{"id":12447,"date":"2025-01-09T02:00:00","date_gmt":"2025-01-09T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=12447"},"modified":"2025-01-08T10:16:15","modified_gmt":"2025-01-08T09:16:15","slug":"laglione-della-val-di-chiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/01\/09\/laglione-della-val-di-chiana\/","title":{"rendered":"L\u2019aglione della Val di Chiana"},"content":{"rendered":"\n<p>Collocata in Centro Italia, tra le province di Arezzo e Siena e tra Perugia e Terni, la Val di Chiana \u00e8 una valle tettonica lunga 104 km. Solcata dal fiume sacro Clanis Aretinum fu il palcoscenico di Etruschi, Romani, pontefici, Signori e Corti, eserciti, persone famose e comuni, tra paludi e bonifiche. Assieme alla costa grossetana, questa piana \u00e8 la zona di origine dell\u2019aglione. L\u2019Allium ampeloprasum var. Holmense \u00e8 una geofita bulbosa, perennante, annuale in coltura. Le radici sono fascicolate, cordiformi e superficiali. Il fusto \u00e8 detto \u201ccormo\u201d o \u201cgirello\u201d, le foglie in numero di dodici, sono amplessicauli alla base, mentre a distanza sono lineari, nastriformi, acuminate, leggermente carenate. Lo scapo fiorale \u00e8 cilindrico, pieno e ricurvo, quando in piena fioritura \u00e8 eretto e pu\u00f2 raggiungere altezze rilevanti. Il bulbo detto \u201ccapo\u201d o \u201ctesta\u201d \u00e8 di colore bianco avorio e molto grosso (\u00d8 10\/15cm), pu\u00f2 raggiungere da fresco i 600\/800 gr. Ogni bulbo \u00e8 composto da 3\/6 spicchi sessili, molto grossi (peso medio 60\/80 gr con punte fino a 250 gr), a forma di \u201ccastagna\u201d, carnosi, addossati al fusto e rivestiti da squame esterne scariose. Al contrario di ci\u00f2 che si pensa e che il nome suggerisce l\u2019aglione ha pi\u00f9 caratteri in comune con il porro che con l\u2019aglio e organoletticamente ha gusto pi\u00f9 delicato. Caduto nel dimenticatoio, dagli anni \u201990 \u00e8 tornato in auge, tanto da essere tutelato e valorizzato nel disciplinare di produzione, 2017. L\u2019Aglione non necessita di elevata disponibilit\u00e0 idrica, tuttavia nei mesi primaverili, in simultaneit\u00e0 dell\u2019ingrossamento dei bulbi e dell\u2019aumento dell\u2019evapotraspirazione dei suoli, deve poter disporre di sufficienti riserve d\u2019acqua. Predilige terreni&nbsp; sabbiosi, permeabili e non argillosi. I grossi spicchi della sua testa sono troppo teneri per uscire incolumi dalle spedizioni postali, pertanto, la riproduzione di questa variet\u00e0 avviene tramite i bulbillini; queste palline irregolari, dalla buccia spessa e coriacea, penzolano attaccate alle radici delle piante madri, in numero variabile, e ne costituiscono la semenza. Le differenze per tecnica e tempistiche di raccolta, tra colture a base di spicchi e di bulbillini sono diverse: con i primi si segue lo schema dell\u2019aglio (semina a settembre, raccolta a luglio), mentre nei bulbillini si deve giocoforza rimuovere la dura pellicina che li riveste \u2013 ma solo nella parte apicale \u2013 per favorire la germogliazione, interrando poi le palline in vasetti \u00d8 10cm. Brevi irrigazioni periodiche e lunghe attese, finanche a un anno, sono gli ingredienti necessari. Quando le piante raggiungeranno altezze e sviluppo accettabili si collocheranno in piena terra o sul BalconORTO, nel mese di settembre: raccoglieremo infine le teste di aglione fresco nel luglio successivo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Donatello Vallotta<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Collocata in Centro Italia, tra le province di Arezzo e Siena e tra Perugia e Terni, la Val di Chiana \u00e8 una valle tettonica lunga 104 km. Solcata dal fiume sacro Clanis Aretinum fu il palcoscenico di Etruschi, Romani, pontefici, Signori e Corti, eserciti, persone famose e comuni, tra paludi e bonifiche. 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