gli altoatesini fin dal 1945 e questa storia gi\u00e0 di per s\u00e9 \u00e8 segno di autorevolezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Luca Sticcotti<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l\u2019aiuto del direttore del quotidiano Alto Adige ripercorriamo insieme i fatti pi\u00f9 importanti del 2024, gettando uno sguardo anche sulle pi\u00f9 importanti aspettative per l\u2019anno nuovo che si avvicina. Anche quest\u2019anno si rinnova l\u2019appuntamento con la retrospettiva che vi proponiamo ripercorrendo i fatti pi\u00f9 importanti di questo 2024. 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