{"id":12404,"date":"2024-12-12T02:00:00","date_gmt":"2024-12-12T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=12404"},"modified":"2024-12-14T20:10:58","modified_gmt":"2024-12-14T19:10:58","slug":"il-bianco-manto-di-alfons-walde","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2024\/12\/12\/il-bianco-manto-di-alfons-walde\/","title":{"rendered":"Il bianco manto di Alfons Walde\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Alfons Walde fu forse meno famoso di Gustav Klimt ed Egon Schiele ma lasci\u00f2 un segno indelebile nell\u2019arte austriaca. I suoi dipinti di paesaggi innevati, sciatori della prima ora, baite immerse nel biancore luccicante della neve nelle belle giornate dai cieli blu intenso hanno fatto sognare intere generazioni e ancora oggi smuovono emozioni.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Alfons Walde (Oberndorf in Tirol, 1891 \u2013 Kitzb\u00fchel, 1958) fu pittore,&nbsp;fotografo&nbsp;e&nbsp;architetto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Influenzato dal&nbsp;secessionismo, cre\u00f2&nbsp;nature morte,&nbsp;paesaggi&nbsp;e&nbsp;scene di vita contadina. Ma \u00e8 per i suoi paesaggi innnevati per i numerosi manifesti di stazioni sciistiche e sport invernali che produsse tra il 1920 e il 1938 che Alfons Walde divenne noto a livello internazionale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Egli \u00e8 senza dubbio il maggiore pittore della neve e suoi sono quadri capaci di narrare le giornate sulla neve, il fascino delle stazioni sciistiche, la vita nelle baite o nei grandi alberghi alla moda degli sciatori o del glamour sulle piste e in alta quota. Egli \u00e8 per\u00f2 stato indubbiamente anche uno dei protagonisti della pittura austriaca del primo Novecento. Alla fine della Prima guerra mondiale \u00e8 proprio lui a portare nuova linfa all\u2019arte austriaca. Fin dai suoi vent\u2019anni il suo talento fu riconosciuto e la sua prima mostra si tenne a Innsbruck nel 1912. I primi dipinti di Walde sono ispirati al pointellisime, egli si era infatti formato sulla scia della pittura post-impressionista, trasferitosi a Vienna nel 1910 per studiare architettura alla Technische Hochschule, si era avvicinato ai pittori della Secessione viennese. Le sue opere degli anni Dieci conoscono dunque un notevole cambio di direzione e si avvicinano agli esiti dei dipinti di&nbsp;Gustav Klimt&nbsp; e Egon Schiele. A Vienna Walde si inser\u00ec ben presto nei circoli artistici e nel 1913 espose alla 43. mostra della Secessione viennese. Da Klimt eredit\u00f2 la luminosit\u00e0 tersa e da Schile&nbsp; i forti contrasti tonali che li svilupp\u00f2 in uno stile del tutto personale. Nel 1914 decise di rientrare in Tirolo poich\u00e9 l\u2019arte secessionista aveva smesso di influenzarlo: \u201cAttraverso Schiele sono arrivato a Klimt e alla sua cerchia, ma quello che per loro era arte per me era qualcosa d\u2019ingannevole, quindi mi accorsi che era ora di tornare in Tirolo\u201d. Cos\u00ec ebbe a dichiarare in una intervista del 1925. Ottenuta la laurea fin\u00ec per Walde anche l\u2019esperienza viennese e rientrato a Kietzb\u00fchel non si mosse pi\u00f9 per il resto della sua esistenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni critici d\u2019arte individuano nel trasferimento dell\u2019artista anche il coincidere con un cambiamento nella sua pratica pittorica, sia nella scelta dei soggetti che nel trattamento della tela. Walde svilupp\u00f2 uno stile fatto di ampie pennellate e colori densi, creando paesaggi sempre catturati nella luce brillante di una limpida giornata alpina. Per Walde, l\u2019arte doveva essere uno specchio dell\u2019anima, e poich\u00e9 il pittore si sentiva in armonia con la natura e si reputava una persona semplice e genuina, anche la sua pittura doveva essere semplice, e pure i soggetti dei suoi dipinti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il ritorno a Kitzb\u00fchel coincise anche con l\u2019inizio della fortuna della cittadina tirolese come meta sciistica internazionale: le piste si dotavano di moderni impianti di risalita, alberghi di lusso aprivano uno dopo l\u2019altro, e lo sci era divenuto uno sport sempre pi\u00f9 diffuso. La fortuna turistica di Kitzb\u00fchel signific\u00f2 anche la fortuna commerciale di Walde, che riusc\u00ec a vendere i suoi dipinti a una clientela internazionale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le sue opere furono esposte anche in importanti collettive all\u2019estero e nel 1923 l\u2019artista fond\u00f2 una&nbsp;casa editrice specializzata in cartoline, che in ventisette anni d\u2019attivit\u00e0 vendette un milione di cartoline e 200mila stampe a colori dei propri dipinti.<\/p>\n\n\n\n<p>Molti di questi dipinti sono esposti fino al 2 marzo a Palais Mamming a Merano nella Mostra intitolata Colours of snow.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Alfons Walde e Max von Esterle e gli artisti coevi a sud a nord delle alpi. una felice possibilit\u00e0 di conoscere l\u2019autore da vicino e vederlo in dialogo con altri 20 artisti coevi che raffigurarono la neve a nord e a sud delle Alpi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Rosanna Pruccoli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alfons Walde fu forse meno famoso di Gustav Klimt ed Egon Schiele ma lasci\u00f2 un segno indelebile nell\u2019arte austriaca. 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