{"id":12458,"date":"2025-01-09T02:00:00","date_gmt":"2025-01-09T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=12458"},"modified":"2025-01-08T10:34:09","modified_gmt":"2025-01-08T09:34:09","slug":"tutto-un-secolo-di-telecomunicazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2025\/01\/09\/tutto-un-secolo-di-telecomunicazioni\/","title":{"rendered":"Tutto un secolo di telecomunicazioni"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Una volta c\u2019erano i Posti telefonici pubblici, le cabine per le strade e i telefoni in casa, prima neri e poi \u201cbigrigi\u201d. Nei posti telefonici pubblici si andava per ricevere una telefonata da qualcuno o per farla, quando il telefono a casa era solo un sogno.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Al Posto telefonico pubblico chiedevi di parlare con Tizio. Il gestore chiamava la mitica \u201csignorina\u201d, quella che sapeva un po\u2019 i fatti di tutti(!) e chiedeva di mandare un avviso al posto pubblico del paese di Tizio, che gli faceva recapitare a sua volta un avviso con un fattorino. Tizio doveva presentarsi ad una certa ora per parlare con te. E cos\u00ec quando entrambi eravamo al Posto pubblico del nostro paese, la \u201cmagia\u201d della signorina ci metteva in comunicazione. Se lo raccontate oggi ad un ragazzo, non potr\u00e0 che strabuzzare gli occhi!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Piano piano poi venne la \u201cteleselezione\u201d, quella che ti faceva mettere il prefisso del distretto chiamato prima del numero di telefono e potevi finalmente telefonare direttamente a casa dell\u2019amico o del parente lontano. E poi vennero le cabine telefoniche stradali, i telefoni a gettonee poi a moneta e con la scheda telefonica, tutti reperti che mostrati oggi fanno tenerezza, mentre quelle cabine piano piano vengono smantellate e se fai vedere un telefono a disco a un bambino ti chiede cosa sia e non capisce quella strana rotella coi buchi. Quella rotella dove i genitori infilavano un lucchetto perch\u00e9 i figli non abusassero del telefono (telefonare costava!) e che i figli prontamente trovarono il modo di eludere ticchettando sulla forcella, quei due puntini sui quali si appoggiava la cornetta per aprire e chiudere i contatti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Venne anche il tempo di fare arrivare il telefono nelle case di tutti: eravamo nei primi anni Settanta e in Alto Adige si facevano chilometri di palificazioni e scavi per portare i cavi del telefono nelle frazioni pi\u00f9 sperdute e nei masi pi\u00f9 in quota.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In Val Senales, a Maso Corto, si realizz\u00f2 il primo collegamento in ponte radio per dotare la stazione a monte di un telefono che la collegasse con il resto del mondo. E sempre a Maso Corto arriv\u00f2 anni dopo, nelle mani di quel visionario che fu Leo Gurchler, il primo telefono portatile. Era una valigetta pi\u00f9 grande di una ventiquattrore e neanche tanto leggera che conteneva il tutto! Sono ricordi di un tempo andato, legati ad alcuni anniversari tondi celebrati nel 2024 appena salutato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Era il 1924 infatti, cent\u2019anni fa, quando furono fondale le aziende che gestivano le telecomunicazioni del territorio nazionale. La Telve era quella che presidiava il territorio del Triveneto e quindi anche la nostra regione. Nel 1964 dalla fusione di queste aziende nacque la Sip e trent\u2019anni dopo nel 1994 un\u2019altra operazione di fusione elimin\u00f2 lo spezzatino di gestori di TLC in Italia dando vita a Telecom Italia dalla cui costola nacque Tim per gestire la telefonia mobile che nel frattempo si stava diffondendo a passi da gigante. Tim ha mandato in pensione il vecchio marchio di Telecom Italia per assorbire anche la telefonia fissa ed offrire molti servizi di information tecnology (IT) come web cloud e hosting. L\u2019ultimo passaggio &#8211; quello forse pi\u00f9 grande e decisivo che chiude un capitolo storico &#8211; si \u00e8 concretizzato lo scorso luglio, ovvero cento anni dopo, con lo scorporo da Tim della rete telefonica pubblica ceduta alla newco FiberCop. Una volta c\u2019era Telecom Italia oggi ci sono Tim e FiberCop: cio\u00e8 il mercato e i servizi da una parte la rete dall\u2019altra. Un cambio epocale che forse non tutti abbiamo visto passare sotto i nostri occhi. Come capirlo in concreto? Non vedremo pi\u00f9 armeggiare negli armadi sulle strade o intervenire a casa nostra i tecnici con le macchine rosse e la divisa Tim. Insomma: siamo passati dalle \u201csignorine\u201d col grembiule nero ed il colletto di pizzo bianco all\u2019era delle telecomunicazioni senza confini nell\u2019arco di cent\u2019anni che molti, almeno in parte, hanno attraversato e possono ricordare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Enzo Coco<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una volta c\u2019erano i Posti telefonici pubblici, le cabine per le strade e i telefoni in casa, prima neri e poi \u201cbigrigi\u201d. Nei posti telefonici pubblici si andava per ricevere una telefonata da qualcuno o per farla, quando il telefono a casa era solo un sogno. Al Posto telefonico pubblico chiedevi di parlare con Tizio. 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